Qualche mese fa, quando Substack ha introdotto i Subscriber Perks, ho deciso di utilizzarli anche per la mia pubblicazione.
Avevo già diverse risorse che potevo mettere a disposizione degli abbonati a pagamento e mi sembrava una buona occasione per raccoglierle in un unico spazio, rendendole più semplici da trovare e utilizzare.
Oggi, se aprite la pagina dei Subscriber Perks di Chiacchiere con Elisa, trovate tre risorse: uno Starter Kit per lanciare una newsletter su Substack, una masterclass dedicata alla piattaforma e una Roadmap di Business e Marketing.
Ora, il motivo per cui vi racconto questa cosa è che, quando parliamo di abbonamenti a pagamento, finiamo spesso per concentrarci su cosa aggiungere alla nostra offerta: da articoli più approfonditi alle dirette mensili, magari un e-book, una community o chat privata, magari uno sconto, etc… etc…
Ogni nuova risorsa che ci viene in mente ci sembra un buon modo per rendere l’abbonamento più interessante, ora mi chiedo e vi chiedo:
Ma siamo proprio sicure che sia sempre così?
Mi sono accorta, ed è un errore che ho fatto io per prima, che a un certo punto arriviamo ad avere un’offerta piena di cose esclusive che, però, le persone fanno fatica a comprendere, trovare o utilizzare.
I Subscriber Perks arrivano in nostro aiuto, permettendoci di fare ordine e organizzare meglio quello che offriamo, evitando di ritrovarci a guardarci intorno confusi, tipo Vincent Vega a casa di Mia Wallace.
Prima di farti vedere come configurarli, però, ragioniamo un attimo su quali risorse abbiano davvero senso per la nostra pubblicazione.

Partiamo dalle basi: cosa sono i Subscriber Perks?
I Subscriber Perks sono una funzionalità introdotta da Substack nel luglio 2026 che permette agli autori e alle autrici di offrire vantaggi aggiuntivi alle persone che sottoscrivono un abbonamento a pagamento.
Possiamo utilizzarli per mettere a disposizione risorse digitali, codici sconto, accessi a community, eventi e altri materiali e ciò che mi piace maggiormente è la chiarezza che ci aiutano a ottenere: infatti vengono raccolti in un’unica pagina dedicata, accessibile direttamente dal menu della pubblicazione ed è visibile anche alle persone che non hanno ancora un abbonamento a pagamento.
Il vantaggio è palese: chi arriva sulla nostra pubblicazione può vedere cosa offriamo, leggere tutte le descrizioni e quindi avere le idee più chiare su cosa ottiene abbonandosi.
Capisci che quindi possiamo utilizzare i Perks per organizzare le risorse e, allo stesso tempo, rendere più comprensibile l’offerta paid, è un po’ la nostra vetrina.
NOTA BENE
Questa funzione NON sostituisce gli articoli a pagamento e non è indispensabile per monetizzare una pubblicazione.
Se il valore del nostro abbonamento consiste principalmente nei contenuti editoriali riservati ai lettori, possiamo continuare a utilizzare il caro buon vecchio paywall.
I Perks diventano particolarmente utili quando vogliamo offrire anche qualcosa di diverso dagli articoli.
Tutto bello, quindi cosa offriamo?
Venghino signori venghino!
Substack ci permette di creare cinque tipologie di Perks:
1. Risorse digitali scaricabili: e-book, guide, PDF, workbook, etc...
2. Codici sconto da utilizzare su siti o servizi esterni.
3. Accessi a community private: inviti a spazi riservati come una community su Discord.
4. Collegamenti a risorse ed eventi esterni: si possono indirizzare gli abbonati verso strumenti, materiali o incontri ospitati su altre piattaforme.
5. Video Live su Substack dando accesso a dirette future riservate agli abbonati.
Come sempre Substack ci dà diverse opzioni, sta a noi selezionare quelle che funzionano meglio per la nostra pubblicazione, non facciamo che se ci sono 100 opzioni allora le utilizziamo tutte, anzi, prima di creare i vostri Perks, magari, facciamo una verifica di quello che già state offrendo.
