Gli errori più comuni che ho visto fare - e ho fatto - su Substack
Vediamo come smettere di parlare a un muro bianco in una stanza vuota
Intanto ci sei, su Substack, e fidati, questo è già tantissimo!
Il passo più difficile è proprio questo: esserci, presentarsi a chi non ti conosce, premere “pubblica” per la prima, seconda, decima, centesima volta… dare vita a una newsletter quando, dentro di te, la solita vocina ti sussurra: “Ma chi vuoi che ti legga?”
Entrare su Substack, oggi, può essere un’esperienza strana, a metà tra l’entusiasmo di un nuovo inizio e l’ansia da prestazione in stile “tutti sanno come si fa, tranne me”.
Spoiler: no, non lo sanno e chi lo sa davvero, ha sbagliato millemila volte prima di capirlo.
Substack non è difficile, ma può confondere, ti sembra di dover capire l’intera piattaforma prima ancora di scrivere la tua prima frase, di dover pubblicare con costanza, come se là fuori ci fosse una folla che aspetta solo il tuo pezzo, peccato che poi, apri le statistiche, e ti rendi conto che no, la folla per ora è distratta dall’ultima stagione di Stranger Things, in fila per il nuovo iPhone o sta giocando a Death Stranding 2.
Fatta questa premessa necessaria per calmare la tua ansia da prestazione, voglio condividere con te alcuni errori che in questi anni ho fatto e visto fare, così non dovrai cascarci anche tu e puoi andare dritta verso il tuo prossimo invio!
Detto questo, cominciamo!
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