Il fascino delle vite svelate, tra realtà e narrazione
The allure of unveiled lives, between reality and storytelling
Oggi sono particolarmente entusiasta, perché ti sto per parlare di una delle mie ossessioni letterarie preferite. In questa newsletter piena di parole, celebro proprio loro: le parole, e nello specifico quelle che ci mostrano pezzi di vite nascoste, che incastrano dettagli e memorie in pagine di biografie, autobiografie, memorie.
Sì, sto parlando di quei libri che prendono persone famose, nomi che senti ovunque, e li svelano pezzo per pezzo, facendoci vedere cosa si cela dietro le nostre convinzioni.
Le biografie sono tra le letture che più mi consumano e mi nutrono al tempo stesso. Da “Open” di Agassi, passando per “Limonov” di Emmanuel Carrère, fino a “The Tender Bar” di J.R. Moehringer.
Ma non solo.
Amo anche quelle opere che, a modo loro, sono biografie non tanto di persone, quanto di mestieri o pratiche, come “On Writing” di Stephen King, “L’arte di correre” di Haruki Murakami e il distillato di riflessioni interiori che è “Yoga” di Emmanuel Carrère, tre testi che ti ho già raccontato qui.
Le biografie hanno questo fascino strano, come se ti stessero offrendo una lente per guardare il mondo dal punto di vista di qualcun altro, ma con un twist: la lente è incrinata, graffiata, deformata dai pregiudizi, dalle paure e dalle fantasie dell’autore, ma anche dalle tue.
Leggi "Open" di Agassi e ti ritrovi non solo a correre sul campo da tennis con lui, ma a sentire quel peso assurdo dell'aspettativa, la schiena curva sotto il fardello di essere “il migliore” e che, spoiler, è spesso meno bello di quel che sembra da fuori.
C’è qualcosa di ipnotico nel vedere qualcuno mettere a nudo la propria esistenza, non solo in un senso del tutto "terapeutico" o "catartico", ma spesso come un atto di auto-violenza consapevole. Assisti alla presa di consapevolezza e al passaggio obbligatorio attraverso un’emozione dolorosa, proprio come se fossi lì, ti senti come Bastian che osserva, vive e soffre con Atreiu nel mondo di Fantàsia.
Leggere una biografia è come guardare qualcuno eseguire una dissezione su se stesso, ma con la lentezza di chi sa esattamente dove colpire per scatenare un’emozione.
”On Writing” di King, ad esempio, non è solo una guida su come scrivere, ma una dichiarazione d'amore e odio verso la scrittura stessa, come se King fosse intrappolato in un matrimonio disfunzionale con le parole e noi stessimo osservando la sua terapia di coppia.
David Foster Wallace, se fosse qui, potrebbe dire che le biografie e le memorie sono il luogo dove si gioca quella partita mentale tra il bisogno disperato di raccontarsi e il terrore profondo di essere compresi troppo o troppo poco. Scrivere la propria vita è il tentativo di essere visti davvero, ma con la consapevolezza che quel “vedere” è sempre filtrato, distorto. Ed è lì che entra in gioco il lettore, che deve decidere se fidarsi o meno di quella storia e, inevitabilmente, si ritrova a proiettare sé stesso tra le righe.
La verità? Forse non c'è neanche una verità in queste storie. Solo un interminabile tentativo di afferrarla, sapendo che ti sfuggirà sempre dalle mani. Ma questo è il motivo per cui continuiamo a leggere.
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Ho chiesto alle protagoniste della mia “Antologia di un viaggio qualunque” quali sono le loro biografie preferite
Il progetto “Antologia di un viaggio qualunque” avrà un futuro più internazionale del previsto e per inaugurare questa svolta inaspettata ho chiesto a chi si è già raccontata i loro consigli di lettura!
Puoi iscriverti e leggere “Anthology of an Ordinary Journey qui sotto!
