Chiacchieriamo di V13 e del "dovere di conoscenza"
...oltre a idee spunti e appuntamenti!
Questa settimana ho letto “V13: Cronaca giudiziaria” di Emmanuel Carrère.
LACERANTE
La prima parola che mi viene in mente per descriverlo è lacerante.
La lettura di questo libro è stata:
qualche pagina, lacrime, nausea, pausa - da capo!
Perché, allora, trascorrere del tempo immersa in un testo che non solo mi faceva star male durante la lettura, ma che anche durante il giorno, mi portava alla mente immagini e situazioni dure, tremende e che ti lacerano dentro, appunto, al solo ripensarci?
Emmanuel Carrère ha riferito le udienze del processo ai complici e all’unico sopravvissuto fra gli autori degli attentati terroristici avvenuti a Parigi il 13 novembre 2015 – attentati che, tra il Bataclan, lo Stade de France e i bistrot presi di mira, hanno causato centotrenta morti e oltre trecentocinquanta feriti. Ogni mattina, per quasi dieci mesi, Carrère si è seduto nell’enorme «scatola di legno bianco» fatta costruire appositamente e ha ascoltato il resoconto di quelle «esperienze estreme di morte e di vita» – le testimonianze atroci di chi ha perduto una persona cara o è scampato alla carneficina strisciando in mezzo ai cadaveri, i silenzi e i balbettii degli imputati, le parole dei magistrati e degli avvocati –, e lo ha raccontato, come solo lui sa fare, senza mai scivolare nell’enfasi o nel patetismo, e riuscendo a cogliere non solo l’umanità degli uni e degli altri (sconvolgente, ammirevole o abietta che fosse), ma anche, talvolta, la quasi insostenibile ironia dei discorsi e delle situazioni. Da questo viaggio al termine dell’orrore e della pietà, da questo groviglio di ferocia, di fanatismo, di follia e di sofferenza, Carrère sa, fin dal primo giorno, che uscirà cambiato – così come uscirà cambiato, dalla lettura del suo libro, ciascuno di noi.
Sinossi Adelphi Edizioni
Credo che di alcuni eventi ci sia il preciso dovere di conoscenza.
Prima di questo libro sapevo pochissimo di quel che effettivamente era successo: sapevo degli attentati, ma nulla dei dettagli e delle conseguenze sulle persone che erano lì, prima ancora che sugli attentatori.
Non è rispetto, è dovere civile, è giusto e necessario conoscere,
anche se fa male,
se è difficile,
se è duro.
“Questo sì che è un reportage e andrebbe studiato nelle scuole di giornalismo e nei corsi di scrittura.
Carrère firma un racconto Doloroso, sincero, pieno di dubbi sul confine fra giustizia e condanna in una società civile, occupandosi del lutto, degli imputati - del loro odio e della loro crassa ignoranza - e del valore delle lacrime dei sopravvissuti, fra i ricordi, il sangue, gli incubi. Ci sono capitoli stupendi e altri meno ispirati, dando conto del susseguirsi delle udienze, l'intrecciarsi delle storie, le voci degli inquirenti, le tesi degli avvocati, il racconto cadenzato dei fatti, l'orrore che si prende tutta la pagina.
Ciò che resta è il suo libro meno egoriferito. Il più forte. Il più necessario, formando un'esperienza collettiva che prende l'orrore degli attentati commessi in Francia, il 13 novembre 2015 e lo rielabora, attraverso la cronaca di un processo durato dieci mesi nel centro di Parigi.”
Recensione da Goodreads
Questa newsletter finisce qui, non voglio consigliarti altre cose da vedere/ascoltare/leggere etc…
Solo “V13: Cronaca giudiziaria” di Emmanuel Carrère, perché merita tutta la nostra attenzione.



Ho trovato molto interessante la news letter di oggi. Anch'io conosco solo superficialmente gli eventi di cui si parla. Trovo giustissimo approfondire e soprattutto importante che i nostri ragazzi siano informati in modo giusto e corretto Del resto oggi è la 57ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali :)