10 Commenti
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Avatar di Cecilia Maiorana

È sempre un piacere spargere il verbo dell’Infinite Jest 🤓

Avatar di Akirastudio

Salve, ho ascoltato il vostro podcast, e relativamente al soggetto AI act avrei molto da dire. È un argomento vasto e immagino non si possa esaurirlo in pochi minuti. Io lavoro in un azienda che crea, produce e distribuisce prodotti per tv, cinema, multimedia ecc… negli ultimi anni ho esplorato per lavoro molte AI anche se non le amo, anzi, credo sia una delle peggiori sciagure che l’uomo abbia concepito. Ma tant’è. Per combattere il nemico bisogna conoscerlo. Ho la fortuna di vedere questo mondo dall’interno e vi sono dei lati oscuri…Il primo punto è che all’atto pratico, (fortuna che c’è un tentativo di legiferare sul tema, l’AI act è stato solo il terzo atto di un processo di organizzazione, legittimo, che dura da 3 -4 anni.) poche persone sanno veramente come muoversi. La produzione di IP generate o modificate, di sfruttamento e proprietà delle immagini, qualità delle stesse, utilizzo e diffusione, ad oggi è ancora un buco nero. Si va a percentuali che però non garantiscono il reale possesso. Fatto sta che questa legge europea, ci protegge e tutela in casa, ma se facciamo un prodotto nell’est, queste prerogative vengono scavalcate.

Dal punto legale non essendo del settore lascio parlare chi ne sa piu di me.

Dal lato artistico, il prodotto AI non è un prodotto di alta qualità, ad oggi, è estremamente riconoscibile e pieno di errori ed orrori. Servono persone che controllano la qualità che poi è quello che fanno le piattaforme. Perchè è un prodotto ancora di bassa qualità? Perchè lo puo fare chiunque. E si rigenera su cio che la massa chiede. Quindi se il benchmark è un prodotto da tik tok l’ai farà quello. E l’utente sarà quello. Contrariamente l’AI sarebbe ottima per diminuire i processi verbosi o ripetitivi, con dispendio di forze, pessima per la generazione perchè confonde le conoscenze e va istruita come un poppante. Dovete sapere che l’AI non crea niente. Non capisce o capisce male ciò che non è reale o realistico, perchè la sua libreria di immagini è internet. All’ultimo AVFX meeting di Roma, a maggio scorso, il punto che è uscito fuori, da un confronto tra AI evangelist e AI user, professionisti mondiali del settore in animazione, fx, cinema ecc…è stato questo.

Perchè preoccuparsene allora. Per un fattore etico, in capo alla creazione pura, e al suo sfruttamento economico. Faccio un esempio: la non conoscenza delle prerogative di creazione professionale di un prodotto dal punto vista artistico e tecnico che sono frutto di conoscenza acquisita, che sia un animazione, uno spot, un film, una canzone ecc…non possono essere demandate ad una casualità (come fa l’IA), e al rigenerare di un prompt, ma alla decisione e conoscenza dell’autore. La casualità e l’accontentarsi del risultato dovuto all’ennesimo prompt sbagliato, non è creazione. Nel mio lavoro che purtroppo ha molto a che fare con le IA, e mi tocca usarle, potrei raccontarvi cose che voi umani…

In conclusione, il fenomeno IA è ancora tutto da scoprire, ma il fattore peggiore influirà sull’approccio al lavoro delle generazioni attuali, quelle più social, che stanno fin d’ora usando le IA come un libro scolastico. Chi come me è passato dal preistorico, all’analogico al digitale, sono in generale salvi, se domani muore internet, possono ripartire dalla ruota e la pietra focaia, io posso disegnare con un pezzo di carbone su un muro di una grotta, oggi uno di venti anni non credo sappia cosa sia il carbone.

Saluti

Akira

Avatar di Elisa Scagnetti

Salve Akira, grazie per il tuo commento! Ha fatto bene a sottolinare il vuoto normativo tra produzione europea e produzione extra UE, in effetti non è stato praticamente toccato come tema ed è molto importate, soprattutto perché spesso non ci facciamo neanche caso.

Ho apprezzato anche la distinzione che fa tra uso "buono" e "cattivo", credo che alla fine la questione si riduca sempre a cosa intendiamo per creazione.

Mi ha fatto molto piacere leggerti!

Elisa

Avatar di Akirastudio

Nessuno, se il suo testo nasce e finisce lì, lo fa per scrivere una cosa sua o crea una scheda per un compito o qualcosa che esula dal settore professionale o lavorativo in senso stretto. è un mezzo come tanti altri piaccia o no; ma se lei scrive una sceneggiatura per un film, parlo di cose che fanno parte del mio lavoro, e la fa scrivere per il 70% (forse le percentuali non sono esattamente quelle) da gemini, il suo progetto che è anche fonte di guadagnodi una filiera di produzione, si incastra nei technical issues di una piattaforma (netflix, rai…) e te lo rimandano al mittente. Che cosa ci hai guadagnato,? Con tutto che essendo le AI alla portata di tutti, è una dichiarazione di non essere in grado di scrivere, professionalmente. Inoltre essendo fatta con un AI, difficilmente può ottenere un copyright perchè il rischio che le fonti possano essere state copiate è dietro l’angolo. L’AI non crea, copia.sembra che crea, ma non è così.

Avatar di Mattia Ferro

In realtà se ci pensi tutti copiamo. Il problema è che l’AI usa argomenti e parole che sono gia’ state pubblicate. Questo è il punto.

Avatar di Akirastudio

Non è poco. Nel mondo della scrittura il plagio è dietro l’angolo. Vorrei vedere se un autore che prende i diritti d’autore dal suo libro se lo vede plagiato da un AI. non credo sia molto felice. Il fatto che non crea è in concetto interessante, l’ho recepito da professionisti del settore e mi ha lasciato perplesso. Nello stretto campo della creazione grafica per esempio un ambiente per un film. Se tu disegni la parte frontale e chiedi all’AI di fare l’altra parte, non ragiona in modo logico ma devi istruirla spiegando con disegni e reference come ti aspetti che possa essere. Se hai bisogno di una porta dovresti spiegare a che serve e dove sta. Quindi a livello creativo è inferiore ad ogni studente di primo anno di istituto d’arte. Se poi il tuo stile non è realistico, peggio mi sento, potrebbe confondere una poltrona con una lampada. Quindi dovresti disegnare di più del necessario per istruire un’intelligenza stupida. Uno spreco. Tutto questo l’ho provato sul mio lavoro. Poi ci sono settori in cui è una manna dal cielo. Scrittura di codici, catalogazione, statistica.

Avatar di Mattia Ferro

si, sono assolutamente d’accordo con te.

Avatar di Mattia Ferro

Tutto molto interessante, la mia domanda è : chi dovrebbe venire a contestare che il mio testo o la mia immagine è AI e per quale motivo? Oppure tramite il watermark dovrebbe andare in segnalazione automatica?

Avatar di Alessandro Vercellotti

É tutto in forte evoluzione, é possibile un domani un controllo automatizzato come in altri ambiti. Vedremo

Avatar di Mattia Ferro

personalmente vedo molto improbabile che segnalino in automatico questo in generale almeno che non sia una cosa importante coinvolgendo fatti o cose false. Ad esempio: una foto con George Clooney che mangia al mio ristorante e la pubblico. Lui potrebbe e dovrebbe segnalarmi; e avrebbe ragione.