La seconda domanda più gettonata tra le persone con cui lavoro alla strategia e set-up di Substack è: “posso usare Instagram per crescere su Substack?”
La risposta breve è sì!
Quella lunga è che, nel modo in cui la maggior parte delle persone lo stanno usando, no!
Oggi approfondiamo:
IG vs Substack: il fraintendimento più diffuso
I due modi in cui IG funziona per Substack
Perché IG non sta funzionando come vorresti
Come dovresti usare IG
Come differenziarti
Parte pratica: quello che dovresti fare con regolarità
Instagram vs Substack
Instagram è una piattaforma strutturata per “tenerti dentro”: ogni suo meccanismo, ogni scelta di design, ogni notifica esiste per farci continuare a scrollare, le persone che aprono Instagram lo fanno quasi sempre in modalità passiva, influenzate dal funzionamento del ciclo dopaminico aprono l’app in attesa di essere sorprese, divertite, consolate… senza dover fare praticamente nulla.
Substack è esattamente il contrario: iscriversi a una newsletter è un atto deliberato: “voglio ricevere nella mia casella di posta quello che scrive questa persona”, significa dare il proprio indirizzo email - l’equivalente digitale di darti il mio indirizzo di casa - significa scegliere attivamente di invitare qualcuno nella propria vita.
Quello che stai chiedendo a qualcuno che ti scopre su Instagram non è, quindi, un semplice clic in bio, gli stai chiedendo un cambio di stato mentale: dal ricevere passivamente informazioni a una scelta consapevole, è un cambiamento enorme, tra uno scroll e l’altro, non si fa per un post qualunque, deve sentirsi fortemente motivato.
Capire questo è il primo passo per cambiare il modo in cui usi Instagram per far crescere la tua pubblicazione su Substack.
I due modi in cui IG può funzionare per Substack
Instagram supporta la tua crescita su Substack attraverso due dinamiche:
il Traffico Diretto e la Relazione di Fiducia.
IL TRAFFICO DIRETTO
Molto semplicemente qualcuno vede un tuo contenuto, clicca il link in bio o uno story, arriva alla tua pagina Substack, le piace quello che vede e si iscrive. Succede, ma davvero poche volte ed è difficile da scalare perché dipende da una serie di fortunati eventi che devono verificarsi tutte insieme nello stesso momento.
LA COSTRUZIONE DI FIDUCIA
È a questo gioco che devi giocare!
Ha a che fare con tutte quelle persone che si iscrivono alla tua newsletter dopo averti seguito su Instagram per settimane o mesi, non ti danno la loro mail perché hai scritto la call to action giusta, lo fanno perché, ad un certo punto, si sono accorte di desiderare sapere ancora di più delle cose che condividi, che grazie a te sono riuscita a capire qualcosa che non riuscivano a spiegare, che stanno bene dopo averti letto per accumulo di valore!
Instagram svolge qui il ruolo fondamentale di incubatore di autorità: attraverso piccoli, costanti “assaggi” del tuo pensiero, dimostri la tua competenza e il tuo stile unico. Quando il desiderio di approfondire supera la barriera della pigrizia, l’iscrizione a Substack diventa una conseguenza naturale. Instagram è il luogo digitale in cui coltivi nuove conoscenze prima di invitarle a casa tua.
Perché IG non sta funzionando come vorresti
Se i tuoi contenuti su Instagram non si trasformano in lettori su Substack, probabilmente stai facendo uno o più di questi cinque errori strategici:
Stai regalando lo “spoiler” finale: se il tuo carosello riassume perfettamente l’intera newsletter, hai tolto l’incentivo al clic.
Un contenuto efficace su IG deve risolvere un problema immediato, ma lasciare aperta una domanda più grande a cui solo su Substack puoi rispondere.I tuoi contenuti non sono “Autosufficienti”: se per capire un tuo post serve contesto, serve sapere chi sei, serve sapere di cosa scrivi, quel contenuto non coinvolgerà chi ancora non ti conosce.
Ogni contenuto su Instagram deve avere senso anche per un perfetto sconosciuto.Soffri di “CTA Fatique”: inondare ogni didascalia con “Link in bio” o “Iscriviti ora” trasforma i tuoi contenuti in messaggi pubblicitari. Nel 2026, le persone ignorano i venditori e seguono le guide.
Riduci le richieste e aumenta il valore.Ignori il contesto della piattaforma: fare copia-incolla di un paragrafo della newsletter senza riadattarlo al ritmo visivo di Instagram lo farà apparire palesemente fuori posto.
