Chiacchieriamo di noia, creatività e oziofobia!
...oltre a idee, spunti e appuntamenti!
Premessa: ti sto scrivendo questa newsletter dopo un evento WordCamp che ho contribuito a organizzare e che mi ha portato a interagire per due giorni con molte persone e a dormire una media di 5 ore a notte.
Avevo già deciso qualche giorno fa il tema che avrei trattato oggi, avevo già scritto una bozza, ma trovarmi a finirla oggi mi ha ispirato una precisazione: oggi parleremo di oziofobia e noia, ma mi raccomando, non confondete queste attività con il “meritato riposo”.
Quello che farò io oggi dopo l’invio di questa NL non sarà ozio o noia, sarà riposo.
Quando parliamo di ozio e noia, e adesso lo vediamo, ci vuole la consapevolezza di stare nel nulla, non è il riposo, non serve per riprenderci da giornate impegnative, serve ad altro.
Bene, iniziamo!
In questo mondo frenetico, è facile cadere nella trappola dell'oziofobia, ossia la paura di stare fermi e non fare nulla. Ma se ci fermiamo un attimo a riflettere, ci rendiamo subito conto che questa paura ci impedisce di vivere pienamente e di godere davvero del nostro tempo libero.
Il filosofo francese Blaise Pascal, nel suo libro "Pensieri", scrive che "Tutta l'infelicità dell'uomo deriva dalla sua incapacità di starsene nella sua stanza da solo”.
È arrivato il momento di restituire dignità al fare niente!
La psicologia ha addirittura coniato un termine per descrivere questa paura: l'oziofobia. Questa sorta di horror vacui esistenziale, ci sta portando a riempire le nostre giornate di impegni inutili e a creare una routine quotidiana serrata, perché così facendo evitiamo di confrontarci con il vuoto, con noi stessi, con i nostri pensieri.
Siamo così immersi nel nostro rincorrere la vita, e immersi in questa ripetitività senza fine, che invece di cercare di vivere appieno il nostro tempo, ci sentiamo come Sisifo.
“La corsa a perdifiato che continuiamo a imporci, infatti, non è che un altro modo di spingere la pietra sulla spalla del monte, ma più angosciati di Sisifo, perché preoccupati di arrivare in fretta alla vetta, per verificare che il nostro masso cada ancora a valle, in modo da ricominciare immediatamente la scalata. Finché avremo abbastanza fantasia per inventarci un altro impegno – più o meno “vano” – da appuntarci in agenda, così da non avere mai un attimo di tempo per mettere in discussione ciò che stiamo facendo.”
Mi rendo conto che soprattutto per noi libere professioniste e imprenditrici non sia semplice riuscire a ritagliarci del tempo, ma ti assicuro che è necessario.
I nostri atteggiamenti di difesa contro l'oziofobia hanno lo scopo di placare il senso di insignificanza che spesso ci invade quando ci rendiamo conto che, anche se ci fermassimo, non cambierebbe nulla. In pratica, vogliamo giustificare il nostro frenetico stile di vita, nascondendo ciò che succederebbe se ci prendessimo una pausa. Ma, proprio la pausa e il vuoto nell'agenda, possono essere la soluzione migliore per affrontare l'oziofobia, portandoci a fare i conti con la nostra paura più grande: quella di dover prendere decisioni importanti. Se ci concediamo il tempo per riflettere e prendere il controllo delle nostre vite, possiamo finalmente scegliere come agire. Per interrompere la ripetitività e riprendere il controllo della nostra vita, dobbiamo mettere in dubbio ciò che facciamo, fare domande e capire le conseguenze delle nostre azioni. E tutto questo è possibile solo se smettiamo di fare sempre le stesse cose.
Qualche anno fa per accorgermi se stavo lavorando in modo produttivo o meno, avevo attaccato un post-it sul computer con scritto: “Stai facendo qualcosa di produttivo o stai solo riempiendo il tempo?”. Questo piccolo gesto mi aveva aiutato molto a vedere tutte quelle attività assolutamente evitabili o delegabili, che però facevo perché mi avevano convinta che si dovesse lavorare 8 ore al giorno!
Questo è un primo piccolo passo: vedere cosa stai facendo, decidere che è evitabile, smettere di farlo e dedicarti all’ozio e alla noia! Un passo ancora precedente è riconoscere che fare nulla non è un male, ma un'opportunità per rilassarci e lasciare la mente libera da ogni briglia.
