Chiacchieriamo di Dicotomia Marketing
...è tutto più complesso di come sembra!
C'è un concetto che viene insegnato in moltissimi corsi di formazione, chiamiamoli entry level, che spaziano dal Social Media Marketing (SMM) alla User Experience (UX), dal marketing in generale alle soft skill aziendali, fino ad arrivare al coaching e ad altri ambiti connessi alla crescita personale e professionale.
L'idea è che il cliente si muova sempre lungo un asse binario, o fugge da una situazione spiacevole o si avvicina a qualcosa che immagina essere il suo personale paradiso di comfort e soddisfazione. Il che ha un senso, almeno in superficie, finché non ti fermi a pensarci davvero e realizzi che l'essere umano è tutto fuorché lineare nelle sue decisioni. Eppure questa dicotomia persiste, ripetuta in loop come un disco incantato.
Il problema, ovviamente, è che il mondo reale non funziona così. Siamo costantemente spinti da forze contraddittorie, desideri sovrapposti, pulsioni che si intrecciano come in un labirinto senza indicazioni, il tutto mentre cerchiamo disperatamente di mettere ordine in un caos che ordine non ha. Eppure insistiamo a ridurre tutto a bianco e nero, successo o fallimento, giusto o sbagliato, come se la realtà fosse un'interfaccia utente con due pulsanti: “scappa” e “corri verso”.
Ma se ci prendessimo la briga di guardare più da vicino? Se ci concedessimo il lusso di accettare che ogni persona, ogni decisione, ogni azione è un mosaico di colori, non solo le solite cinquanta sfumature di grigio (grazie, pessima letteratura contemporanea), ma un intero spettro di emozioni, esperienze, motivazioni uniche e irripetibili? Se ogni nostra decisione avesse il suo codice Pantone, un colore specifico e irriducibile a etichette prefabbricate?
Il guaio con le semplificazioni è che sono dannatamente comode. Ti risparmiano la fatica di analizzare, di immergerti nella complessità, di accettare che la realtà è spesso un casino incoerente. Ma il marketing, quello che funziona davvero, quello che riesce a intercettare ciò che muove le persone, non si costruisce su binari rigidi. Si sviluppa nel riconoscere che ogni individuo è mosso da un cocktail irripetibile di spinte interiori che non sono né solo fuga né solo attrazione, ma un mix mutevole che cambia in base a fattori che spesso nemmeno chi compie l'azione comprende fino in fondo.
Di queste dinamiche interiori e delle motivazioni che ci spingono all'azione ho parlato con Cristina Rolfini nella mia ultima “Intervista Nomade”, cercando di esplorare come la comprensione delle nostre reali spinte possa condurci a scelte più consapevoli e in linea con la nostra vera natura.
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