Chiacchieriamo di Ai Policy, fiducia e responsabilità
…oltre a idee, strategie e appuntamenti!
Giovedì scorso ho tenuto a Torino una formazione sull’uso dell’AI nella scrittura di testi lunghi come articoli, newsletter e post social e oggi la voglio condividere anche con voi!
Ma prima una riflessione: mentre preparavo i materiali mi sono ritrovata a pensare a quanto fosse importante non solo decidere e spiegare come uso l’Ai, ma anche mettere per iscritto e pubblicare la mia Ai Policy.
Mentre la scrivevo ho capito due cose:
la sua importanza come pratica di onestà intellettuale, fiducia e rispetto per chi mi legge
che la sua mancanza è uno dei motivi per cui il dibattito sull’AI continua a girare in tondo tra chi dice “è il futuro” e chi “è la fine della scrittura”.
Quindi oggi chiacchieriamo proprio di Ai Policy, fiducia e responsabilità
Iniziamo dalle basi: il problema non è l’AI, il problema è usarla per saltare quei passaggi che sono proprio il lavoro sotto la nostra responsabilità: osservare, collegare cose che non sembrano collegate tra loro, scegliere un punto di vista invece di un altro, fare l’editing finale, etc… queste attività non sono passaggi senza importanza che possiamo delegare, sono il cuore del testo che stiamo scrivendo, ciò che rende quella newsletter/articolo/post davvero nostri invece che un testo generico che avrebbe potuto scrivere chiunque.
Proviamo ad andare oltre il timore sotto il naso di molti, e cioè che l’AI farà le cose al posto nostro, e focalizziamoci sul problema meno apparente e più insidioso: portarci a smettere di allenare il modo in cui pensiamo, la nostra curiosità e creatività, il nostro pensiero critico.
Scrivere non è mai stato solo produrre testi, i pensierini che ci facevano scrivere alle elementari erano il primo modo di allenare quelle doti che oggi ci permettono di andare oltre le parole stesse, di dare forma a ciò che sentiamo anche quando non sappiamo nominarlo, di attraversare il caos dei pensieri e trasformarlo in qualcosa di nostro, qualcosa che lentamente ci insegna a conoscerci e a conoscere il mondo.
Scrivere è il modo in cui diamo forma a quello che pensiamo, è il modo in cui scopriamo che quello che pensiamo è da mettere in discussione o da osservare anche da altri punti di vista e questo processo non si può (dovrebbe) delegare, perché non esiste uno strumento, per quanto “intelligente” che può pensare al posto nostro.
Come uso io l’AI
Durante la formazione a Torino - che puoi rivedere cliccando qui sotto - mi sono soffermata a lungo sul mio modo di co-creare con l’Ai, ho portato esempi concreti e condiviso come e quando la uso, ad esempio:
quando ho troppi appunti e ho bisogno di vederli organizzati,
quando un’idea non è ancora chiara e voglio che mi faccia domande per approfondirla,
quando devo adattare un contenuto a un formato diverso,
quando cerco ripetizioni o voglio capire se sto dando per scontate informazioni che scontate non sono.
Quello che non faccio, invece, è chiederle di darmi un punto di vista su qualcosa o scrivere qualcosa che dovrebbe nascere dalla mia esperienza, dallo studio, da un confronto e poi prendere tutto come se fosse oro colato e farlo mio - mi vengono i brividi solo a scriverla questa cosa!
La domanda da porci non dovrebbe essere “posso usare l’AI?”, a quella direi che possiamo serenamente rispondere “Sì, puoi!”, le domande su cui soffermasi, e che ho fatto ai presenti durante la formazione, sono:
In quale fase del mio lavoro la sto usando?
Perché la sto usando?
Mi aiuta a pensare meglio o solo a scrivere più velocemente?
Dove sono i miei limiti?
Chi decide davvero cosa pubblico?
C’è una differenza enorme tra usarla per chiarire un pensiero e usarla per evitare di pensare, tra migliorare un testo e crearne uno da zero lasciando all’Ai la libertà editoriale.
