Questa newsletter doveva essere solo riservata agli iscritti a pagamento, ma in queste settimane ho letto spesso di pubblicazioni iniziate senza sapere cosa si stava facendo esattamente e alcune conversazioni con voi sono andate avanti anche in messaggi privati per provare a “sistemare” le cose fatte senza avere le idee chiare.
Per questo ho deciso di lasciare pubblica una parte dedicata al Setup e mettere dietro Paywall gli approfondimenti strategici!
NB: vale sempre la regola per cui, fai del tuo Substack quello che vuoi, nulla è legge e rompere le regole è la mia passione.
Sei su Substack per cazzeggio e senza nessuno scopo lavorativo? Questa newsletter non è pensata e scritta per te!
Lanciare una newsletter su Substack potrebbe non sembrare semplicissimo: tra configurazioni tecniche, decisioni di branding e l’ansia della pagina bianca, è facile bloccarsi prima ancora di iniziare, quindi oggi facciamo chiarezza sui passaggi fondamentali e ti lascio qualche domanda e check-list utili per capire dove stai andando.
Prima di andare avanti, però, voglio essere subito molto chiara:
fare bene questi passaggi non garantisce la crescita,
riduce gli errori evitabili, costruisce fondamenta solide,
ma non sostituisce l’unica cosa che conta davvero:
avere qualcosa da dire che le persone vogliono leggere!
Detto questo, iniziamo!
La maggior parte delle newsletter non ottiene i risultati desiderati non perché manca di chiarezza su ciò che si vuole scrivere, ma perché non intercetta quel desiderio ardente che ognuno di noi prova quando si approccia a una nuova lettura.
Puoi avere un posizionamento molto ben definito, pubblicare con costanza, scrivere bene e comunque non crescere. Perché? Perché avere le idee chiare su cosa si vuole condividere non significa che qualcuno ne abbia bisogno proprio adesso.
Se stai pensando “ma io scrivo per me, che gli altri mi leggano non mi interessa”, dimmi allora: perché non usare Word?
Dai non raccontiamocela, se siamo qui è perché vogliamo essere lette, condivise, stimolare confronti, crescere insieme come individui e donare a più persone possibile quel regalo che sai esserci nei tuoi testi!
Ma torniamo a noi, Substack oggi funziona se:
intercetti una conversazione già in corso
esponila tua posizione, anche scomoda, senza timore di essere giudicata
ti inserisci in un “desiderata” che le persone stanno già cercando
Questo non significa che la chiarezza sia inutile, mi raccomando, significa che è condizione necessaria, ma non sufficiente.
Quindi adesso rispondi a queste domande non per garantirti la crescita, ma per evitare, almeno, di autosabotarti:
1. Per chi è questa newsletter?
Non valgono cose tipo: “per tutti quelli interessati a...”.
Chi è la persona specifica che immagini davanti a te quando stai scrivendo?
2. Cosa otterranno le persone che leggono?
Non “contenuti di valore” (frase inutile).
Quale trasformazione concreta, insight utilizzabile, prospettiva nuova?
Come sono cambiate queste persone leggendo quello che hai scritto?
3. Perché dovrebbe interessargli quello che scrivi e perché proprio adesso?
Un contenuto che pensi possa essere utile anche tra due anni, non sta intercettando un bisogno/desiderio reale.
4. Con che frequenza pubblicherai?
Scegli un ritmo che puoi sostenere per almeno sei mesi e immagina che in quei dieci mesi avrai sempre la febbre!
Se pianifichi immaginandoti al peggio delle tue forze, sarai sempre sul pezzo!
5. Cosa rende unica la tua prospettiva?
E qui attenzione: “unica” non significa “migliore”, significa che ha un punto di vista che altre newsletter simili non hanno.
Il test del posizionamento
Scrivi questa frase:
“Aiuto [pubblico specifico] con [problema concreto] attraverso [il mio approccio distintivo]”
Esempi:
“Aiuto creator freelance a costruire un business sostenibile attraverso strategie di contenuto anti-burnout”
“Aiuto persone stressate dalla quotidianità a ridere delle assurdità della vita moderna attraverso storie personali imbarazzanti e osservazioni taglienti”
“Aiuto persone in cerca di ispirazione visiva a riconnettersi con la natura attraverso illustrazioni botaniche dettagliate e poetiche”
Ora fatti questa domanda: qualcuno va online a cercare proprio il problema concreto che hai scritto? Se la risposta è no, potresti avere un problema di rilevanza.
