Chiacchieriamo di caos, ordine e produttività
...oltre a idee, strategie e appuntamenti!
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In questo periodo sto riprendendo in mano millemila testi sulla produttività per preparare la nuova edizione di In da Flow e mi sono resa conto di come i “fissati” con la produttività sottolineino spesso l'importanza dell’ordine e della disciplina per ottenere dei buoni risultati.
Questo concetto, però, va in contrasto col fatto che molte menti creative fossero inclini al disordine:
- Marcel Proust scrisse la maggior parte del suo “Alla ricerca del tempo perduto”, in mezzo a un mare di carte nel suo appartamento parigino.
- Leonardo da Vinci riempiva in modo caotico i suoi taccuini con idee e progetti che non avrebbe mai completato.
- Perfino lo spazio di lavoro di Albert Einstein era a dir poco caotico: disseminato di diari, quaderni e occasionali pipe da tabacco.
Quindi mi chiedo: in una cultura che celebra l’efficienza, l’ottimizzazione e le routine rigide, la nostra avversione al caos potrebbe star soffocando la nostra creatività?
Quando ho iniziato a studiare la correlazione tra sistema neuroendocrino e produttività mi sono accorta che le routine mattutine di imprenditori di successo: svegliarsi alle cinque, palestra/crioterapia/meditare etc,etc… tutte uguale e sempre precise al secondo, non solo per la fisiologia femminile sono più dannose che benefiche, non solo non tengono conto della cronobiologia del singolo, ma, a livello psicologico, ci fanno provare quel sentimento che Jocelyn K. Glei chiama “vergogna per la produttività”: quel fastidioso senso di delusione quando non riusciamo ad essere all'altezza delle routine apparentemente impeccabili che vediamo sui social media.
Glei paragona queste narrazioni ai film Disney: stimolanti, certo, ma difficilmente realizzabili nella realtà. Invece di motivarci, questa pressione a ottimizzare costantemente può ritorcersi contro, portando a sentimenti di inadeguatezza e persino incidendo sulla nostra salute mentale.
Anche in “A Perfect Mess”, il libro di Eric Abrahamson e David Freedman, troviamo un’analisi di questo stato d’animo e scopriamo di aver interiorizzato la convinzione che ordine e produttività vadano di pari passo.
Spesso in realtà, continuano Abrahamson e Freedman, sono le nostre aspettative irrealistiche a farci sentire sopraffatti dal minimo accenno di disordine e affermano che va bene abbracciare il disordine della vita, sia in senso letterale che figurato, dopotutto, è spesso in quei momenti di caos che la creatività prospera e avviene la vera innovazione.
Infine concludono facendoci notare che il tempo e l’energia dedicati al riordino comportano un costo nascosto: lo sforzo di mantenere l’ordine potrebbe essere meglio utilizzato per attività creative, paradossalmente un’eccessiva attenzione alla produttività potrebbe ostacolare proprio la creatività che mira a promuovere.
E le ricerche scientifiche cosa dicono sul legame tra caos e creatività?
Secondo i risultati di una ricerca dell’Università del Minnesota, lo stato del tuo ambiente fisico può influenzare in modo significativo la tua produzione creativa.
In una serie di esperimenti, i partecipanti collocati in stanze ordinate tendevano a optare per snack più sani, facevano scelte più conservatrici ed erano più propensi ad attenersi alle decisioni convenzionali.
D’altro canto, coloro che si trovavano in ambienti disordinati mostravano un’inclinazione per il pensiero creativo ed erano attratti da nuove opzioni.
Se una scrivania disordinata è segno di una mente disordinata, di cosa allora è segno una scrivania vuota? - A.Einstein
Quindi, come ci insegna l’Embodied Cognition - ma anche il Feng Shui - adattiamo il nostro spazio ai nostri obiettivi: se stai mirando a scelte più sane e convenzionali, una scrivania pulita potrebbe essere la strada da percorrere, tuttavia, se stai cercando di liberare la tua creatività ed esplorare nuovi orizzonti, forse è il momento di accettare il caos.
Essere facilmente distratti potrebbe non essere sempre uno svantaggio, soprattutto per chi ha un talento per la creatività. Uno studio della Northwestern University ha rivelato che gli individui che hanno difficoltà a bloccare input sensoriali irrilevanti, tendono ad avere risultati più creativi quando lavorano immersi nei rumori del mondo reale.
