Chiacchieriamo di Twitter e di cosa stiamo rischiando di perdere
...oltre a idee, strategie e appuntamenti!
E se Twitter dovesse chiudere o fallire? Ecco cosa rischiamo di perdere.
Negli ultimi anni Twitter è stato molto usato per esaminare il comportamento umano e per la ricerca nelle scienze sociali; realtà come The National Center for Biotechnology Information ha fatto ricerca su come definire e utilizzare i dati di Twitter per esaminare comportamenti e opinioni, nonché le caratteristiche demografiche delle popolazioni che li esprimono o vi partecipano.
Twitter è come un libro di storia dei nostri ultimi 17 anni, ma in tempo reale.
Leggendo il passaggio che vi riporto qui sotto di “Il cigno nero” di Nassim Nicholas Taleb, non ho potuto non pensare a Twitter e alla grande perdita che sarebbe chiudere questo patrimonio di dati sulla società che stiamo vivendo.
Stranamente il libro che mi influenzò di più non era stato scritto da un pensatore ma da un giornalista: Diario di Berlino: 1934-1941, di William Shirer. L'autore era un corrispondente radiofonico che era diventato famoso grazie alla sua Storia del Terzo Reich. Pensai che la forma del diario offriva una prospettiva insolita.
Avevo già letto opere (o commenti alle opere) di Hegel, Marx, Toynbee, Aron e Fichte sulla filosofia della storia e le sue caratteristiche, e credevo di avere una vaga idea della nozione di dialettica, per quanto mi era possibile comprendere di quelle teorie. Non capivo molto: solo che la storia segue una logica, che le cose si sviluppano attraverso la contraddizione (o gli opposti) e che in tal modo il genere umano si eleva a forme più alte di società. Erano teorie molto simili a quelle che sentivo enunciare sulla guerra in Libano. Ancora oggi stupisco coloro che mi pongono la ridicola domanda su quali libri abbiano «formato il mio pensiero» rispondendo che quel libro mi ha insegnato moltissimo (anche se involontariamente) sulla filosofia e sulla teoria della storia e, come vedremo, anche sulla scienza, visto che grazie a esso ho appreso la differenza tra processi in avanti e all'indietro.
In che modo? Quel diario cercava di descrivere gli eventi mentre accadevano, non dopo. Ero rinchiuso in un seminterrato e potevo sentire la storia che si svolgeva al di sopra di me (il rumore dei mortai mi teneva sveglio tutta la notte). Ero un adolescente che andava ai funerali dei suoi compagni. Vivevo uno svolgimento non teorico della storia e leggevo di un uomo che evidentemente osservava la storia mentre si svolgeva. Mi sforzavo di produrre mentalmente una rappresentazione quasi cinematografica del futuro e capivo che non era così facile. Mi rendevo conto che se avessi cominciato a descrivere quegli eventi, in seguito essi sarebbero apparsi più «storici». C'era una differenza tra il prima e il dopo.
Il diario si presentava come se fosse stato scritto senza che Shirer sapesse quel lo che sarebbe accaduto dopo, in un momento in cui le informazioni disponibili non erano ancora corrotte dagli esiti successivi. Alcuni commenti erano molto illuminanti, in particolare quelli riguardanti la convinzione dei francesi che Hitler fosse un fenomeno transitorio: un abbaglio che spiegava la loro mancanza di preparazione e la loro rapida resa. Nessuno poteva immaginare la portata della devastazione finale.
La nostra memoria è profondamente instabile, ma un diario fornisce una serie indelebile di fatti registrati in modo più o meno immediato; ci consente quindi di fissare una percezione non filtrata e di studiare successivamente gli eventi nel loro contesto. Nel descrivere gli eventi l'importante è il metodo che si utilizza, non la sua esecuzione. E probabile che Shirer e i redattori che curarono il suo libro abbiano imbrogliato un po', dal momento che il volume fu pubblicato nel 1941 e che a quanto si dice il fine delle case editrici è vendere libri al pubblico, non fornire descrizioni fedeli della mentalità dell'autore, prive di distorsioni retrospettive. (Per «imbrogliare» intendo eliminare, al momento della pubblicazione, elementi che non risultavano rilevanti rispetto a ciò che era accaduto in seguito, mettendo così in rilievo quelli che potevano interessare il pubblico. In effetti la revisione di un testo può creare molte distorsioni, in particolare se all'autore viene assegnato quello che viene definito un «bravo redattore».) E tuttavia il libro di Shirer mi fece intuire il funzionamento della storia. Verrebbe da pensare che alla vigilia della Seconda guerra mondiale la gente avesse un vago sentore del fatto che stava per accadere qualcosa di importante, ma non è così.
Il diario di Shirer si rivelò un corso di formazione sulle dinamiche dell'incertezza.
Twitter fornisce una serie indelebile di fatti registrati in modo più o meno immediato;
ci consente quindi di fissare una percezione non filtrata e di studiare successivamente gli eventi nel loro contesto
…almeno fino a oggi!
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