Cos’è davvero Substack nel 2026 e cosa non è
Prima di continuare, facciamo il punto, Substack è una casa digitale, con tutto ciò che questo implica:
la devi costruire lentamente
devi mantenerla con costanza
le persone decidono se entrarci o meno in base a come la vivi tu per prima
Ma è anche un ecosistema con delle regole che stanno cambiando rispetto agli anni scorsi:
Le Notes non sono più solo un modo carino per condividere pensieri, sono il motore di scoperta principale della piattaforma e Substack vorrebbe che le usassi come un micro-blog quotidiano che porta traffico alla tua newsletter principale.
Funziona? Dipende, come sempre!
Il mio consiglio non è “usa le Notes”, ma “se le vuoi usare in modo strategico per portare persone a leggerti, usale bene altrimenti non usarle”.
Le raccomandazioni sono presentate come strumento di crescita organica, ma la verità è che funzionano principalmente se hai già una base di lettori, scambiare raccomandazioni quando ai 50 iscritti lascia un po’ il tempo che trova, mi concentrerei su altro, ecco!
Il motore di ricerca interno, a oggi, è lento e poco efficace.
Su Substack, oggi si cresce soprattutto per:
Passaparola diretto
Presenza su altre piattaforme
Coinvolgimento in conversazioni già calde
SEO (Google indicizza bene Substack)
Quindi no, Substack non è il “nuovo social”, ma è un CMS con funzioni social, che funziona meglio per chi ha qualcosa da dire che sia interessante per una determinata nicchia e un minimo di presenza online anche altrove.
Se non ti piace scrivere, se cerchi un modo per crescere velocemente e avere risultati rapidi, Substack ti prenderà per sfinimento e finirai per abbandonarlo!
…meglio saperlo subito!
Setup strategico: costruire le fondamenta
1- Prima di iniziare a scrivere, studia!
Prima di aprire Substack, dedica qualche ora a studiare la piattaforma:
Analizza 5 newsletter di successo nella tua nicchia
Annotati cosa funziona: formati, frequenza, tono di voce, struttura…
Cosa manca secondo te? Qual è lo spazio che puoi “occupare”?
Definisci 3/4 temi ricorrenti da approfondire nella tua newsletter
2 - Crea l’account e il profilo
Vai su substack.com e crea il tuo account, subito dopo configura il profilo autore da qui: https://substack.com/profile/edit
Foto profilo: le persone si iscrivono e seguono le persone, quindi usa il tuo volto e, possibilmente, usa la stessa immagine che usi sui tuoi account social.
Bio (1/3 frasi): chi sei e di cosa scrivi, non parlare troppo di te, cerca di far capire a chi ti incrocia perché sei interessante e dovrebbero seguirti.
Handle: semplice e professionale
Link social: aggiungi solo quelli in cui sei attiva
3 - Crea la pubblicazione
Non farti bloccare dal perfezionismo, si può sempre cambiare tutto!
Nome della pubblicazione
Fai 15 minuti di brainstorming e scegli qualcosa che funzioni adesso, non bloccarti già sul nome, potrai comunque cambiarlo più avanti.
Descrizione breve
Racconta in poche righe di cosa scriverai. Lascia stare i giri di parole e vai dritta al punto!
URL
Puoi usare tuo-nome.substack.com oppure acquistare un dominio personalizzato.
Importante: imposta la pubblicazione come “privata” se non sei ancora pronta al lancio, altrimenti le persone si iscriveranno e poi aspetteranno la tua newsletter come Vladimir ed Estragone aspettavano Godot!
4 - Branding essenziale
Facciamo un po’ di chiarezza su grafica e dimensioni:
Logo (256 × 256 px): può essere una foto, un’immagine di brand, un elemento che ti rappresenta… La vedo e devo sapere che sei tu!
Wordmark opzionale (1344 × 256 px): se vuoi un header più elaborato e personalizzato, in alternativa Substack inserirà il nome della tua pubblicazione
Colori e font: scegli una palette che tenga conto delle regole di accessibilità e leggibilità. Se hai una palette di brand usa i TUOI colori.
IMPORTANTE!
Non ossessionarti, cambierai tutto tra sei mesi comunque!
Io sono tre anni che rivedo le grafiche regolarmente.
Non siamo On-Line, siamo On-Life e i nostri spazi evolvono e cambiano insieme a noi!
5 - I contenuti su cui devi investire tempo e attenzione all’inizio
Pagina About
Deve rispondere a tre domande:
Chi sei?
Cosa scrivi?
Perché dovrebbe essere importante per chi ti legge?
Scrivi come parleresti a un amico, non come un comunicato stampa.
Email di benvenuto
Questa è la prima cosa che ricevono i nuovi iscritti e non vorrai mica che il tuo primo contatto con loro sia la mail impostata di default da Substack?
Prenditi del tempo e rendila personale specificando in modo chiaro cosa potranno aspettarsi dalla vostra relazione epistolare.
Consiglio strategico
Come sai - o forse non lo sai e te lo dico io - Substack non funziona come gli altri provider di newsletter, questo significa che tutta l’automatizzazione classica che parte dal freebie per poi arrivare al lancio di un prodotto e alla vendita qui non si può dare, almeno non per ora (le automatizzazioni sono in beta in questo momento e non disponibili per tutt*).
Questo, però, non ti impedisce di inserire all’interno della mail di benvenuto una risorsa gratuita (checklist, template, mini-guida) così da avere un lead magnet da citare nella pagina About, nelle newsletter e in tutti gli altri spazi digitali che abiti.
Adesso hai tutto l’indispensabile per avviare la tua newsletter, se vuoi approfondire maggiormente, dietro Paywall troverai:
- I primi contenuti: qualità batte quantità
- Come lanciare la tua newsletter
- Come usare le Notes per sfruttare al meglio l’ecosistema Substack
I primi contenuti: qualità batte quantità
Scrivi 3-5 articoli prima del lancio
Prima di lanciare la tua newsletter dovresti aver già scritto e pubblicato dai 3 ai 5 articoli, questo perché, quando qualcuno arriva sul tuo Substack, deve poter trovare abbastanza materiale per capire se vale la pena iscriversi.
Gli articoli presenti al momento del lancio servono per dimostrare:
Che sai di cosa parli
Che sei costante
Qual è il tuo punto di vista sul tema che tratti
Questi devono essere articoli evergreen che funzioneranno bene anche tra sei mesi, considerali le fondamenta della tua pubblicazione.
Il tuo primo post dovrebbe essere una presentazione strategica
Il tuo primo articolo pubblicato dovrebbe rispondere a:
Chi sei e perché scrivi
Di cosa parlerai
Cosa possono aspettarsi i lettori
Con che frequenza pubblicherai
Non serve che sia lungo, serve che indichi chiaramente la direzione in cui va il tuo spazio editoriale.
Pianifica già le prossime 10 uscite
Non devi averle già pronte per essere inviate, ti basterà una lista di idee chiara utile non solo nel momento della scrittura, ma utilissima a gestire l’ansia da prestazione o da foglio bianco, prevenendo così il blocco dello scrittore.
Stabilisci un ritmo sostenibile
Una volta a settimana è l’ideale, ma solo se riesci a mantenerlo, se rischi di non essere costante meglio bimensile o mensile.
Non prendere impegni che non puoi mantenere.
Scegli il giorno e l’ orario per l’invio e mantienili costanti nel tempo, le persone amano la prevedibilità e così facendo crei in loro un’abitudine.
Come lanciare la tua newsletter
Prima di lanciare la tua newsletter assicurati di
☕️ Avere 3/5 articoli pronti
☕️ Aver scritto/personalizzato About page, bio ed email di benvenuto
☕️ Aver inserito gli elementi di brand essenziali che abbiamo visto sopra
☕️ Aver identificato almeno un canale di distribuzione per il lancio
Il giorno del lancio
Disattiva la modalità privata nelle impostazioni
Pubblica il post di presentazione
Scrivi una Note su Substack per condividerla
Festeggia! (sul serio, portati a cena fuori o almeno metti la tua canzone preferita e balla!)
Mese 1: Promozione
Contatti diretti:
Avvisa amici e familiari, come è successo a tutt*, loro saranno i tuoi primi lettori, ed è normale.
Invia messaggi personali ai tuoi contatti che potrebbero essere interessati a leggere la tua newsletter, ma ti prego, con criterio, non metterti a fare spam aggressivo!
Distingui tra:
Contatti caldi (persone che ti conoscono e si fidano): puoi scrivere direttamente, spiegare cosa stai facendo, chiedere feedback, di solito funziona molto bene!
Contatti tiepidi (conoscenti, follower su altre piattaforme): puoi scrivere, ma devi dare valore prima di chiedere.
-Ho scritto un articolo su X, tema che so ti interessa, se vuoi leggerlo, lo trovi qui!
-Sto lanciando una newsletter su questi temi, se ti interessa riceverla iscriviti da [link].Contatti freddi (persone che non ti conoscono): l’outreach freddo non funziona quasi mai e infastidisce quasi sempre. Se lo fai, deve essere ultra-personalizzato e portare valore immediato, altrimenti è spam.
