Pronta a scrivere la tua "About Page"?
Parliamo della pagina più sottovalutata e allo stesso tempo più potente di tutto Substack
Parliamo della pagina più sottovalutata e allo stesso tempo più potente di tutto Substack: l’About Page, o come la troviamo nella versione italiana “Informazioni”.
È importante per chi ti legge dall’app e per chi arriva da desktop, ma soprattutto è uno spazio che devi considerare sempre vivo e in evoluzione - cresce con te!
Non pensarla a una “formalità”, l’ho compilata, me la posso dimenticare e non impazzire se non ti sembra “abbastanza”. È normale, all’inizio, avere solo poche righe, l’importante è non lasciare il testo predefinito di Substack: quello spazio è tuo, è tra le cose che danno la tua prima impressione, è dove le persone vanno e tornano.
Ci tornano dopo aver ricevuto una tua email, dopo aver letto un post, dopo aver cliccato Subscribe, tornano per capire meglio cosa hanno scelto di leggere e chi hanno deciso di seguire.
Qui va chiarita subito una cosa: l’About/Informazioni non è un curriculum, non serve a dimostrare quanto sei brav* o tutto quello che hai fatto nella vita; conta molto di più ciò che il lettore sperimenterà qui, dentro il tuo Substack, piuttosto che una lista di certificazioni e titoli. Qui è dove i tuoi nuovi lettori devono sentire, in modo chiaro e rassicurante, che questo spazio è fatto per lui o per lei.
Substack lo dice in modo molto semplice: la pagina About dovrebbe spiegare in modo chiaro quali sono i benefici derivanti dalla lettura della tua pubblicazione. Non parla di te, parla di come chi legge si sentirà, di cosa porterà a casa, di cosa cambierà leggendo quello che scrivi.
Non “scrivo di”, ma “qui succede questo”.
Una buona pagina About/Informazioni include alcune cose essenziali:
Una foto e un messaggio di benvenuto, per creare subito un contatto umano.
I benefici concreti della lettura del tuo Substack, cosa impareranno, cosa sentiranno, come evolverà il loro punto di vista.
Una spiegazione chiara di cosa ricevono gli iscritti gratuiti e quelli a pagamento, per esempio articoli, contenuti esclusivi, workshop, audio, riflessioni più intime, e soprattutto perché tutto questo ha valore.
Funziona molto bene usare titoli e liste puntate, perché aiutano chi scorre veloce e chi legge con attenzione.
Gli iscritti a pagamento ricevono qualcosa di preciso, ma anche un certo tipo di esperienza.
Gli iscritti gratuiti ricevono altro, e va benissimo così.
Aggiungi poi qualcosa su di te, solo nella misura in cui serve a dare contesto alla newsletter, e una foto tua, dei tuoi animali o di qualcosa che ti rappresenta davvero.
La lunghezza perfetta dell’About non esiste, esiste la lunghezza giusta per te.
Ci sono però alcune cose che non dovrebbero mancare:
una minima forma di social proof,
un pulsante Subscribe ben visibile,
il tuo nome autore sempre chiaro.
Evita di inserire troppi link nella parte iniziale, quelli puoi usarli nella Welcome email, dove hanno molto più senso, qui il focus è uno solo, far sentire chi legge nel posto giusto.
Quando scrivi, considera il tuo stile: emoji sì o no, punti elenco, spaziature, ritmo...
Immagina tre tipi di lettore: chi scorre veloce, chi legge ogni parola, chi decide di iscriversi già alla prima frase. Tutti e tre stanno già arrivando a te, in modi diversi.
Ora, la parte pratica, come si crea concretamente una pagina About/Informazioni.
Prima di aprire Substack e metterti a scrivere, fermati, non partire dalla pagina bianca, inizia dalle domande che trovi qui sotto: imposta un timer di 20 minuti e scrivi solo un elenco puntato, senza frasi eleganti, senza ordine, senza giudizio, rispondi a queste domande anche in modo disordinato.
Come voglio accogliere chi arriva qui?
Dove sono mentre scrivo, in che fase della mia vita o del mio lavoro?
Perché sto scrivendo su Substack proprio adesso?
Chi spero che si senta a casa leggendo?
Cosa riceve chi si iscrive gratuitamente?
Cosa cambia per chi sceglie l’abbonamento a pagamento?
Che tipo di esperienza sto offrendo, oltre ai contenuti?
Cosa rende questo spazio diverso da altri simili?
Cosa potrebbe far capire subito a qualcuno che non è il posto giusto per lui, ed è un bene così?
Non è un CV.
Puoi scrivere di animali, luoghi, ritmi, ossessioni, domande aperte.
Tutto quello che aiuta a capire la direzione della tua pubblicazione.
Quando hai finito, torni al testo vero e proprio.
Inizialmente puoi puntare a scrivere l’About in tre paragrafi, sono più che sufficienti e ti tolgono l’ansia di dover scrivere “la versione definitiva”.
Una struttura che funziona quasi sempre è questa: un’apertura e un invito, dove sei, cosa succede qui, perché esiste questo spazio. Poi i benefici: cosa riceve chi legge, cosa cambia nel tempo, che tipo di compagnia offri. Infine contesto e scelta: qualcosa su di te, cosa trovano free e paid, invito chiaro a iscriversi.
Modifica, salva, e torna a curare i dettagli quando avrai più tempo.
Altre cose che non dovrebbero mancare oltre a quelle che ti ho già indicato qui sopra:
Una foto che crei contatto umano, tu o qualcosa che ti rappresenta davvero.
Benefici chiari, anche emotivi, non solo pratici.
Una distinzione comprensibile tra iscrizione gratuita e a pagamento.
Un po’ di testimonianze o una qualche forma di social proof.
Un pulsante “Subscribe” bello evidente.
Un buon esercizio se non sai da dove iniziare è leggere 5/10 About page di altre pubblicazioni e chiederti: come mi fa sentire questa pagina? Mi orienta o mi confonde? Mi invita o mi respinge? L’obiettivo non è copiare le altre pagine, ma capire l’effetto che ti provoca per aiutarti a scrivere la tua.
Una cosa importante che spesso ci dimentichiamo: la pagina About/Informazioni non serve solo a farti conoscere, serve a far iscrivere i lettori alla tua newsletter, a farli restare e tornare.
Ricorda di tornare a leggerla e aggiornarla regolarmente, io, per esempio, la rivedo circa ogni tre mesi, cambiano le parole, cambiano le immagini, cambia il punto di vista… È normale!
L’unica cosa davvero importante è NON lasciare il messaggio standard di Substack, perché è lì, proprio nella About Page/Informazioni, che inizia la relazione.


