Ho sperimentato 3 tecniche per leggere meno e meglio
Chiacchieriamo di come leggere di più meno libri, the week after!
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Eccoci di nuovo qui, a una settimana dalla newsletter in cui ti annunciavo di voler leggere meno e meglio - la trovi qui - ho testato qualche tecnica e oggi te ne parlo!
La scorsa settimana abbiamo parlato della qualità della lettura, cioè di come leggere tanti libri non sia necessariamente sinonimo di leggere bene, a meno che il nostro concetto di bene non sia strettamente quantitativo.
Riassumendo il più possibile la newsletter possiamo dire che il nostro cervello non è un hard disk infinito e il rischio di trasformare la lettura in puro accumulo di parole è alto.
Ora, invece di fare binge-reading, cerco di lasciarmi attraversare dalle storie, rileggerle con occhi nuovi, intrecciare idee e non solo archiviarle come una collezionista ossessiva-compulsiva di testi scritti.
Ma quindi, come ho messo in pratica tutto questo? Come sto provando a evitare che i libri mi scivolino via dalla mia testa come lacrime nella pioggia?
Questa settimana ho testato 3 metodi su “Ipnocrazia” di Jianwei Xun, un libro che parla di come le narrazioni e gli algoritmi riscrivano la realtà collettiva: il Metodo Cornell, le Mappe Mentali e l’Evidenziazione Strategica.
PRIMA TECNICA: METODO CORNELL
È l’unico dei tre che non avevo mai provato.
Ho seguito il Metodo Cornell per prendere appunti in modo un po’ diverso, è un sistema di annotazione che prevede di dividere la pagina in tre sezioni (io l’ho fatto usando Goodnotes su iPad, ma forse la carta va meglio, così puoi lasciare il foglio all’interno del libro, e averlo sempre a portata di mano).
A destra ho scritto gli appunti principali, a sinistra le parole chiave e le domande che mi venivano in mente e in basso un riassunto di quella parte. Sinceramente mi sembrava di essere tornata a studiare per la sessione di esame di diritto privato, ma in realtà mi ha evitato la mia solita sottolineatura compulsiva focalizzandomi sui ragionamenti deduttivi anziché solo sul testo.
Velocissimi esempi degli appunti principali
Trump e Musk come esempi di leader che manipolano il dibattito pubblico.
l’Edging algoritmico è il meccanismo per cui i social spingono contenuti sempre più estremi per mantenere alta l’attenzione.
Resistenza oscura: come possiamo evitare di essere manipolati.
Parole chiave e domande guida
“Narrativa di potere” → È vero che chi controlla la storia, controlla il mondo?
“Manipolazione digitale” → Come faccio a riconoscere i confini della mia bolla informativa? Cosa c’è fuori? Come arrivo e come sto fuori dalla mia bolla?
Riassunto per la me del futuro
L’Ipnocrazia è ovunque, quindi se voglio evitarla, devo allenare continuamente il pensiero critico e capire come funzionano le tecniche comunicative e gli algoritmi.
SECONDA TECNICA: MAPPE MENTALI
Le mappe mentali sono uno strumento che padroneggio molto bene - me lo dico da sola - le uso tantissimo quando preparo le strategie di business e comunicazione per me o per le mie clienti.
Mi piacciono, sono divertenti e semplificano tantissimo la messa a terra di tutto quello che ho in testa.
Nella lettura di “Ipnocrazia” le ho usate così: sono partita dal concetto centrale di Ipnocrazia - manipolazione narrativa: come le storie riscrivono la realtà → le narrazioni non descrivono il mondo, lo creano.
e poi sono andata su due concetti:
1. Algoritmi e Percezione →Perché i social ci fanno vedere solo quello che vogliono
→Costruzione della realtà digitale → Il potere degli algoritmi nel filtrare e selezionare le informazioni →La “bolla di percezione” e la personalizzazione invisibile.
→Bias di conferma e camere dell’eco → Vediamo solo ciò che rinforza le nostre credenze → La scomparsa del pensiero critico e il conformismo digitale.
→La manipolazione attraverso la narrazione → Strutturazione dei contenuti per massimizzare il coinvolgimento → Tecniche di storytelling emotivo e polarizzante → Creazione di “verità alternative”
Resistenza Oscura →Strategie per sfuggire alla manipolazione
→Disintossicazione Algoritmica → Uso consapevole dei social media → Diversificazione delle fonti di informazione.
Fact-Checking e Pensiero Critico → Verifica delle fonti e delle informazioni → Decostruzione delle narrazioni manipolative.
Strategie di Resistenza Digitale → Uso di strumenti per sfuggire al tracciamento (VPN, browser privati) → Algoritmi alternativi e piattaforme decentralizzate.
