Per anni ho separato la mia attività di invio delle newsletter su Substack da quella di e-mail marketing su Mailerlite perchè, se avessi voluto anche solo scrivere una mail da Substack escludendo, ad esempio, le persone già clienti da quelle potenziali, avrei dovuto farlo a mano o rinunciarvi del tutto: o scrivevo a tutti o non scrivevo a nessuno in modo mirato.
Finalmente non è più così!
L’introduzione di tag e segmenti trasforma Substack da semplice piattaforma per newsletter e articoli in una vera e propria piattaforma di e-mail marketing, non ancora al livello dei provider che lo fanno da ancora prima che Substack esistesse, ma la direzione è chiara e anche questa novità, come le altre arrivate nell’estate del 2026, ci permette di gestire con più cura le relazioni con i singoli iscritti, soddisfando le esigenze reali delle persone in modo più verticale, invece che scrivere a tutti i nostri iscritti in modo indistinto.
Se nella tua vita professionale hai già usato Mailerlite, Mailchimp o ConvertKit, la struttura potrebbe sembrerti familiare.
I tag sono etichette che assegni a un iscritto, le vedi solo tu e ti permettono di filtrare la tua lista secondo i parametri che più ti sono funzionali. È una funzione diversa, anche se affine, rispetto ai contenuti specifici per il pubblico.
Nella pratica, ad esempio, puoi scrivere a un pubblico di potenziali clienti escludendo dall’invio tutte le persone non interessate ai tuoi prodotti e servizi, così da non fargli vedere messaggi di vendita che non li riguardano.
I tag si possono aggiungere in tre modi:
durante l’importazione di una lista,
taggando in blocco un gruppo di iscritti già presenti,
su un singolo profilo alla volta.
I segmenti sono filtri che si aggiornano continuamente a seconda di come cambiano le caratteristiche dei tuoi iscritti: se, ad esempio, costruisci un segmento con gli iscritti italiani a pagamento, chiunque si abboni domani e risulta abitare in Italia, entrerà automaticamente nella lista senza che tu debba fare nulla.
Oppure puoi pubblicare un post che resta visibile a tutti sulla homepage, ma decidere di inviarlo via mail solo a un segmento specifico. Questo significa che puoi scrivere di più, in modo più personalizzato e senza intasare la casella di posta di chi non è interessato a quel contenuto nello specifico.
Come usare tag e segmenti in modo strategico
Lo so che la tentazione di provare subito le novità è alta, ti vedo già pronta a taggare e segmentare tutto e tutti, ma prima è meglio chiarirsi le idee su come ti serve davvero suddividere i tuoi iscritti.
Pensa ai tag come a una qualifica progressiva del tuo pubblico: un iscritto che ha partecipato a una diretta, poi ha risposto a una tua email, poi ha comprato qualcosa, può accumulare più tag nel tempo e ogni tag racconta un pezzo del suo percorso con te, da lì puoi costruire segmenti che si aggiornano da soli.
Ad esempio, chi ha fatto tutti e tre questi passaggi diventa automaticamente un segmento “pronto a comprare”, invece di dover rifare manualmente quella selezione ogni volta che vuoi scrivere un’offerta di vendita.
I primi tag che ha senso creare sono diversi per ogni realtà, ma sono sempre quelli che rispondono alle domande che già almeno una volta ti sei fatta osservando la tua lista di iscritti.
Questo aggiornamento ci mostrano sempre di più come Substack voglia diventare un luogo in cui le relazioni sono al centro della crescita della pubblicazioni.
Se vuoi che Substack non sia solo l’ennesimo social, ma vuoi imparare a usarlo al meglio senza andare per tentativi ed errori, potrebbe essere il momento di passare a un abboanemnto a pagamento e accedere a tutti i contenuti esclusivi e alle dirette strategiche.
Divertiti e fai cose belle!
Elisa Scagnetti


