Smontiamo subito ogni illusione sulla creazione di contenuti: pensare a cosa scrivere, fare brainstorming, non è quella cosa romantica dove ti siedi con il caffè fumante e aspetti che l’ispirazione ti baci sulla fronte come una fata turchina ubriaca di creatività, non illuderti che anche a te, come a Omero, la Diva venga a cantarti la tua prossima newsletter!
Scrivere con costanza richiede un sistema molto concreto, fatto di abitudini ripetute e stimoli che intercetti dove la gente vive davvero, non dove tu pensi che viva.
Quando ti sembra di non trovare ispirazione per i tuoi contenuti è perché continui a cercarla nella tua testa invece che nel mondo reale, che è, invece, pieno di domande non risolte, frustrazioni evidenti e conversazioni che già esistono e che aspettano solo te per essere condivise fuori dalla loro bolla.
Quindi ti chiedo: stai davvero cercando idee nuove o stai dando nuova forma a concetti già presenti nella tua mente?
Perché non serve una Musa per creare contenuti che le persone ameranno leggere, serve sapere dove trovare i problemi reali, di persone reali e che abbiano un valore reale e se continui a cercare l’ispirazione solo nella tua testa invece che nel mondo allora qualcun altro arriverà ai bisogni e desideri dei tuoi clienti prima di te!
Vediamo insieme cinque luoghi in cui farti un giro quando sei a corto di idee o quando vuoi conoscere cosa desidera davvero sapere chi ti legge!
1. Idee dal mercato: i luoghi in cui intercettare bisogni e desideri.
Ascolta le domande reali
Reddit, Quora, gruppi Facebook, commenti YouTube…
Le persone scrivono lì quello che non direbbero mai ad alta voce, ma che pensano alle tre di notte con l’ansia addosso.
“Qual è il miglior allenamento per genitori sempre di corsa?”
Domande così non sono quesiti generici, sono un grido di aiuto camuffato da ricerca Google e se tu trasformi quella domanda in un post pratico e concreto tipo:
“Allenamento domestico da 20 minuti per genitori esausti”
hai risposto a un bisogno già esistente, di cui il tuo target ha bisogno e non a qualcosa che ti sei inventata tu per riempire il calendario editoriale.
Raccogli queste domande in una tabella excel o Notion, taggale per tema e trattale come la materia prima del tuo contenuto; inoltre, una buona domanda può essere un post, ma potrebbe anche rivelarsi l’input per una serie intera di contenuti se sai come espanderla.
Analizza cosa sta già funzionando
Scorri Substack, YouTube, X, LinkedIn, cerca i post con alto engagement, usa strumenti come Feedly per seguire i trend e quando trovi qualcosa che ha suscitato molti commenti, non chiederti “come lo riproduco?”, chiediti “come lo affronterei io con la mia voce e il mio punto di vista?”.
Se vedi un video virale sul “quiet luxury”, non pensare a riprodurlo in modo simile ma parti da quello per scrivere qualcosa che sia più nelle tue corde come una newsletter dal titolo:
“Cosa rivela il trend del quiet luxury sulla psicologia dei consumatori”
Parti da un trend per dare al tuo pubblico la tua lettura, che è l’unica cosa che ti rende davvero unica.
Usa i trend, ma con filtro
Quando il contenuto si collega a qualcosa che interessa già alle persone ottiene più attenzione, ma devi “leggere” il trend dal punto di vista del tuo pubblico e aggiungere contesto e insight, non limitarti a reagire come fanno tutti.
Durante l’uscita dell’ultima stagione di Stranger Things, una brand strategist scriverebbe:
“Il marketing geniale dietro il finale della serie Stranger Things”
Un articolo che non è il riassunto della serie ma “ecco cosa ci insegna sulla strategia di brand”. Non fare cronaca, interpreta e collega l’attualità al problema specifico del tuo pubblico.
2. Idee dal tuo passato: la tua vita è una miniera d’oro
Espandi ciò che ha già funzionato
Se qualcosa ha funzionato una volta, può funzionare di nuovo, ma non in modalità copia/incolla, ovviamente, vai più a fondo, cambia formato, dai un seguito più approfondito a quella tematica.
Recupera i post con le migliori performance - aperture, clic, condivisioni, salvataggi, commenti - analizza quali titoli, toni e punti di vista hanno performato meglio, capisci cosa li ha resi così efficaci e, partendo da lì, aggiornali o trasformali in un nuovo contenuto.
Se una tua newsletter sugli strumenti Ai che migliorano la tua produttività è andato bene, puoi partire da lì per scrivere:
“Gli strumenti AI che uso ogni giorno (e quelli che ho abbandonato)”
Non partire da zero quando puoi migliorare qualcosa che ha già funzionato.
Ti lascio anche un mio esempio reale:
Questa newsletter di gennaio 2023
da cui sono partita per scrivere questa ad aprile 2025
Cambia il formato
A volte l’idea è buona, ma il modo in cui la stai realizzando non convince il tuo pubblico, prova a darle una nuova veste!
Trasforma un post in una checklist, un’infografica, uno script, converti un podcast in contenuti visivi, prendi un approfondimento e rendilo un toolkit.