Contro-narrazioni → Come creare narrazioni che smontano la manipolazione → Il potere del racconto per riscrivere la percezione collettiva.
etc…etc…
TERZA TECNICA: EVIDENZIAZIONE STRATEGICA
Questa l’ho ripresa dalla mia tecnica di studio al liceo, sia per letteratura che per filosofia associavo un colore diverso a ogni scrittore/filosofo, ho fatto la stessa cosa qui, ma con i concetti:
Rosino per le definizioni più importanti.
Azzurro per i concetti principali (Trump e Musk, manipolazione digitale, …).
Verde per le connessioni interne al testo.
Tirando le somme direi che possiamo scegliere il metodo in base a cosa vogliamo dal libro:
l Metodo Cornell mi permette di avere appunti più chiari, quindi mi serve per i libri che voglio studiare in modo strutturato, come manuali, saggi tecnici o testi con molte informazioni dettagliate da riorganizzare.
Le mappe mentali mi fanno collegare meglio le idee, quindi sono utili per libri complessi o una narrativa con più livelli di lettura.
L’evidenziazione strategica evita che i libri diventino arcobaleni senza senso e, se hai una memoria fotografica, recuperi subito i concetti. Inoltre, è utile per libri che consulto spesso e voglio rileggere rapidamente.
Questa settimana ho anche continuato ad approfondire l’argomento lettura e mi sono imbattuta in un testo - un po’ datato, ma old is gold - di Michele Grotto sui benefici neurologici della lettura.
Ti riporto qui gli aspetti più importanti, ma se vuoi approfondire trovi il testo originale qui.
Il problema della lettura in Italia
Dati Istat 2022:
Più del 60% degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno.
Solo il 39,3% legge almeno un libro all’anno.
I lettori forti (più di 3 libri all’anno) sono solo il 16,3% della popolazione.
Nonostante la lettura sia estremamente benefica per il cervello, il numero di lettori continua a calare.
I 10 benefici della lettura sul cervello
Migliora le capacità sociali: i bambini che leggono di più tendono a socializzare meglio, gestire la rabbia e l’aggressività in modo più equilibrato (Università di Stanford).
Migliora scrittura e pensiero: leggere migliora il pensiero e la scrittura, due abilità strettamente collegate.
Arricchisce il vocabolario e la cultura: lettori abituali hanno migliore proprietà di linguaggio e una cultura generale più ampia.
Riduce lo stress: secondo la Sussex University, leggere riduce stress più di musica o passeggiate, abbassando frequenza cardiaca e tensione muscolare.
Può prevenire l’Alzheimer: studio pubblicato su Neurology: le parti del cervello legate alla memoria si conservano meglio nei lettori rispetto ai non-lettori.
Aumenta la concentrazione: leggere allena il cervello a focalizzarsi, migliorando la capacità di evitare distrazioni e contrastare il multitasking.
Migliora l’empatia: lettori di narrativa sviluppano una maggiore capacità di comprendere gli stati d’animo altrui (Harvard).
Favorisce il sonno: solo la lettura su carta aiuta a dormire meglio; leggere su device può avere l’effetto opposto.
Aumenta la creatività e il pensiero critico: Università di Toronto: i lettori sono più creativi e sviluppano migliori capacità di giudizio e problem-solving.
Aiuta a disintossicarsi dal digitale: un ottimo rimedio per staccarsi da smartphone e computer e vivere il presente.
Direi che in queste settimane abbiamo esplorato a fondo il tema della lettura. Ora tocca a te: quali tecniche utilizzi per assimilare meglio ciò che leggi? Se hai un metodo che potrebbe essere utile a me e alla community, condividilo nei commenti. Sarà un piacere leggerti!
Leggere | Guardare | Ascoltare
Ebbene sì, ho guardato “Miss Italia non deve morire” e, come ho scritto alle mie amiche, “…volevo morire”. Sarcasmo a parte, questo documentario risponde perfettamente alla domanda: Come esco dalla mia bolla?
Lo trovi su Netflix e ti catapulta, senza commenti esterni né filtri, nel mondo del concorso di bellezza, rimasto fermo agli anni ’80/’90. Ricordo di aver visto diverse edizioni di Miss Italia a casa di mia nonna: era la normalità. All’epoca faceva ascolti paragonabili a Sanremo ed era parte integrante della nostra cultura televisiva. Ma rivederne oggi le dinamiche e ascoltare i pensieri di chi lo organizza da 40 anni è un’esperienza che lascia senza parole.
Sembra un viaggio nel tempo, a metà tra il surreale e il grottesco. Ancora più straniante è osservare come chi è cresciuto in quel contesto, lontano anni luce dalle dinamiche digitali, cerchi di destreggiarsi tra hashtag, TikTok e linguaggi social. È lo specchio di una frattura generazionale profondissima, che fa sorridere, sì, ma di un sorriso amaro.
Se lo hai visto o deciderai di guardarlo, scrivimi, mi piacerebbe confrontarmi su questa esperienza.





Grazie per la citazione, Elisa! Sono contento di vedere tanta divulgazione su argomenti così importanti!