Quello a cui tengo parlando di Ai nella scrittura e su cui insisto, forse troppo, è che scrivere è una questione di scelte: cosa diciamo, cosa non diciamo, come colleghiamo le cose, etc… se lasciamo che queste decisioni le prenda un sistema, per quanto sviluppato e perfezionato sia, il risultato sarà inevitabilmente mediocre, perché una posizione che sta “nel mezzo” è quello che ottieni quando ottimizzi per “piacere a tutti”, proprio come, a oggi, tendono a fare gli LLM che più usiamo noi babbani dell’Ai.
E adesso clicca qui sotto per vedere la mia formazione su “AI nella scrittura long-form: cosa fare e cosa evitare”
💬 Perché la mia newsletter si chiama “Chiacchiere”: visto che spesso mi è stato chiesto, l’ho spiegato qui e ti avverto, dei due, tu sei quella che “cucina” in camper!
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Weekly Substack tip
Visto l’argomento di oggi ecco la mia Ai Policy su Substack, che sia il momento di pensare e iniziare a scrivere anche la tua?
Tutti i martedì parliamo di come esserci e crescere su Substack qui: Grow on Substack, abbonati per riceverla: elisascagnetti.substack.com/subscribe
Nuovi contenuti pubblicati in settimana
Questa settimana ho pubblicato:
Qui, come sempre, i contenuti evergreen che aggiorno regolarmente:
Substack “dalla A alla Z” quello che ti serve sapere per usare bene Substack, come vedrai ci sono ancora dei contenuti da inserire, ma molte analisi, consigli pratici, esempi reali e link alle risorse fondamentali sono già presenti!
Il mio Framework che ho presentato anche nella Masterclass su come crescere su Substack nel 2026 e che uso nelle sessioni individuali.
Dove sono finita
Se bazzichi spesso tra le Notes di Substack o le Storie di Instagram, potresti aver notato una certa latitanza da parte mia nell’ultima settimana.
Il motivo è molto personale e forse per qualcuno anche non così importante, ma quel qualcuno evidentemente non sono io!
Lunedì hanno trovato a Penny, il mio cane con cui vivo 24/7 da 11 anni, un tumore al cuore con diverse metastasi e questo ha completamente assorbito la mia voglia di creare cose.
Il lavoro è andato avanti e gli impegni presi in precedenza mi hanno permesso di non chiudermi in me stessa, anzi: grazie a tutte le persone con cui ho fatto call, sessioni ed eventi dal vivo, loro non lo sanno, ma mi hanno aiutata a non pensare sempre all’imminente morte del mio cane e per me è stato fondamentale.
A oggi Penny sta bene, rincorre scoiattoli come sempre e vive la sua miglior vida loca beatamente inconsapevole. Anch’io, in questi giorni, ho accettato ed elaborato molto: da giovedì riesco anche a parlarne senza piangere.
Quindi tornerò operativa come prima, a scrivere e condividere, ma ci tengo a raccontarvi questo momento, non tanto per giustificare 10 Notes e 20 Storie in meno (che chi se ne frega), ma perché vi sento parte delle persone a cui racconto le cose, belle e brutte, esperienze e pensieri, ormai da anni ogni settimana e anche questo fa parte di quello di cui vi parlerei se oggi ci vedessimo per il brunch... magari invece che davanti a un caffè mi servirebbe un gin tonic, anche se sono le 11:00.
La veterinaria ha detto che starà bene fino a quando starà male, all'improvviso, e non ci sarà più niente da fare. Potrebbe essere tra 3 ore, giorni, settimane o mesi, non più di due o tre mesi, dice lei. Quindi per ora Penny vive come sempre e io controllo in modo quasi ossessivo quanto dista la clinica più vicina!
Per oggi è tutto, ci vediamo su Instagram per continuare a Chiacchierare!
Qui uso spesso il femminile sovraesteso e non censuro le parolacce!
Inoltre questa newsletter è gratuita ed è distribuita con una licenza CC0, che significa che puoi farne quello che vuoi anche senza citarmi: più idee condividiamo, più pensieri siamo in grado di fare.








