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Avatar di Andrea Gambaretto

Mi trovo totalmente d'accordo con le tue idee.

La scrittura è bidirezionale. Non serve solo a comunicare ai lettori, ma anche e soprattutto a noi stessi per mettere ordine e dare forma ai nostri pensieri.

La tua lezione mi potrà essere molto utile per trovare un equilibrio. Per lavoro utilizzo le AI in svariate attività, ma nella produzione di contenuti ho un approccio un po' più "luddista" per mantenere il controllo di quello che scrivo.

Per gli appunti, gli schemi, le brutte copie uso carta e penna (bugia: in realtà uso un Remarkable). Solo dopo utilizzo gli altri dispositivi per la stesura in bella copia.

Per Substack, uso l'AI per creare le immagini della mia storia. Sono un pessimo disegnatore, ma in questo caso l'AI può completare il mio mancato talento.

Carico uno schizzo fatto a mano + un prompt per descrivere come deve essere l'immagine... e il gioco è fatto! Certo, un disegnatore otterrebbe un risultato molto migliore del mio, ma non ho grosse pretese.

Avatar di Emanuele Dattoli

Mi sono guardato il tuo intervento e mi è piaciuto molto. Io non uso l'Ai, ma sono felice che ci sia chi la approccia con lo spirito che ci metti tu. Professionale, cioè rispettosa dei tuoi lettori. Ma anche molto creativa, sorridente e aperta a punti di vista 'statisticamente' stimolanti. Questa cosa di chiedere a Leonardo cosa ne pensa delle patatine fritte mi ha fatto venire in mente un libro che forse giá conosci: Interviste impossibili di Giorgio Manganelli.

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