Come creare un Subscriber Perk, step by step
Prima di tutto, per utilizzare questa funzione dobbiamo avere attivato gli abbonamenti a pagamento sulla nostra pubblicazione, altrimenti proprio non vediamo il pulsante “gestisci”. Una volta attivati gli abbonamenti a pagamento, collegato Stripe, magari già descritto i vantaggi previsti per ogni piano, possiamo procedere.
1. Apriamo le impostazioni
Dal Pannello di controllo apriamo le impostazioni della pubblicazione e andiamo alla voce Pagamenti e cerchiamo Vantaggi per abbonati o Subscriber Perks.
Clicchiamo su Manage/Gestisci.

2. Scegliamo il tipo di vantaggio
Clicchiamo su Create Perk o Crea Vantaggio e scegliamo tra le opzioni che abbiamo visto sopra.
3. Prepariamo la presentazione
Per ogni vantaggio dobbiamo inserire un titolo, una descrizione e un’immagine, mi raccomando rispettate le dimensioni dell’immagine indicate altrimenti non ve la carica (dimensione minima di 1200 × 800 pixel).
Ovviamente dedicate a questa parte il tempo che serve, capite anche voi che chiamare una risorsa “Workbook esclusivo” non benissimo!
Spieghiamo cosa contiene, com’è organizzato, per chi è, come può aiutare chi lo scarica e altre cose che sapete meglio di me!
4. Scegliamo chi può accedere
Possiamo decidere di riservare il Perk a:
Tutti gli abbonati a pagamento.
Abbonati annuali e Sponsor/Founding Members.
Soltanto Sponsor/Founding Members.
Possiamo anche utilizzare l’opzione dedicata ai nuovi abbonati, configurando le condizioni di accesso previste.
In questo modo possiamo differenziare i vantaggi in base al piano sottoscritto.
5. Pubblichiamo
Una volta completata la configurazione, clicchiamo su Publish/Pubblica e il Perk o vantaggio comparirà nella pagina Perks della nostra pubblicazione.
Possiamo condividere anche il collegamento diretto al singolo Perk.
NOTA BENE
Dalle impostazioni del sito possiamo anche modificare la voce di menù. Infatti, se avete Substack in italiano non esce Perks, ma Vantaggi, se lo desiderate potete modificare come ho fatto io, chiamarlo in millemila altri modi che piacciono a voi o anche nascondere direttamente la voce.
Ora, cosa succede dall’altra parte?
Le persone che hanno un abbonamento a pagamento alle mie Chiacchiere, per esempio, devono solo cliccare su Unlock/Sblocca e avranno accesso alla risorsa, chi, invece, non è ancora abbonato a pagamento verrà reindirizzato sulla pagina degli abbonamenti per iscriversi, questa per intenderci.
Alcune info importanti:
la funzione è disponibile sul sito web e non direttamente nell’app Substack
gli abbonamenti ricevuti in regalo per un tempo limitato, quelli diciamo di prova, non consentono di riscattare i Perks
quando una persona riscatta un Perks, deve accettare le condizioni relative ai rimborsi: secondo la procedura ordinaria di Substack, l’abbonamento diventa non rimborsabile, anche se l’autore può comunque decidere di concedere un rimborso.

Come utilizzare i Perks nella propria strategia di monetizzazione?
Adesso che abbiamo capito come funzionano, chiediamoci:
quali vantaggi ha senso offrire?
Abbiamo visto che, tecnicamente, possiamo creare diversi Perks in davvero poco tempo, ma come sempre ci vuole un minimo di strategia per decidere quali utilizzare poi nella pratica e lo farei partendo da tre possibili obiettivi.
1. Rendere più desiderabile l’abbonamento
Possiamo utilizzare i Perks per offrire una risorsa che dia un ulteriore buon motivo per sottoscrivere un abbonamento: pensate a una newsletter dedicata alla scrittura che mette a disposizione un archivio di esercizi oppure a una pubblicazione professionale che offre modelli di lavoro scaricabili.
