Chiacchieriamo di cos'ho in comune con Tarantino
...oltre a idee, spunti e appuntamenti!
Ho ritrovato il testo dell'oggetto di questa newsletter in una nota scritta dopo la premiazione di Mengoni ieri notte, quindi intorno alle 3, dopo una settimana di privazione del sonno e avendo trascorso la maggior parte del mio tempo a condividere con voi su Twitter, Mokum e Whatsapp pensieri più o meno seri e infiniti meme.
Quindi, anticipando il tutto con un disclaimer immenso sul mio stato in hangover da Festival, buona lettura.
(se ne consiglia la lettura pensando che in sottofondo ci sia la musica di "Made in Italy)
Benvenuti Signori e Signore,
bentrovati all'interno della testa di Elisa
Ieri sera ho provato quella sensazione che solitamente per me è legata alle tragedie di Shakespare, ma mi capita anche quando riguardo grandi classici come "L'attimo fuggente": sai già come andrà a finire ma fino all'ultimo speri comunque che capiti qualcosa per cui Otello si ponga qualche domanda in più, Ofelia ci ripensi e Romeo e Giulietta si rendano conto che forse sei morti per una relazione di tre giorni sono un pelino too much.
È da martedì che in fondo, ma neanche troppo in fondo, sapevo che avrebbe vinto a mani basse, bassissime Mengoni ma fino all'ultimo avevo sperato in qualcosa di diverso dalla vittoria ovvia.
Avrei amato un finale come quelli che ci regala Tarantino: guardi "C'era una volta a... Hollywood" e all'ultimo rimani piacevolmente sorpresa (almeno io) dal finale che non ti aspetti, tiri un sospiro di sollievo e pensi a come sarebbe stato bello se fosse andata davvero come narrato da Quentin.
Stessa cosa anche con "Bastardi senza gloria": come sarebbe stato bello se...
e ieri per me è stata la stessa cosa: come sarebbe stato bello se avesse vinto Tananai, Rosa Chemical o Elodie,
e invece niente, la storia è finita con la vittoria annunciata dal giorno uno, grazie e arrivederci, ci vediamo tra un anno
...con loro!
Con voi invece continuo a parlare di festival, mettetevi comode, perché per me, ma in realtà per molte di voi
Cosa possiamo imparare da questa settimana sanremese per il nostro lavoro?
Un po' di cose, tra queste una menzione d'onore va agli spot pubblicitari andati in onda e in particolare a quelli delle piattaforme di streaming:
Netflix, geniale, ma anche consapevole che questa settimana siamo quasi tutte davanti a Sanremo “godetevi questa settimana, poi per il resto dell’anno ci pensiamo noi”
Paramount+ ci regala un tuffo nel passato con le sue “signorine buonasera” che annunciano una programmazione che particolarmente originale
Prime Video, non ai livelli delle prime due come impatto, ma con una varietà tale di proposte che immagino il loro reparto marketing dirsi "che ce ne futtinne a noi di Sanremo?"
Se vuoi approfondire questo tema, andando più nello specifico della strategia non solo delle piattaforme Streaming, ma anche della pubblicità Spotify e Veralab ascolta il mio ElyDaily #83: "Dirette, accattivanti, geniali. Sono le pubblicità durante Sanremo”
Inoltre, questa settimana, negli ElyDaily vi ho anche raccontato il Bias Cognitivi, in cui sono precipitata guardando Sanremo, e che state votando come vostro preferito, lo trovi qui!
E visto che quello dei Bias è un tema così importante, ho inserito in Wave un corso aperto a tutte le iscritte proprio sui Bias e di cui trovate già la prima parte qui!
Da leggere
Ti consiglio questo post di Francesco Oggiano dedicato a Gianluca Grignani e allo spaccato di società, di cui mi sento parte, che viene raccontato:
"Mi chiedevo perché quelli come Grignani ci piacciono tanto sui social.
[...]
Non si è mai autodefinito né «controcorrente», né «scomodo», né «maledetto».
Perché «nessuno vuole essere maledetto, tranne chi ci si traveste»
Come ha scritto Stefano Cappellini, Grignani, come Vasco, è uno di «quelli che il male di vivere lo hanno incontrato davvero», mica l’hanno scritto nella frase in bio.
[...]
Sanremo è il check che una volta l’anno facciamo alla nostra giovinezza e a quelli come lui che per un’estate ce l’hanno cantata.
E forse Grignani ci piace perché a quel check risulta perfettamente fuori posto.
Fratello minore e zio maggiore.
Mai completamente risolto e mai completamente inopportuno.
Uno che non è più una giovane promessa,
difficilmente sarà mai un venerato maestro,
ma si impegna a non diventare il solito stronzo.
Un po’ come tutti noi.
Mentre guardiamo farsi grande la nostra giovinezza."
Andate qui per leggere la versione integrale e mettere un cuoricino!
Facciamo cose insieme
"Parlare in Pubblico e Divertirsi"
Il 24-25 marzo sarò a Torino a questo corso di Elena Aloise.
Saranno 2 giornate intense, belle e divertenti.
Conosco Elena da anni e ogni volta che posso partecipo ai suoi eventi dal vivo e online, oltre ad averne organizzati tanti insieme a lei.
Ho una fiducia sconfinata nel metodo che ha sviluppato e più di una volta mi ha aiutato a migliorare alcuni aspetti delle mie presentazioni in pubblico e della mia comunicazione orale.
Inoltre se ti iscrivi entro il 16 febbraio Elena ha riservato uno sconto di 50 euro, così da pagare 240 euro invece di 290 euro.
Sei iscritta a Wave? Elena ha deciso di regalarti compresa nell’iscrizione, una sessione individuale, che farai con lei dopo il corso dal vivo, per lavorare sulle tue specifiche esigenze!
Scrivile a scrivi@elenaaloise.it per tutti i dettagli!
Da Wave alla Community
Questa settimana ci aspetta la mia diretta preferita "Inside"!
Lavoreremo su Vocazione e Talenti grazie al libro "The big leap" (purtroppo non si trova in italiano).
Preparati a lasciare andare!
Ci vediamo il 15 febbraio alle 15:00, link in arrivo via mail.
Qui trovi il webinar della settimana scorsa su come trovare, sviluppare e stare nello Stato di Flow
Qui la prima parte del corso sui Bias Cognitivi.
Cose belle e divertenti
Ecco un po' di cosine scovate in giro:
In questo articolo di Vice Chris Stokel-Walker ci sprona a essere sempre molto scettici nei confronti di qualsiasi cosa stiamo vedendo online e non (ogni riferimento al mio ElyDaily di cui sopra è davvero puramente casuale!).
Qui un articolo che mi ha strappato un sorriso infastidito, perché devo ammetterlo, nella mia vita sono stata anch'io una di quelle che non accendeva le candele perché troppo belle, poi è passata... o forse ho solo smesso di comprarle troppo belle.
Se non hai niente da fare, ma proprio niente niente, qui puoi vedere come si costruisce un go-kart: parte uno, parte due.



