Lo sai che puoi usare un dominio personalizzato al posto di “substack.com”?
Capiamo cosa fare dal punto di vista strategico, prima che tecnico: se sei all’inizio su Substack e il tuo posizionamento è ancora in divenire, ha molto più senso restare su .substack.com, preceduto da - idealmente - il tuo nome (qui dipende dal perché sei su Substack, ma dovremmo valutare mille varianti troppo soggettive).
Quando una persona ti scopre, magari attraverso un post, una citazione o un commento a una conversazione, raramente va a cercare il titolo della tua newsletter, è più facile che cerchi te e voglia seguire te, più che il tuo progetto, almeno all’inizio.
In questa fase, quindi, il dominio nativo non è un limite, è una scorciatoia cognitiva: ti rende più riconoscibile, più trovabile e ti permette di rimandare una decisione identitaria finché non hai le idee più chiare.
Se invece hai già tutto chiaro e sai che vuoi il tuo dominio personalizzato su Substack qui trovi come configurarlo.