Sebbene le distrazioni siano generalmente considerate negative per la nostra produttività, a volte possono funzionare da catalizzatori per le menti creative e supportarle nel creare connessioni inaspettate tra concetti apparentemente non correlati.
In uno studio intitolato “Ideas Rise from Chaos”, condotto presso l’Università di Toronto, i ricercatori hanno scoperto che presentare le informazioni in modo disorganizzato potrebbe effettivamente spingere le persone a generare soluzioni più originali. Durante lo studio, ai partecipanti è stato chiesto di creare frasi da un elenco di 100 nomi; un gruppo ha ricevuto un elenco disorganizzato, mentre un altro gruppo ha ricevuto un elenco organizzato in 20 categorie. Sorprendentemente, il gruppo con l’elenco disorganizzato ha dimostrato una maggiore creatività rispetto al gruppo con l’elenco categorizzato.
Questa scoperta suggerisce che quando le informazioni vengono presentate senza una chiara gerarchia, possono ispirare le persone a pensare in modo più libero e creativo.
Caos vs ordine?
Provare a trovare un equilibrio in questo canto del Ghiaccio e del Fuoco del Caos e dell’Ordine nella creatività può farci credere di trovarci davanti a consigli contrastanti: inizi la ricerca sperando di fare chiarezza e invece ti trovi in un labirinto di punti di vista opposti. La verità è che più studi e più diventa evidente che sia l’ordine che il disordine hanno i loro meriti creativi, è tutta una questione di equilibrio.
Per cavalcare l’onda della creatività rimanendo produttivi, abbiamo bisogno sia di caos che di struttura, è tutta una questione di equilibrio tra ciò che facciamo e come lo facciamo e ricordiamoci sempre di rispettare i bisogni della nostra fisiologia e cronobiologia.
Gli sforzi creativi sono già di per sé impegnativi, senza la pressione aggiuntiva di una costante ricerca di produttività, organizzazione o struttura, quindi se state cercando di essere più strutturati e ordinati solo per alleviare il senso di colpa per non aver soddisfatto gli standard arbitrari di produttività, allora sentitevi liberi di lasciar andare quella pressione, abbracciare il caos e concentrarvi nuovamente sul compito essenziale della creazione.
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Oggi ti parlo di “Caos, Ordine e Produttività”, ma questa pubblicazione è molto versatile e non riesce a stare nei paletti di una sola area di interesse, quindi aspettati di tutto.
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Da ascoltare
Non ho ascoltato nuovi podcast in questo periodo quindi ti consiglio le ultime puntate del mio:
Freebie Efficaci: Idee e Consigli per Donne Nomadi Digitali
La curiosità nel business
Feynman, Social e Leggerezza
Da Leggere
Una perla letteraria che mi ha colpito nel suo essere incredibilmente attuale: “Generazione X” di Douglas Coupland.
Anche cambiando le generazioni il risultato è lo stesso: nel libro di Douglas Coupland Millennials is the new GenX.
Immaginate di essere catapultati negli anni '90, in un mondo in cui i protagonisti sono alle prese con un turbinio di ansie esistenziali, lavori temporanei e una costante ricerca di significato. Ecco, "Generazione X" è esattamente questo: un ritratto brillante e spesso ironico di una generazione che si trova a navigare le acque turbolente del post-boom economico.
Douglas Coupland ci regala una narrativa vivace e fresca, intrisa di riferimenti culturali pop, battute fulminanti e riflessioni pungenti. I personaggi, con le loro storie intrecciate e i loro dialoghi taglienti, sembrano saltare fuori dalla pagina per trascinarci nel loro mondo fatto di sogni, disillusioni e una strana bellezza che si trova nel caos quotidiano.
Se avete mai sentito quella sensazione di essere un po' fuori posto nel mondo moderno, “Generazione X” sarà come una chiacchierata con un vecchio amico che vi capisce perfettamente. Con una scrittura che è allo stesso tempo leggera e profonda, Coupland cattura l'essenza di una generazione in modo che pochi altri sono riusciti a fare.
From web with curiosity
Iniziamo con un regalo!
Abbiamo già parlato in questa newsletter di Virtual Influencer, se ti interessa il tema e vuoi approfondirne le dinamiche legate al marketing - e scoprire chi sono i top 15 Virtual Influencer- leggi qui.
Rumoroso, isterico, sfacciato.