“Elsa” di Angela Bubba
Questa biografia racconta la vita di Elsa Morante, una delle scrittrici più grandi del Novecento. È un libro che sa restituire tutta la complessità, la forza e le fragilità di una donna che ha vissuto la letteratura con la stessa intensità con cui ha vissuto la vita. Bubba, con la sua scrittura poetica e attenta, ci fa entrare nel mondo di Elsa, permettendoci di conoscerla in tutta la sua profondità.“Amatissime” di Giulia Caminito
Giulia Caminito ci porta a scoprire figure femminili dimenticate, donne che hanno lasciato un segno ma di cui si parla troppo poco. È un viaggio attraverso l’amore, la sofferenza, e la resistenza di queste donne, ed è impossibile non rimanerne colpiti. Lo consiglio a chi cerca storie intense e a chi ama riscoprire vite uniche e potenti.“La Corsara” di Sandra Petrignani
Sandra Petrignani ha il dono di raccontare la vita di Natalia Ginzburg con uno sguardo acuto e rispettoso. “La Corsara” è una biografia straordinaria che ci fa entrare nella mente e nel cuore di una delle scrittrici italiane più importanti. Petrignani riesce a tratteggiare Natalia Ginzburg non solo come autrice, ma anche come donna, madre, intellettuale. È un ritratto vivido, appassionante, che non si dimentica facilmente.
“Caravaggio. Vita sacra e profana” di Andrew Graham-Dixon
Questo libro è un viaggio nell’universo di uno dei più straordinari e controversi artisti della storia. Caravaggio non è stato solo un pittore, ma un uomo che ha vissuto tra luce e ombra, tra genio e follia. Ogni pagina svela nuovi dettagli e nuovi colori della sua vita turbolenta e delle sue opere mozzafiato. È come immergersi in un capolavoro vivente, dove il passato e il presente si intrecciano in un affresco senza tempo.“Inseguendo quel suono. La mia musica, la mia vita. Conversazioni con Alessandro De Rosa” di Ennio Morricone
Ennio Morricone è stato il compositore che ha dato vita alle emozioni del cinema con la sua musica inconfondibile. Questo libro è una conversazione intima e profonda con il Maestro, che ci guida attraverso il suo mondo sonoro e la sua vita straordinaria. Ogni capitolo è un’ode alla sua arte e alla sua dedizione, un invito a scoprire il cuore pulsante di ogni nota che ha scritto.“L'arte di essere Raffaella Carrà. Un manuale per essere liberi, felici e rumorosi. E far l’amore con chi hai voglia tu” di Paolo Armelli
Raffaella Carrà non è stata solo una star del palcoscenico, ma una vera e propria icona di vita e libertà. Questo libro celebra la sua personalità esplosiva e il suo messaggio di autenticità e gioia. È un manuale di vita che ci ricorda che la felicità sta nel vivere con passione e senza paura. Ogni pagina è un inno alla bellezza di essere se stessi e di abbracciare ogni istante con entusiasmo.
“Anna Bolena” di Carolly Erickson
Offre un ritratto avvincente della seconda moglie di Enrico VIII, rivelando le complessità della sua vita e del suo tempo. Erickson riesce a catturare l’essenza di Anna, non solo come regina ma anche come donna coraggiosa in un contesto storico tumultuoso.“Sissi” di Brigitte Hamann
Se vuoi davvero immergerti nella vita dell'Imperatrice Elisabetta, conosciuta come Sissi, “Sissi” di Brigitte Hamann è la biografia definitiva. Hamann riesce a catturare tutte le sfumature di questa figura iconica, mostrandoci non solo la sua eleganza e il suo carisma, ma anche la profonda tristezza e l'inquietudine che hanno caratterizzato la sua vita. La bellezza di questo libro sta nel modo in cui esplora le tensioni tra la sua immagine pubblica e la sua vita privata, offrendoti uno sguardo completo su una donna che ha lottato per mantenere la sua indipendenza e identità in un mondo che cercava di soffocarla.“Two Unlikely People to Change the World” di Karen Berg
Una lettura che esplora la forza trasformativa della vita e delle esperienze personali. Berg narra il suo viaggio personale e professionale, condividendo le intuizioni e le lezioni che hanno guidato il suo percorso. È una celebrazione di come le storie individuali possono influenzare e ispirare cambiamenti significativi.
