Chiacchieriamo di Burka Avenger e della differenza tra cosa vendi e cosa insegni
...oltre a idee, strategie e appuntamenti!
Questa edizione della newsletter esce grazie al supporto di Elena Aloise,
e chiacchieriamo di:
Burka Avenger
Di come spiegare il fallimento ai bambini
Appuntamenti di ottobre
Immersa tra le pagine del libro “L’incendio” di cui ti ho parlato qui mi sono trovata a leggere di Burka Avenger.
Burka Avenger è una serie animata trasmessa da Tolo TV in Afghanistan, con una protagonista femminile che ha un obiettivo: combattere i cattivi che vogliono chiudere la sua scuola. Il villain è un politico locale corrotto che assomiglia incredibilmente alla figura stilizzata di un talebano.
La protagonista, una studentessa e campionessa di arti marziali, assume l'identità di Burka Avenger indossando un burqa durante le sue missioni per mantenere l'anonimato. Questo show si rivolge sia ai bambini che agli adulti e
«ha avuto un ruolo nel rendere l'importanza della scuola per le bambine un valore tutto sommato condiviso».
Burka Avenger promuove l'educazione delle ragazze, utilizzando il burqa non come simbolo di oppressione, ma come strumento di empowerment. La serie ha ottenuto un buon seguito anche nelle regioni conservative dell'Afghanistan, contribuendo a promuovere l'importanza dell'educazione per le ragazze. Questo show rappresenta un tentativo di inclusione culturale, cercando di dialogare con le famiglie tradizionaliste senza alienarle.
Dopo il ritorno dei talebani al potere e l'obbligo imposto alle donne di coprirsi, Tolo TV ha continuato a trasmettere programmi come Burka Avenger, seguendo un po’ il principio del marketing del “sell them what they want, teach them what they need”: vendo una serie animata in cui il superpotere “deriva” dal burqa, ma nel farlo insegno l'importanza dell'educazione e della partecipazione delle donne nella società.
Con le debite differenze del caso è la stessa dinamiche che abbiamo visto con Barbie e Oppenheimer e di cui ha parlato la mia insegnante di fotografia Irene Ferri:
Vendiamogli il film rosa, poi una volta dentro la sala ci pensiamo noi a farti fare un bagno di realtà nella palude del patriarcato.
Mettiamogli la copertina arancione da film d’azione, poi una volta dentro la sala gli diamo un’enorme lezione di storia contemporanea.
Quindi, per provare a portare questo principio nella nostra vita di tutti i giorni, mi chiedo e vi chiedo: quanto siamo in grado di andare oltre il desiderio che il nostro cliente manifesta? Gli vendiamo ciò che vuole e gli diamo ciò che vuole o siamo in grado di dargli ciò che davvero necessita - considerando che spesso neanche lui sa ciò di cui ha veramente bisogno?
E quando siamo noi i clienti, sappiamo cosa ci serve? Compriamo seguendo il bisogno o il desiderio?
In collaborazione con Elena Aloise
LA VOCE NEL BUSINESS
Elena Aloise si occupa di consulenza e formazione sulla comunicazione efficace.
Per lei la voce è lo strumento comunicativo dal quale parte per lavorare sulla comunicazione in tutti i suoi aspetti.
Se quando partecipi ad una call di lavoro, a una riunione o anche solo ad una serata tra amiche e amici, vorresti esprimere la tua opinione ma qualcosa ti blocca?
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Da visitare
Sono stata alla mostra "Dorothea Lange. Racconti di vita e lavoro” a Camera a Torino.
Dorothea Lange, coi suoi scatti, ha catturato l'essenza della resilienza umana durante periodi storici cruciali. Attraverso un'attenta selezione delle sue fotografie ci offre uno sguardo profondo sulle tematiche sociali e sulla condizione umana negli stati uniti degli anni ‘30 e ‘40.
Puoi vedere alcuni scatti qui
In questi giorni sono stata anche all’Italian Tech Week, ed è sempre più evidente che il cambiamento sta arrivando meno piano del previsto e se non impariamo a gestirlo ci sommergerà, quindi torna anche a ottobre la diretta gratuita “Future Party”, iscriviti al canale per tutti i dettagli!
Facciamo cose insieme
Per tornare in casa Mattel, è uscito lo spot di Hot Wheels che riflette il mantra di Beckett “Try, Fail, Repeat, Grow” (Prova, fallisci, ripeti, cresci); narra di un bambino che cerca di far funzionare la sua pista di macchinine. Lo spot, parte della campagna "Challenge Accepted" che mira a posizionare Hot Wheels come strumento di resilienza per i bambini, promuovendo l'idea che il fallimento può aprire nuove possibilità.
Del tema bambini e fallimento ne avevo già scritto qui ed era emerso come raccontare il fallimento ai figli fosse uno dei temi più ostici che un genitore si trova a dover affrontare.
Per questo motivo con Arianna Palomba, educatrice e Parent Coach, abbiamo deciso di organizzare un incontro online gratuito in cui confrontarci insieme.
ISCRIVERTI GRATIS ALLA DIRETTA DEL 16 OTTOBRE ALLE 11:00 CLICCANDO QUI E IL 15 OTTOBRE RICEVERAI TUTTI I DETTAGLI E IL LINK ALLA DIRETTA.
L’evento verrà registrato e entro 48 ore riceverai il link per rivederlo!
Oggi è anche il primo del mese quindi se fai parte della Wave Community clicca qui e scopri gli eventi di ottobre a cui partecipare!
Se ancora non conosci la Wave Community vai qui!
From web with curiosity
( …is the new “Cose belle e divertenti”)
Le confezioni di Shein, noto portale e disastroso fast-fashion, hanno una durata maggiore rispetto agli stessi capi che vende, così in Sud America vengono riutilizzate in modi …alternativi!
Questa cosa è stupenda: scienziati tedeschi hanno individuato una tecnica inedita per effettuare scritte direttamente sull'acqua, impiegando una microperla a scambio ionico come 'strumento di scrittura'. Manovrando la perla nell'acqua, che contiene particelle di inchiostro, queste ultime si adagiano lungo il tragitto, modificando localmente il pH e dando forma alla scrittura. Questa metodologia si distingue da quelle tradizionali che necessitano di una superficie solida, dato che la perla, di dimensioni molto ridotte, non genera turbolenza.
Infine un tocco di genialità da casa Apple: hanno trasformato un noioso rapporto sulla sostenibilità in un video creativo e ingegnoso. Lo puoi vedere qui!