Ringrazia sempre personalmente i tuoi primi iscritti
Social media:
Pubblica sui tuoi canali spiegando cosa stai iniziando a fare e perché
Condividi un insight chiave di ogni nuovo articolo e il link diretto al post
Non spammare: offri valore, non solo autopromozione
Ottimizza la homepage:
Metti in evidenza il tuo articolo migliore - in questa fase non mi concentrerei troppo sulla struttura dell’homepage, ma appena hai un po’ di contenuti e una presenza strutturata, torna a sistemarla!
In alternativa crea un post “Inizia da qui” per i nuovi lettori, questo è il mio:
Da 1 a 4 mesi dal lancio: distribuzione multicanale
Oltre a Substack, dove condividerai il tuo lavoro?
Scegli una piattaforma principale in cui sei attiva e costante(LinkedIn, Twitter/X, Instagram...)
Metti in evidenza la tua newsletter (post pinnati, link in bio, etc…)
Parla della tua newsletter in modo costante
Come usare le Notes per sfruttare al meglio l’ecosistema Substack
Abbiamo detto che Substack non è solo una piattaforma di invio email, ma uno spazio editoriale con una tua vera e propria community che, in modo particolare oggi, cresce e si alimenta soprattutto grazie alle Notes.
Substack Notes
Chiariamo subito dire “fai tre Notes al giorno” è un buon consiglio, ma nasconde un pericolo perché per alcune persone le Notes quotidiane sono:
Insostenibili (hai già una newsletter da scrivere)
Inutili (se non hai nulla da dire, il silenzio è meglio del rumore)
Controproducenti (portano burnout e contenuti mediocri)
Quello che invece sto vedendo funzionare davvero quando si tratta di Notes sono questi aspetti:
le Notes che amplificano ciò che stai già pensando: se ti viene un’idea interessante mentre scrivi la tua newsletter, condividila in una Note o se leggi qualcosa che stimola una riflessione condividilo. Le Notes funzionano quando sono naturali.
Non sono un obbligo, ma uno strumento a supporto delle tue newsletter. Se scrivi poche Notes inserendole però in una conversazione autentica, magari commentando la note di un altro autore, quel contributo vale molto di più di dieci pensierini al giorno scritti solo per riempire.
Il ritmo lo decidi tu, segui quello che per te è sostenibile!
Se dopo 5 pubblicazioni della newsletter vuoi provare le Notes, fallo, ma non perché “devi” ma perché hai effettivamente dei contenuti che possono aggiungere valore e punti di vista interessanti alle conversazioni presenti su Substack.
Quando inizierai a usare le Notes, la tua community si attiverà, per questo è importante rispondere sempre a ogni commento dei lettori: sono proprio queste conversazioni a costruire fiducia e fedeltà trasformando i tuoi lettori più coinvolti in ambasciatori.
Cosa ti porti a casa
Un contenuto pubblicato è meglio di un contenuto perfetto, ma ancora in bozza.
La tua newsletter non sarà perfetta al lancio, forse non lo sarà nemmeno dopo sei mesi, e va bene così, ma se segui le indicazioni che ti ho dato fino a qui:
non sbaglierai il setup tecnico (che è noioso, lo so, ma necessario)
partirai con le idee chiare, che è vero che non garantiscono la crescita, ma è anche vero che ti evitano tanta confusione
non abbandonerai nei primi tre mesi
Quello che io non posso darti:
Un pubblico di lettori, quello lo costruisci tu, con il tempo
Un’idea originale, anche quella devi averla tu, non la troverai in nessuna to do-list
La garanzia di avere successo, anche quella nessuno può dartela e chi lo fa mente spudoratamente solo per venderti qualcosa.
Quello che posso darti:
Una base solida da cui partire
Una struttura che non dovrai rifare da capo tra sei mesi
Gli errori evitabili
Substack è un ottimo strumento per chi ha qualcosa da dire e vuole costruire una relazione diretta con chi legge, ma non è un social così come siamo abituate a concepire i social e, soprattutto, non è una piattaforma in cui volere tutto e subito. Substack è un gioco lento, se cerchi crescita rapida, non fa per te.
Per oggi è tutto, ora tocca a te: apri una pagina bianca e inizia a scrivere, ma prima chiediti: ho davvero qualcosa da dire o sto solo riempiendo un nuovo contenitore digitale su cui mi hanno detto di dover essere nel 2026?
Se la risposta è la prima, vai e spacca tutto!
Se è la seconda, fermati e pensaci ancora un attimo!
Se hai domande, dubbi o vuoi raccontarmi come sta andando il tuo lancio, scrivilo nei commenti o in privato, mi fa piacere leggerti!
P.S. Se questo contenuto ti è stata utile, il modo migliore per ringraziarmi è condividerla con qualcuno che sta per lanciare (o ha appena lanciato) la sua newsletter.











