Quando si tratta delle Note su Substack, ci si concentra soprattutto sulla frequenza, su quante ne dovremmo pubblicare, sulla costanza, sull’esserci, come se la quantità fosse la variabile più importante, quando in realtà la domanda da cui dovremmo partire è un’altra: perché alcune Note vengono ricondivise e altre no?
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I quattro tipi di Nots che generano più Restack
Perché funzionano
Le domande da farti prima di scrivere
Perché alcune Note vengono ricondivise e altre no?
La risposta non ha a che fare con la lunghezza, né con l’ora di pubblicazione, né con quanti hashtag usi - tutte cose che su Substack contano poco - ma con qualcosa che succede nella testa di chi legge nel momento esatto in cui finisce di leggere la tua Nota e decide, in meno di due secondi, se premere Restack oppure no.
Il pensiero che attraversa la mente di chi ti legge non è “bel contenuto, lo condivido”, ma qualcosa di più simile a: “è esattamente quello che penso anch’io”, oppure “questo descrive esattamente chi sono” e il Restack diventa il modo più rapido per dirlo ad alta voce senza dover scrivere una parola.
Ecco perché i like non bastano a capire cosa sta funzionando e cosa no, un like è un cenno di approvazione, un commento è una risposta, ma un Restack è un’altra cosa: è qualcuno che prende le tue parole e le mette sul suo feed, davanti alla sua community. È un’endorsement pubblico: “questo pensiero mi rappresenta abbastanza da volerci essere associata.”
Il Restack è il punto in cui il contenuto diventa identità
Ho passato un po’ di tempo a osservare le Note con più Restack e la conclusione a cui sono arrivata è tanto semplice da spiegare quanto difficile da applicare: le Note che vengono condivise in modo significativo non sono quelle più utili, né quelle più originali, né quelle scritte meglio, ma quelle che fanno sentire chi le legge visto, capito e descritto abbastanza bene da rendere il Restack non un atto di condivisione, ma di autoespressione. Chi preme Restack non sta amplificando un contenuto altrui, sta usando le parole di qualcun altro per dire qualcosa di sé.
Ci sono quattro trigger che possono spingere chi ci legge a volerci ricondividere, quattro leve emotive che, se usate nel modo giusto, trasformano una Nota in qualcosa che qualcuno sente il bisogno di mettere sul suo feed.
Il primo trigger: il permesso
Le Note che danno il permesso funzionano quando nominano qualcosa che il lettore sente ma non si sente autorizzato a dire, qualcosa di molto specifico e leggermente scomodo, qualcosa su cui magari ha vissuto a lungo un conflitto interiore.
Chi fa Restack di una nota del genere sta rendendo pubblica una cosa che teneva privata e la pubblicazione, in qualche modo, la rende reale.
Questo tipo di nota non funziona se scrivi cose ovvie, se non c'è una tensione sottintesa, se chi legge non arriva a pensare “non avrei mai detto questa cosa ad alta voce” e poi la condivide proprio perché finalmente qualcuno l’ha detta al posto suo.
La domanda da farti è: cosa vorrebbe fare il mio lettore se nessuno lo stesse guardando?
Cosa sente ma non dice?
Cosa significherebbe, per lui, dirlo finalmente ad alta voce?
Il secondo trigger: la convinzione
Ci sono Note che mettono in parole qualcosa che chi legge sapeva già, che sentiva, che stava già provando, come una sensazione rimasta vaga fino al momento in cui la legge scritta da te con una precisione che non era riuscito a trovare da solo.
Il Restack qui significa “Ecco, finalmente qualcuno l’ha detto come avrei voluto dirlo io!”. Non è condivisione di un contenuto, è appropriazione di un modo di esprimersi e funziona benissimo su Substack proprio perché la community è fatta di persone che hanno già preso alcune posizioni, che hanno già scelto di stare qui invece che altrove, che hanno già capito che costruire una presenza editoriale richiede tempo e costanza.
Se riesci a nominare quelle convinzioni con precisione stai dando loro esattamente quello che stavano aspettando di ricondividere.
La domanda da farti è: cosa crede già il mio lettore che nessuno sta esprimendo con abbastanza chiarezza?
Qual è la frustrazione che si porta dietro e che io posso mettere in parole meglio di quanto abbia fatto lui?
Il terzo trigger: la tribù
Questo trigger funziona quando descrivi un tipo di persona con una precisione tale che chi si riconosce in quel testo non può fare altro che premere Restack pensando “Eccomi, sono questa qui, sono proprio io”.
Le Note tribù sono quelle che sembrano scritte per un pubblico ristretto, quelle in cui chi non appartiene a quella categoria specifica le legge e non capisce bene tutto quell’entusiasmo, ma è proprio lì che sta la loro forza. Le persone vogliono essere riconosciute e vogliono riconoscersi tra loro, e una descrizione abbastanza precisa da sembrare un inside joke è molto più potente di una descrizione ampia che si applica a tutti e quindi, in fondo, a nessuno.
La domanda da farti è: cosa rende il mio lettore diverso rispetto alla norma e perché quella cosa è in realtà il suo punto di forza?
Come posso descriverlo così bene da fargli pensare che è come se fossi nella sua testa?
Il quarto trigger: la dichiarazione
Ci sono, infine, le Note che parlano di scelte di vita, di un modo di essere, di una versione di sé che chi legge sta costruendo in silenzio e per cui non ha ancora trovato le parole giuste.
Le Note dichiarazione non sono motivazionali, non dicono “ce la puoi fare” o “credici”, ma dipingono un modo di stare al mondo con abbastanza precisione da far dire a chi legge “Sì, questo è quello che voglio e non mi vergogno di volerlo”.
Il Restack, in questo caso, è un impegno pubblico.
Le Note che funzionano meglio, a mio avviso, sono quelle che sembrano quasi banali in superficie, ma portano dentro un rifiuto silenzioso di qualcosa che il discorso dominante dà per scontato.
La domanda da farti è: verso quale versione di sé sta andando il mio lettore, anche se non lo dice?
Cosa dichiarerebbe se si sentisse abbastanza coraggiosa?
Come faccio a consegnarle le parole per farlo?
Usa due trigger nella stessa nota
Se vuoi che la tua Nota venga ricondivisa da molte persone usa due trigger insieme: una Nota che dà sia il permesso che è una dichiarazione o che unisce convinzione e tribù, in questo modo raddoppi la probabilità che qualcuno la senta così sua da volerla mettere sul suo feed.
Non è una formula magica e non devi impazzire per scrivere la Nota perfetta, semplicemente, se mentre scrivi hai la sensazione che sti andando in due direzioni contemporaneamente, non correggerla, potrebbe essere il segno che stai toccando qualcosa di più profondo.
Come scrivere le tue Note alla luce di tutto questo
Adesso non metterti al computer con il pensiero “Oggi scrivo una Note tribù”, perché sarebbe il modo perfetto per creare qualcosa di finto e artificioso che non innescherà nulla e non verrà restackato da nessuno.
Quello che devi fare è usare questi quattro trigger come lenti per leggere quello che hai già scritto, per capire perché certe Notes hanno funzionato e altre no, per riconoscere i tuoi pattern invece di copiare quelli degli altri.
Guarda le tue Note con più Restack e chiediti quale trigger hai stimolato, poi chiediti se stai scrivendo abbastanza Note che toccano quelle corde emotive o se ti stai limitando a contenuti utili e ben fatti che ottengono solo like e nessuna condivisione.
Qual è l'ultima nota che hai scritto e che è stata molto ricondivisa?
Parti da quella!



