A un certo punto, se scrivi con continuità su Substack, capita quasi a tutte di sentir nascere dentro di sé una nuova idea o un progetto editoriale che vuoi condividere e subito dopo il dubbio:
Questa “nuova cosa” ha senso qui o serve una newsletter a parte?
Magari vuoi optare per un formato diverso o cambiano le persone a cui parlare e spesso la risposta istintiva è dividere tutto, aprire una nuova pubblicazione e moltiplicare gli spazi, ma nella maggior parte dei casi non è quello che davvero serve.
Substack ha uno strumento pensato proprio per questo momento: le sezioni.
In questo articolo ti spiego come funzionano usando la mia pubblicazione come caso di studio, così che tu possa non solo vedere cosa sono tecnicamente, ma anche il ragionamento strategico che ci sta dietro.
Cosa sono le sezioni di Substack
Una sezione è un flusso di contenuti distinto all’interno della stessa pubblicazione.
Chi legge può scegliere se ricevere o meno i contenuti di quella sezione, senza uscire dalla newsletter principale, senza iscriversi a qualcosa di nuovo, senza pagare due volte. Questo è il punto chiave che spesso viene frainteso: le sezioni non sono:
nuove newsletter
nuovi prodotti
nuovi paywall
Sono un modo per dire: scrivo cose diverse e sarai tu lettore o lettrice a scegliere cosa ricevere nella tua inbox.
Quando le sezioni funzionano
Le sezioni funzionano quando hai contenuti che:
rispondono a bisogni diversi
hanno un ritmo o una profondità diversa
potrebbero vivere anche come newsletter autonome
Ma attenzione, le sezioni non servono per creare ordine mentale a chi scrive, per suddividere ogni argomento o per compensare un focus poco chiaro.
Una regola semplice è questa: se una persona potrebbe voler seguire solo quel tipo di contenuto, allora ha senso una sezione, se no, probabilmente bastano i tag.
Il vero discriminante non è organizzativo, è editoriale: le sezioni sono uno strumento per risolvere un problema di pubblico e di proposta, non un modo per mettere ordine nei contenuti.
Un esempio concreto: come uso io le sezioni
Nella mia pubblicazione ho scelto di usare le sezioni per due argomenti distinti ma complementari e coerenti, sia tra loro che con la mia pubblicazione principale “Chiacchiere con Elisa” - che è la newsletter gratuita che ricevi la domenica.
Le mie due sezioni sono:
Grow on Substack
Grow on Substack è la sezione dedicata alla crescita editoriale su Substack.
Qui pubblico contenuti su struttura, posizionamento, Notes, abbonamenti, ritmo editoriale e sostenibilità della crescita.
Perché una sezione?
Perché non tutte le persone che mi leggono vogliono far crescere una pubblicazione su Substack, ma chi lo vuole ha bisogno di uno spazio dedicato, più strategico, più tecnico, più continuativo.
La sezione permette a chi non è interessata di non ricevere questi contenuti, continuando però a restare iscritta alla pubblicazione principale.
Quando qualcuno si iscrive, vede le due sezioni disponibili e può scegliere quali seguire e chi è già iscritto può modificare le preferenze in qualsiasi momento.
Non Linear Productivity
Non Linear Productivity è la sezione in cui parlo di lavoro, produttività, energia, corpo, sistema endocrino e ciclicità.
È un tema a mio parere fondamentale, ma pensato solo per le persone con una fisiologia femminile e che magari non interessa a tutte nello stesso momento.
Anche qui la sezione serve a questo: lasciare libertà di scelta, senza separare il progetto: chi segue entrambe le sezioni riceve una visione completa del mio approccio al lavoro, chi ne segue una sola riceve comunque contenuti coerenti.
Sezioni o nuova Pubblicazione: come decidere
Il punto non è quanto un contenuto ti sembri diverso, il punto è quanto lo rendi diverso per chi legge.
Una nuova pubblicazione significa:
un’altra inbox
un’altra iscrizione
spesso un altro pagamento
un posizionamento separato
due comunità distinte
Una sezione mantiene tutto nello stesso spazio e ha senso una sezione se:
il punto di vista di fondo è lo stesso
vuoi che le persone paghino una sola volta
sai che non interesserà a tutte, ma a una parte sì
stai testando una direzione o un formato
la relazione con chi legge resta la stessa
Ha senso una nuova pubblicazione se:
il pubblico è davvero diverso
la proposta di valore è autonoma
potresti venderla separatamente senza esitazioni
puoi sostenerla con continuità
vuoi costruire un branding indipendente
Una domanda utile è questa: se una persona paga volentieri per quello che scrivo ora, avrebbe senso chiederle di pagare di nuovo per questo?
Se la risposta è no, probabilmente non serve una nuova newsletter.
Come funzionano le sezioni, in pratica
Dal punto di vista tecnico, le sezioni sono semplici da gestire, ma ci sono alcuni dettagli da sapere.
Creare e gestire le sezioni
Puoi creare le sezioni dalle impostazioni della tua pubblicazione. Ogni articolo appartiene a una sola sezione. Puoi assegnarla al momento della pubblicazione o cambiarla anche dopo.
Quando crei una sezione, puoi decidere:
se farla comparire nel menu della pubblicazione
se i nuovi iscritti vengono aggiunti automaticamente a quella sezione
se copiare la lista degli iscritti esistenti (utile se stai riorganizzando contenuti che già pubblicavi)
Puoi anche gestire il tema della sezione, proprio come con la Home della tua pubblicazione:
Ecco alcune combinazioni grafiche che puoi scegliere:




Cosa vede chi legge
Quando qualcuno si iscrive alla tua pubblicazione, vede tutte le sezioni disponibili e può scegliere quali seguire. Può seguirne una, alcune o tutte.
Chi è già iscritto può modificare le preferenze in qualsiasi momento dalla pagina delle impostazioni email.
Limiti e considerazioni
Substack non pone un limite rigido al numero di sezioni, ma nella pratica più di 3/4 sezioni diventano difficili da gestire e da comunicare. Se hai bisogno di molte più sezioni, probabilmente il problema è nella chiarezza del focus editoriale.
Se elimini una sezione, gli articoli che conteneva restano visibili ma perdono l’assegnazione, quindi, nel caso, ti consiglio di spostarli in un’altra sezione prima di eliminare quella vecchia.
Segmentazione e analisi
Con il tempo, le sezioni diventano anche uno strumento di segmentazione naturale. Dalle statistiche puoi vedere quante persone seguono ciascuna sezione, quali contenuti funzionano meglio e dove si concentra l’interesse. Questo ti aiuta a capire cosa risuona davvero con chi ti legge, senza forzare nessuno a ricevere tutto.
Prima di creare una sezione, chiediti…
Le sezioni servono a rendere lo spazio editoriale più chiaro, prima di aggiungerne una, chiediti: questa sezione aiuta chi legge a orientarsi meglio? Rende la pubblicazione più facile da seguire o più frammentata?
Se la risposta è che aiuta, stai usando lo strumento nel modo giusto.
Se la risposta è che complica, forse il problema non è strutturale, ma editoriale.
A volte la tentazione di creare una nuova sezione nasce da un’incertezza più profonda: non sappiamo bene cosa stiamo dicendo, o a chi.
Le sezioni possono dare l’illusione di risolvere questo problema dividendo gli spazi, ma in realtà lo amplificano.
Se il focus non è chiaro prima, non lo diventa dopo, quindi prima di dividere, chiediti: ho davvero bisogno di strutturare meglio, o ho bisogno di decidere meglio cosa sto dicendo?