Da guardare
Intossicata dai dissing da seconda elementare di questi giorni - se non sai di cosa stia parlando va bene così - ho rivisto “8miles”, un film che si distingue per la qualità tecnica dei suoi dissing, che rappresentano un elemento fondamentale della cultura hip-hop; le battaglie di freestyle di questo film mostrano la vera essenza di questa forma d'arte, evidenziando il talento e la creatività degli artisti. Ogni rima è costruita con attenzione, alternando giochi di parole, ritmi incalzanti e una bravura tecnica che riesce a catturare l'attenzione dello spettatore.
Da leggere
Questa settimana ho finito “Il passeggero” e “Stella Maris” di McCarthy.
Due libri che sono come due facce di una stessa medaglia, ciascuna che riflette una prospettiva unica sulla stessa narrazione.
“Il passeggero” si concentra sulla ricerca e il viaggio fisico del protagonista, affrontando il peso delle sue esperienze e delle sue decisioni, “Stella Maris” offre una finestra più intima e introspectiva, rivelando il tumulto emotivo e mentale che accompagna la protagonista.
Facciamo cose insieme
Con Elena Aloise e Diana Berlinghieri abbiamo creato l’evento di cui so che sentivi il bisogno: se anche tu vuoi dire “No” all’ossessione per la produttività clicca qui sotto!
Il 25 e 27 settembre sarò all’Italian Tech Week, scrivimi se ci sei che prendiamo un caffè e facciamo due chiacchiere dal vivo!
The allure of unveiled lives, between reality and storytelling
Today I’m particularly excited because I’m about to talk to you about one of my favorite literary obsessions. In this word-filled newsletter, I celebrate just that: words, specifically those that reveal hidden pieces of lives, weaving together details and memories on the pages of biographies, autobiographies, and memoirs. Yes, I’m talking about those books that take famous people, names you hear everywhere, and unveil them piece by piece, showing us what lies behind our beliefs.
Biographies are among the readings that consume and nourish me at the same time. From “Open” by Agassi, to “Limonov” by Emmanuel Carrère, and “The Tender Bar” by J.R. Moehringer.
But not just those.
I also love works that, in their own way, are not so much biographies of people as of professions or practices, like “On Writing” by Stephen King, “What I Talk About When I Talk About Running” by Haruki Murakami, and the distilled reflections of “Yoga” by Emmanuel Carrère, three texts I’ve already mentioned here.
Biographies have this strange allure, as if they offer you a lens to view the world from someone else’s perspective, but with a twist: the lens is cracked, scratched, distorted by the author’s prejudices, fears, and fantasies, as well as your own.
Read “Open” by Agassi and you find yourself not only running on the tennis court with him but also feeling that absurd weight of expectation, the back hunched under the burden of being “the best,” which, spoiler alert, is often less beautiful than it appears from the outside.
There’s something hypnotic about watching someone lay bare their existence, not just in a completely “therapeutic” or “cathartic” sense, but often as an act of conscious self-violence. You witness the realization and the obligatory passage through a painful emotion, as if you were right there, feeling like Bastian watching, living, and suffering with Atreiu in the world of Fantàsia.
Reading a biography is like watching someone perform a dissection on themselves, but with the slowness of someone who knows exactly where to strike to unleash an emotion. “On Writing” by King, for example, is not just a guide on how to write but a declaration of love and hate towards writing itself, as if King were trapped in a dysfunctional marriage with words and we were observing his couples therapy.
David Foster Wallace, if he were here, might say that biographies and memoirs are the space where that mental game is played between the desperate need to tell one’s story and the deep terror of being understood too much or too little. Writing one’s life is an attempt to be truly seen, but with the awareness that that “seeing” is always filtered and distorted. And that’s where the reader comes in, having to decide whether or not to trust that story, inevitably projecting themselves between the lines.
The truth? Maybe there isn’t even a truth in these stories. Just an endless attempt to grasp it, knowing it will always slip through your fingers. But that’s why we keep reading.




Complimenti, bel numero
Molto interessante, vorrei più biografie come Agassi, ora ho ottimi spunti!