Substack è approfondimento, Instagram è intuizione.Usi Instagram come un semplice cartello pubblicitario: se il tuo profilo esiste solo per annunciare “È uscito un nuovo post, leggilo qui!”, non stai offrendo un motivo per seguirti. Instagram non è una bacheca degli annunci, è il luogo in cui fai conoscere la tua voce, come pensi e quali sono i tuoi valori, è il luogo in cui convinci le persone che vale la pena portarti nella loro casella mail.
Come dovresti usare Instagram
Instagram deve fare tre cose per te, e solo tre!
La prima è farti trovare.
A oggi, i Reel e i Caroselli sono gli unici formati capaci di generare una reale Unconnected Reach, ovvero di farti apparire nei feed di chi ancora non ti segue.
I Reel agiscono come il tuo ufficio stampa: grazie alla musica e alla categorizzazione algoritmica, portano la tua voce a un pubblico vasto e nuovo.
I Caroselli, invece, sono il tuo biglietto da visita approfondito: offrendo più “punti di contatto” nella stessa sessione, aumentano drasticamente le probabilità che l’algoritmo riproponga il tuo contenuto a chi lo ha inizialmente ignorato.
Se non integri costantemente Reel e Caroselli nella tua strategia, stai parlando solo a chi ti conosce già e stai chiudendo le principali porte d’accesso ai tuoi potenziali nuovi lettori.
La seconda è farti capire.
Quando un potenziale lettore atterra sul tuo profilo, hai meno di dieci secondi per superare il test di pertinenza. In questo brevissimo lasso di tempo, la tua Bio, i tuoi Post in alto (Pinned) e l’estetica dei tuoi ultimi contenuti devono dichiarare chiaramente la tua identità intellettuale.
Non basta essere interessante: nel 2026 l’algoritmo e gli utenti premiano la Niche Authority: ogni elemento, dalle parole chiave nella Bio al tono delle tue didascalie, deve comunicare immediatamente il tuo territorio tematico, le domande che esplori e la tua prospettiva unica. Devi essere istantaneamente riconoscibile come professionista che pensa in modo specifico su un tema specifico. Se un utente non capisce subito cosa scriverai nella prossima newsletter, non si iscriverà mai.
La terza è farti ricordare.
La conversione da follower a lettore di Substack non è quasi mai un evento istantaneo, ma il risultato di una frequenza di condivisioni di qualità. Le persone non si iscrivono dopo il primo post, lo fanno quando la tua voce ha accumulato abbastanza “spazio mentale” da diventare un punto di riferimento affidabile.
Nel 2026, questo non richiede né viralità né perfezione estetica, ma coerenza algoritmica e umana. Devi apparire con regolarità non solo nei Feed, ma soprattutto nelle Storie e nei DM, dove si costruisce il rapporto di fiducia. La tua costanza nella pubblicazione educa l’algoritmo: più sarai coerente e costante e più Instagram darà priorità ai tuoi contenuti nel feed dei tuoi follower, garantendoti di restare presente nella loro testa finché non saranno pronti a cliccare su quel benedetto link in bio!
Come differenziarti: dalla curiosità all'autorevolezza
Esiste una differenza fondamentale tra essere percepiti come qualcuno di “interessante” e essere riconosciuti come “qualcuno che pensa meglio degli altri su un determinato argomento”.
Il primo tipo di contenuto genera Like e Salvataggi, segnali di apprezzamento momentaneo.
Il secondo genera iscritti alla newsletter, segnali di fiducia a lungo termine.
Quando pubblichi qualcosa che spinge chi ti vede/legge a dire: “Non avevo mai visto la questione da questo punto di vista” o “Ha dato forma a un pensiero che cercavo di esprimere da mesi”, stai costruendo la tua autorevolezza offrendo un angolo di esplorazione così specifico o originale da rendere la tua voce insostituibile.
Questo è il vero motore che sposta le persone su Substack: la certezza che, iscrivendosi, riceveranno quella specifica lente con cui guardare il mondo.
Instagram non è il luogo dove “vendere” la tua newsletter, ma dove far nascere la domanda a cui solo la tua newsletter può dare risposta.
Se questo passaggio non avviene, non sarà colpa all'algoritmo, della frequenza dei post o del numero di follower, il problema risiede nella percezione del tuo valore.
Parte pratica: quello che dovresti fare con regolarità
Adesso che sai cosa funziona su Instagram traduciamo tutto in azioni pratiche, possibilmente senza esaurirci, perché il rischio più grande non è usare male Instagram, è usarlo bene per tre settimane e poi sparire.