Alcuni libri indicano diverse attività che puoi fare per evitare l'oziofobia, tra queste:
Praticare la mindfulness
Coltivare un hobby
Fare una passeggiata o fare attività fisica
Socializzare
Sperimentare cose nuove
Fare volontariato
Ma quella che ti consiglio io è una qualsiasi situazione che ti permetta di:
avere il tempo per conoscere i tuoi pensieri
farti domande, scomode e anche esistenziali, e darti il tempo di ascoltare le tue risposte
sognare a occhi aperti per allenare il pensiero laterale e creativo
annoiarti
Molti vedono la noia come un qualcosa di negativo, come un tempo vuoto da riempire con qualsiasi attività possibile. Tuttavia, la dottoressa Silvia Attili, spiega che questa modalità operativa ci allontana dal nostro "disegno naturale originario": l'alternanza degli aspetti vitali - come la luce e il buio, il caldo e il freddo, la veglia e il sonno, il pieno e il vuoto - è un aspetto fondamentale della nostra vita e della nostra creatività; basti pensare che l'ozio, termine spesso associato alla noia, era visto dagli antichi Romani come il tempo libero dalle occupazioni della vita politica e degli affari pubblici, dedicato alla cura della casa, alla contemplazione, agli studi e alle arti.
Oltre alle ricerche della dottoressa Silvia Attili che spiega come la noia possa essere una spinta verso la creatività, studi recenti attribuiscono alla noia una funzione precisa: quella di stimolare la ricerca di alternative e di motivare. Essere annoiati può essere frustrante se sperimentiamo questa sensazione costantemente, ma in alcune fasi della vita può essere l'impulso a cercare qualcosa che ci soddisfi di più.
Inoltre sappiamo che la noia può portare a una maggiore creatività in ambito lavorativo: durante lo studio condotto da Sandi Mann e Rebekah Cadman presso l'Università di Central Lancashire e pubblicato sulla rivista scientifica "The British Journal of Psychology" nel 2014, gli individui che si sono annoiati molto nella prima parte dello studio sono stati più brillanti nella seconda parte rispetto a chi non si era annoiato affatto. Questo accade perché la noia ci permette di esplorare nuove strade e alternative.
In conclusione, imparare a gestire l’ozio e la noia può essere una delle chiavi per una vita più creativa e soddisfacente.
Il vuoto è premessa al pieno, alla novità, alla possibilità di accogliere il cambiamento, alla crescita.
Soltanto quando la tua mente è vuota è finalmente libera di esprimere tutto il suo potenziale creativo.
Alla prossima domenica!
Da vedere
Per rimanere sul tema ti propongo questo TedX di Monica Bormetti “Il potere creativo del non fare nulla”
Uscendo dal tema, invece, ho finalmente visto Elvis di Baz Luhrmann e, come tutti i film di Luhrmann, mi è piaciuto tantissimo, non ai livelli di Moulin Rouge o The Great Gatsby, ma molto bello. Se ti interessa approfondire trovi il commento mio e di Elena Aloise, nella prossima puntata del podcast Pussacaffé, in uscita mercoledì.
Da leggere
“Il mito di Sisifo” di Albert Camus è il testo che mi ha ispirato questa newsletter; se l’argomento ti ha interessata te lo consiglio, scoprirai come la fatica del Sisifo di Albert Camus viene alleggerita dai pensieri del protagonista che si interroga sul senso della salita, e che sembrano rendere anche la sua pietra meno pesante.
Sempre sul tema “Ozio creativo” di Domenico De Masi
Visto l’hype che sta coinvolgendo un sacco di gente, mi sono messa a leggere tutta la saga di Blackwater… boh, non è proprio il mio genere, adesso la finisco, sono a metà, e poi vi dico, ma per ora …boh!
Ho poi letto “Sapiens. Da animali a dèi” di Yuval Noah Harari, che invece è il mio genere, e mi è piaciuto tantissimo. Il passaggio su come il frumento abbia addomesticato l’uomo mi ha fatto molto riflettere e anche altri aspetti della nostra evoluzione come specie sono un ottimo e diverso, punto d’osservazione!
Da ascoltare
Non ho nuovi podcast da consigliarti, ma se ami i sottofondi Lo-fi qui c’è una Penny che ti aspetta!
Cose belle e divertenti
Pronta a scoprire le regole di scrittura di Jack Kerouac? Ce ne sono di bellissime!
Grazie a questo sito puoi trovare all’interno del web file, video, audio, e-book e molto altro! Buona ricerca!
Abbiamo e stiamo parlando tantissimo di AI e ChatGPT (anche in Wave), in questo articolo viene raccontato come un designer abbia chiesto a Gpt-4 come investire 100 dollari arrivando a guadagnarne 25mila