Ovviamente il vantaggio è interessante quando risponde a un bisogno o un desiderio reale delle persone che leggono, non facciamo l’errore di dare per scontato che aggiungere una risorsa aumenti automaticamente le conversioni, cerchiamo prima di capire quanto quella risorsa sia davvero desiderata dal nostro pubblico.
2. Differenziare i piani di abbonamento
Possiamo utilizzare i Perks per distinguere quello che offriamo agli abbonati mensili, annuali e Sponsor/Founding Members.
Per esempio, potremmo rendere disponibile una guida a tutti gli abbonati a pagamento e riservare un incontro esclusivo agli annuali e agli Sponsor/Founding Members, in questo caso il Perk aiuta a rendere più visibile la differenza tra i piani (naturalmente dobbiamo anche chiederci se questa differenza abbia senso per le persone che vogliamo raggiungere).
3. Aumentare il valore dell’abbonamento nel tempo
Un’altra possibilità è utilizzare i Perks per costruire un archivio di risorse che gli abbonati possono consultare quando ne hanno bisogno ed è un approccio particolarmente interessante per le pubblicazioni che producono tanti strumenti, materiali formativi o approfondimenti verticali.
Un esempio è quello di H Heuristics che ha creato una vera e propria biblioteca specialistica. Se andate a visitare la pagina Perks di questa pubblicazione noterete subito come ha utilizzato questa funzione per raccogliere al suo interno numerose risorse: dashboard interattive, strumenti di analisi, rapporti di ricerca, simulatori dedicati a temi economici, ambientali e sociali… a oggi ci sono più di 30 Perks.
Un abbonato può quindi trovare facilmente nella pagina Perks tutti gli strumenti e le risorse riservate, mentre nella homepage continua a trovare gli articoli gratuiti e quelli dietro paywall.
Esiste un numero ideale di Perks disponibili?
Se confrontiamo la mia pagina dei Perks e quella di H Heuristics vediamo subito come la mia contiene un decimo delle risorse di H Heuristics e quindi potremmo chiederci: quale approccio funziona meglio?
E indovinate un po’ cosa vi risponde la Scagnetti del vostro cuore?
Dipende!
Tra l’altro da un sacco di cose dipende: dal tipo di pubblicazione, dai bisogni del pubblico, dalle risorse che abbiamo a disposizione, dal tempo che si ha per crearne di nuove…
In linea di massima direi:
se avete già una biblioteca di strumenti all’interno di Substack e riservati agli abbonati a pagamento, sicuramente utilizzare i Perks vi permette di organizzare tutto meglio e mi sembra una scelta molto sensata
se, invece, dovete creare tutto da zero iniziate con risorse di alto valore per il vostro pubblico, in questo modo puntate sulla qualità invece che sulla quantità e fate sempre e comunque la vostra sporca figura!
Non esiste, chiaramente, un numero ideale di Perks per questo mi concentrerei sul valore aggiunto che i vari vantaggi possono dare alle persone che hanno scelto di pagare per la vostra pubblicazione.

Ora, visto che io lo so che vi prendete bene e vi mettete a creare Perks come se non ci fosse un domani vediamo se servono davvero e cosa serve davvero.
Domanda 1: il Perk che volete creare o condividere risponde a un bisogno o desiderio reale di chi vi legge?
Potete creare il workbook di ricette natalizie più bello del mondo, ma se chi vi legge sono io, che non cucino neanche sotto tortura, difficilmente lo troverò interessante e deciderò di passare a un abbonamento a pagamento.
Partite quindi dalle domande che ricevete più spesso, dai problemi che emergono nelle conversazioni, dagli argomenti che generano maggiore condivisione nelle Notes.
Domanda 2: è coerente con la vostra pubblicazione?
Perché, vedi sopra, se domani mi metto a proporvi il workbook di ricette natalizie non solo mi chiamate per sapere se mi hanno rapita ed è un messaggio di aiuto, ma sto andando fuori dalla promessa editoriale che vi ho fatto quando vi siete iscritte.
