5 Commenti
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Avatar di Alessandro Vannicelli

Il tema dell’AI è sempre o molto semplice o molto complesso da affrontare, (almeno, questo è il mio percepito leggendo e dibattendo in rete). Su Moltbook non riesco ancora a farmi un pensiero. Bene che se ne parli, io intanto leggo e studio ;)

Avatar di Gaia Castiglioni

articolo magnifico, ho apprezzato molto, come in tutti i tuoi articoli, la capacità di proporre una visione che tocchi diversi aspetti, che invita al ragionamento senza imporre una visione, che solleva dubbi senza tecnicismi che escludono quelli poco avvezzi ad una terminologia tecnologica. La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo è proprio quella zona grigia di cui parli. Come se ci stessimo un pó abituando a guardare al mondo come una realtà virtuale di cui non facciamo parte. Così le guerre sono altro da noi, le impostazioni dell'Ai pure. Un ruolo di spettatori. Grazie ancora

Avatar di Elisa Scagnetti

Grazie Gaia per il tuo commento, quello che dici sulla zona grigia dello spettatore è proprio il punto: è paradossale quanto siamo iperconnessi eppure sempre più distanti, bombardati di informazioni eppure in qualche modo anestetizzati. Le guerre scorrono nei feed, le decisioni tecnologiche che plasmeranno il nostro futuro vengono prese altrove mentre noi guardiamo come se non ne andasse delle nostre vite.


Ogni volta che ci fermiamo a ragionare, a fare domande, a non accettare passivamente le narrazioni imposte stiamo già uscendo da quella “zona grigia”, anche se spesso, io per prima, mi sento frustrata dal non vedere risultati tangibili.

Grazie ancora per aver condiviso il tuo pensiero, commenti come il tuo mi ricordano perché vale la pena continuare a scrivere!

Avatar di Elisa Scagnetti

Ciao Davide, proprio oggi ho letto l’articolo di Wired che parla della possibilità che ci fossero anche umani a commentare e interagire su Moltbook.

Personalmente ritengo che questo ci dia un ulteriore fattore d’interesse: allo stato attuale non c’è evidenza pubblica inequivocabile che tutto ciò che viene “scritto” sia generato da intelligenze artificiali senza intervento umano e questa incertezza, a mio parere, è parte della discussione più ampia su cosa significhi davvero “agente AI” in un contesto “social”.