Perché non morirò di stenti in Alaska...forse!
Because I won't die of starvation in Alaska...maybe!
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Perché non morirò di stenti in Alaska...forse!
Giovedì ho tenuto un talk per la community di Wordpress Torino in cui ho risposto all’annosa questione del “come trovare clienti quando si lavora da remoto”.
Tra le varie tematiche è emersa quella della solitudine, sia quando si lavora da casa che quando si viaggia da soli come faccio io.
Una domanda legittima, considerato che spesso la solitudine è vista come qualcosa da cui fuggire. Ma la realtà è molto diversa.
Di questo tema, e di molto altro, ho parlato nella mia “Intervista Nomade” di questo mese con ILARIA GIANFAGNA che puoi vedere qui!
Confrontandomi con Ilaria ci siamo rese conto che, quando diciamo che viaggiamo da sole, c’è sempre qualcuno che ci guarda con preoccupazione, come se fossimo delle fotoreporter di guerra e stessimo per partire per i luoghi più pericolosi del pianeta o come se fossimo condannate a finire disperse tra le montagne dell’Alaska, morendo di stenti all’interno del nostro “magic bus” in stile Into the Wild.
I timori sono quasi sempre gli stessi: “Ma non hai paura?”, “E se ti succede qualcosa?”, o il classico: “Non ti senti sola?”. È come se l’idea di viaggiare senza compagnia - soprattutto se si è donne - fosse sinonimo di pericolo imminente o di un tragico destino.
Eppure, la realtà è ben diversa. Viaggiare da soli non significa né mettersi in situazioni estreme né rischiare l’isolamento totale. Molte delle persone con cui mi confronto immagina scenari catastrofici, ma viaggiare in solitaria, soprattutto oggi, è un’esperienza molto più sicura e gestibile di quanto si creda. Ovviamente, ci sono accortezze da prendere – come ci sono anche nella città in cui vivi – ma non significa essere a un passo dal diventare la protagonista di un podcast true crime.
La verità è che quando viaggio da sola non sono mai davvero sola.
Pianifico le mie giornate lavorative, scelgo dove andare e con chi interagire e, invece di trovarmi in terre desolate, spesso finisco per scoprire luoghi pieni di vita, storie e incontri autentici che nascono spontaneamente.
Il tempo e le esperienze mi hanno insegnato che, invece di temere che qualcuno possa rubarmi lo zaino - quante volte me l’hanno chiesto al mio ritorno dal Cammino di Santiago - o che mi perderò in qualche metropoli straniera, viaggiare da sola significa trovare libertà, non pericoli.
E per quanto riguarda la solitudine?
Premesso che io adoro la solitudine, da non confondere con l’isolamento, viaggiare da sola mi ha fatto fare pace con il mio non sentirmi a casa in nessun luogo.
Tantissime volte ho sentito viaggiatori dire di sentirsi a casa ovunque, per me è il contrario, nessun luogo mi trattiene abbastanza a lungo da farlo diventare parte di me, non mi sento a casa mai, ho una perenne spinta interiore a partire, scoprire, conoscere luoghi e persone nuove e questo fa si che la solitudine non sia mai stata una condanna, ma uno spazio in cui crescere e ritrovare il piacere di essere completamente se stessi.
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Da leggere
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Grazie, bellissima intervista 🙏