La versione testuale del cibo spazzatura.
Il selfie della grammatica.
Sto parlando del Punto Esclamativo!
Let's talk about chaos, order, and productivity
Lately, I've been diving back into countless productivity texts to prepare for the new edition of In da Flow. I've noticed that productivity enthusiasts often emphasize the importance of order and discipline for achieving good results.
However, this notion clashes with the fact that many creative minds were inclined towards chaos:
- Marcel Proust wrote most of "In Search of Lost Time" amidst a sea of papers in his Paris apartment.
- Leonardo da Vinci filled his notebooks chaotically with ideas and projects that he never completed.
- Even Albert Einstein’s workspace was far from tidy, cluttered with diaries, notebooks, and the occasional tobacco pipe.
So, I wonder: in a culture that celebrates efficiency, optimization, and strict routines, could our aversion to chaos be stifling our creativity?
When I began studying the correlation between the neuroendocrine system and productivity, I noticed that the rigid morning routines of successful entrepreneurs—waking up at five, gym/cryotherapy/meditation, etc.—are not only more harmful than beneficial for female physiology but also fail to consider individual chronobiology. Psychologically, they induce what Jocelyn K. Glei calls "productivity shame": that annoying sense of disappointment when we fail to live up to the seemingly perfect routines we see on social media.
Glei compares these narratives to Disney movies: inspiring, yes, but rarely achievable in reality. Instead of motivating us, this constant pressure to optimize can backfire, leading to feelings of inadequacy and even impacting our mental health.
In "A Perfect Mess," Eric Abrahamson and David Freedman explore this mindset and reveal that we've internalized the belief that order and productivity go hand in hand. Often, though, as Abrahamson and Freedman continue, it’s our unrealistic expectations that make us feel overwhelmed by the slightest hint of disorder. They assert that it’s okay to embrace life's chaos, both literally and figuratively. After all, it’s often in those chaotic moments that creativity flourishes and true innovation occurs. They conclude by pointing out that the time and energy spent on tidying up come at a hidden cost: the effort to maintain order could be better used for creative activities. Ironically, an excessive focus on productivity might hinder the very creativity it aims to promote.
And what does scientific research say about the link between chaos and creativity?
According to a study from the University of Minnesota, the state of your physical environment can significantly influence your creative output. In a series of experiments, participants in tidy rooms tended to choose healthier snacks, made more conservative decisions, and stuck to conventional choices. On the other hand, those in messy environments showed a tendency for creative thinking and were more drawn to new options.
If a cluttered desk is a sign of a cluttered mind, then what is an empty desk a sign of? - A. Einstein
So, as Embodied Cognition - and even Feng Shui - teach us, we should adapt our space to our goals: if you aim for healthier and more conventional choices, a clean desk might be the way to go. However, if you're looking to unleash your creativity and explore new horizons, perhaps it’s time to embrace the chaos.
Being easily distracted might not always be a disadvantage, especially for those with a knack for creativity. A study from Northwestern University found that individuals who struggle to block out irrelevant sensory input tend to produce more creative results when working amid real-world noise. Although distractions are generally seen as negative for productivity, they can sometimes act as catalysts for creative minds, helping them make unexpected connections between seemingly unrelated concepts.
In a study titled "Ideas Rise from Chaos" from the University of Toronto, researchers discovered that presenting information in a disorganized manner could actually push people to generate more original solutions. Participants were asked to create sentences from a list of 100 names; one group received a disorganized list, while another group got a list organized into 20 categories. Surprisingly, the group with the disorganized list demonstrated greater creativity compared to the group with the categorized list. This finding suggests that when information is presented without a clear hierarchy, it can inspire people to think more freely and creatively.
Chaos vs. order?
Finding balance in this song of Ice and Fire of Chaos and Order in creativity can seem like a set of conflicting advice. You start the search hoping for clarity and end up in a maze of opposing viewpoints.
The truth is, the more you study, the clearer it becomes that both order and disorder have their creative merits. It's all about balance. To ride the wave of creativity while staying productive, we need both chaos and structure. It's about balancing what we do and how we do it while respecting our physiological and chronobiological needs. Creative efforts are challenging enough without the added pressure of constant productivity, organization, or structure.
So, if you're trying to be more structured and organized just to alleviate guilt over not meeting arbitrary productivity standards, feel free to let go of that pressure, embrace the chaos, and refocus on the essential task of creation.