Domanda 3: potete, verosimilmente, mantenere l’impegno preso nel tempo?
Questa domanda non vale per tutti i Perks, se pubblico un workbook, o il mio Substack Starter Kit, una volta fatto non mi impegna nel tempo, ma se inizio a proporre un calendario editoriale al mese, una diretta al mese, una chat riservata alla settimana e così via allora devo essere sicura di avere il tempo di stare dietro a tutto.
Inoltre ci potrebbero essere dei vantaggi il cui impegno a livello di tempo aumenta in modo proporzionale all’aumentare degli abbonati, occhio! Prima di aggiungere un vantaggio valutate bene il tempo necessario per produrlo e mantenerlo.
Come facciamo a capire se i nostri Subscriber Perks stanno funzionando?
Una volta pubblicati i Perks, possiamo monitorare come vengono utilizzati, ma non farei l’errore di considerare un eventuale aumento degli abbonati come una conseguenza diretta dei Perks. Le conversioni dipendono da molti fattori: qualità dei contenuti, prezzo, distribuzione, relazione con il pubblico, offerta complessiva, etc...
Per capire davvero se i vostri Perks stanno contribuendo alla crescita della vostra pubblicazione partirei dalla raccolta di questi dati:
quali risorse vengono effettivamente utilizzate dai vostri iscritti?
Quali Perks hanno generato domande o riscontri?
Quando chiedete ai vostri iscritti perché hanno scelto di diventare abbonati a pagamento, citano tre motivi anche i Perks?
Ci sono risorse che avete creato, ma quando ne parlate nessuno sembra conoscerle?
Quando disponibili, potete utilizzare anche i dati relativi all’utilizzo delle risorse, ma, a mio parere, il modo migliore per capire quanto i Perks incidano sulla decisione di abbonarsi è chiedere direttamente alle persone quali vantaggi hanno trovato utili o le hanno convinte a sottoscrivere un abbonamento.
Prima di salutarti ti lascio un esercizio da fare prima di creare un nuovo Perk
Se hai già attivato gli abbonamenti a pagamento, apri la pagina in cui presenti la tua offerta, leggila come se non la conoscessi, come se fossi un nuovo iscritto che arriva lì per la prima volta:
riesci a capire quali vantaggi sono inclusi?
Le descrizioni spiegano chiaramente per chi sono e come possono essere utilizzati?
Ci sono risorse che hai già creato ma che non si riescono a trovare facilmente?
Hai promesso ai tuoi abbonati qualcosa che oggi ti richiede troppo tempo rispetto al valore che produce?
Se dovessi eliminare metà dei Perks che offri, quali terresti perché sai che sono davvero utili per le persone che ti leggono?
Quando iniziamo a monetizzare una pubblicazione è facile convincerci che, per rendere più desiderabile un abbonamento, dobbiamo continuare ad aggiungere, aggiungere, aggiungere, la verità è che non è sempre così: avete presente la storia della qualità sulla quantità? Ecco!
I Subscriber Perks possono aiutarci a organizzare le risorse, renderle più visibili e differenziare gli abbonamenti, ma prima è necessario capire cosa ha davvero senso proporre e quanto tempo abbiamo per mantenere nel medio e lungo periodo.
Come sempre, se hai trovato utile questo argomento o la mia pubblicazione mi fai un regalo enorme condividendolo con le persone che potrebbero essere interessate. 🫶🏼
Se hai domande, dubbi o vuoi raccontarmi come sta andando su Substack, scrivilo nei commenti o in privato, mi fa piacere leggerti!
Per oggi è tutto, ci vediamo su Instagram per continuare a Chiacchierare
Divertiti e fai cose belle!
Elisa Scagnetti
PS:
Qui uso spesso il femminile sovraesteso e non censuro le parolacce!
Inoltre questa newsletter è gratuita ed è distribuita con una licenza CC0, che significa che puoi farne quello che vuoi anche senza citarmi: più idee condividiamo, più pensieri siamo in grado di fare.