Le persone consumono in modi diversi e un cambio di formato può essere la strada giusta per le tue idee.
Se, ad esempio: il tuo pubblico preferisce guardarti invece che leggerti, e se è nelle tue corde, puoi prendere le tue newsletter e farle diventare dei video coì da ottenere molto più coinvolgimento con lo stesso identico contenuto.
Che è esattamente quello che ho fatto io aggiungendo alle mie newsletter la parte podcast.
3. Idee dalle persone: ascolta chi incontri sulla tua strada
Parla con il tuo pubblico
Smetti di fare supposizioni e parla con il tuo pubblico, ascolta le parole che usano, i problemi che ti condividono e punti di vista che a te non verrebbero mai in mente.
Fai domande aperte tipo:
“Cosa ti sta frustrando ultimamente?” o “Di cosa vorresti si parlasse di più?”
Non vendere nulla, ascolta e annota le parole esatte che usano, perché sono proprio quelle parole che diventeranno il fulcro dei tuoi titoli o degli hook.
Una coach che si sente dire “Voglio solo smettere di mettere in discussione ogni decisione” può creare una newsletter che abbia come oggetto: “Come smettere di dubitare di ogni tua scelta”, che funziona proprio perché parla come parla il tuo pubblico.
Lascia che il linguaggio reale delle persone plasmi i tuoi contenuti.
Osserva le frustrazioni ricorrenti
Se senti la stessa lamentela tre volte in una settimana, non è un caso, è un tema che ti sta chiedendo di essere affrontato.
Le frustrazioni ripetute sono segnali di bisogni insoddisfatti e sono le risposte a quei bisogni che la gente leggerà, commenterà e condividerà proprio perché si sente vista e compresa.
4. Idee che nascono dalle analisi: qui entra in gioco il sistema.
Applica il “Jobs to Be Done”
La gente non legge le nostre newsletter perché non ha niente da fare, ci legge per un motivo preciso, che può andare dall’aumentare la propria competenza lavorativa al farsi una risata per staccare la testa per 10 minuti o, magari, capire un trend di cui tutti stanno parlando.
Il nostro ruolo è fare in modo che il nostro contenuto sia uno strumento funzionale a quel risultato!
Esempio: se un business coach capisce che il proprio pubblico ha la sindrome dell’impostore quando si tratta di alzare i propri prezzi, scriverà un articolo dal titolo:
“Come aumentare i prezzi senza sentirsi un impostore”
Prima di pubblicare la prossima newsletter assicurati che sia ben chiaro che lavoro fa il tuo contenuto.
Crea partendo dalle emozioni
Questa cosa ve la dovete tatuare: le persone non condividono le cose che scrivi perché il contenuto è scritto bene o intelligente, condividono perché sentono che avete smosso qualcosa dentro di loro, perché toccano le giuste corde emotive.
Cosa rende il tuo pubblico ansioso, entusiasta, sollevato, cosa sperano segretamente, cosa non osano chiedere ad alta voce?
L’emozione è ciò che spinge alla condivisione, non l’informazione asettica.
Invece di “Come organizzare il calendario” scrivi “Il calendario che mi ha permesso di avere liberi tutti i weekend”, che è lo stesso tema ma con un gancio emotivo che tocca il nervo scoperto di molti professionisti.
5. Idee dall’introspezione: e qui diventi protagonista.
Fai l’audit della curiosità
Crea una lista sempre in aggiornamento e salvaci o scrivici tutto quello che attira la tua attenzione: cose che ti confondono, ti sorprendono, ti fanno arrabbiare, etc…
Lì dentro c’è un valore pazzesco: se una cosa ha attirato la tua attenzione, probabilmente farà lo stesso con il tuo pubblico.
Io ho una tabella su Notion che si chiama “IL MIO TESSSSSSSORO” alla quale ho collegato un’estensione Chrome così da salvare velocemente ogni spunto.
Cosa ti ha irritato questa settimana?
Cosa ti ha fatto dire “ma davvero?
Approfondisci queste domande e parti da lì per la tua prossima newsletter.
Usa l’AI come partner di brainstorming
L’AI non scriverà il tuo prossimo post più letto di sempre, ma può aiutarti a sbloccarti quando non sai da che parte girarti, quindi usala per esplorare nuovi punti di vista, per semplificare concetti o mettere alla prova le tue idee.
Chiedile “Dammi 10 punti di vista inattesi su questo tema” o “Quali domande farebbe chi non sa niente di questo argomento?” o “Trova cinque metaforeoriginali per spiegare questo concetto”.
Usa l’Ai per espandere, rielaborare, mettere alla prova le tue idee, non delegarle il tuo punto di vista.
Adesso hai cinque luoghi in cui andare quando sei bloccata, sai quale territorio esplorare in base a cosa ti serve, quindi smetti di aspettare l’ispirazione, scegli un territorio: mercato, passato, persone, analisi, introspezione e vai!
Se ti va condividi e lasciami un commento, cosa ti è stato più utile?
Divertiti e fai cose belle!
Elisa