Instagram non è un elenco di formati, ma un intreccio di tre movimenti continui:
Essere Trovata (Discovery).
I Reel siano i tuoi “varchi” pubblici: pensali come piccoli frammenti del tuo modo di vedere le cose attraverso cui uno sconosciuto può “inciampare” nel tuo pensiero.Essere Capita (Clarity)
Quando qualcuno atterra sul tuo profilo, la chiarezza è la tua prima forma di autorevolezza. La confusione e la distrazione sono i tuoi competitor, devi far capire cosa puoi offrire di utile nei primi secondi.Essere Ricordata (Connection)
Questa è la parte lenta: le persone non si iscrivono quando ti scoprono, ma quando ti conoscono e riconoscono. La familiarità nasce dalla continuità di una voce coerente, anche se non perfetta.
Un altro aspetto che cambia molto il risultato finale è da dove inizi a parlare del tuo contenuto. La tentazione è sempre partire da quello che vuoi dire, mentre su Instagram funziona molto di più partire da qualcosa che incuriosisce chi sta scrollando con disattenzione: da quella prima frase, da quell’apertura che non spiega ma attira l’attenzione, che crea una piccola frizione dentro lo scroll e costringe chi legge a fermarsi un secondo in più, e quel secondo in più sul tuo post o reel: si è il famoso Hook o gancio di 3 secondi che noi abitanti di Substack disprezziamo con un leggero snobbismo! ;)
Per farcelo piacere un po’ di più prova a non scrivere frasi “urlate” o provocatorie, ma molto molto precise, più un’idea è nitida, più riesce a farsi notare.
Da qui deriva anche un’altra scelta tecnica a un primo sguardo, ma, in realtà, profondamente strategica: quante cose dire in un contenuto.
Ogni volta che provi a mettere più idee nello stesso post stai chiedendo a chi legge uno sforzo maggiore e lo sforzo su Instagram diventa subito distrazione e perdi l’attenzione delle persone; se invece ti concentri su un solo punto, anche semplice, ma lo esprimi con chiarezza e autorevolezza, diventi interessante e le persone torneranno.
C’è poi da considerare la chiusura del tuo post, quello che farà rimanere le persone su IG o le sposterà verso Substack. Se il tuo contenuto è autoconclusivo, stai facendo un buon contenuto per quella piattaforma, ma non stai dando un buon motivo per andare oltre, mentre se lasci un desiderio di ulteriore informazione, qualcosa che non è ancora completamente risolto, non stai trattenendo valore, stai semplicemente rispettando il fatto che ogni piattaforma ha il suo livello di profondità.
Passiamo alle stories: sono il tuo spazio più intimo, parlano a chi ti ha già scelto. Qui puoi essere esplicita, mostrare il dietro le quinte della scrittura e inserire link senza che sembrino forzature, diventano il punto di passaggio più naturale.
Anche la bio, che spesso viene trattata come un dettaglio, in realtà è una delle parti più importanti, è il luogo in cui una persona che ti scopre capisce chi sei e se è nel posto giusto oppure no.
Non essere ambigua, non usare frasi generiche ed evita le descrizioni che potrebbero essere sovraestese a chiunque.
Un altro errore è usare parole che funzionano solo dentro la tua bolla, come il nome della piattaforma stessa: meglio dire vai alla mia newsletter che vai al mio Substack, perché rischi il “Sabstache?”
Poi c’è il ritmo, che non è una questione di frequenza ideale ma di riconoscibilità, perché le persone si fidano più facilmente di ciò che riescono a prevedere, anche solo in parte, e quando il tuo modo di pubblicare diventa prevedibile, anche senza dichiararlo, inizi a costruire una relazione che non dipende dal singolo contenuto ma dal tempo passato insieme.
Se guardi i segnali che arrivano da Instagram, anche nelle indicazioni ufficiali di Mosseri, torna sempre l’importanza della presenza percepita, che conta decisamente più dei numeri.
Non tutto quello che pubblichi deve convertire, alcuni contenuti servono solo a farti esistere nella testa di qualcuno nel modo giusto. Se ti concentri solo sui clic, ti sembrerà di fallire, mentre se guardi chi salva, chi condivide e chi torna, vedrai che stai costruendo una relazione, non solo una lista email.
Se questo succede, il resto diventa una conseguenza.
Divertiti e fai cose belle!
Elisa Scagnetti



