Chiacchieriamo di identità e coerenza per i trent'anni dei Subsonica
…oltre a idee, strategie e Substack tip!
Mercoledì 1 aprile alle 22:32 le OGR si sono riempite di tutti i nostri sbagli.
Tremila persone che urlano “sei tutti i miei sbagli” a squarciagola, tremila voci che si fondono in una sola, tremila storie diverse che per un momento condividono lo stesso ritornello e ognuna di quelle persone stava pensando ai propri errori, a quelli che le hanno attraversate come una folata di vento freddo e improvviso e a quelli che le hanno cambiate per sempre. Li odiamo quegli sbagli e, allo stesso tempo, li rivendichiamo, perché sono i nostri errori, perché senza di loro non saremmo qui, non saremmo chi siamo.
E quella canzone del 1999 lo sapeva già!
Potrei dirti che il concerto per i 30 anni dei Subsonica è stato un viaggio nei ricordi, che certe canzoni mi hanno riportata indietro, che per un attimo ho avuto vent’anni di nuovo …e poi trenta …e poi quaranta, ma non è questo il punto!
Il punto è che una canzone scritta ventisei anni fa stava parlando a tremila persone contemporaneamente, ognuna con la propria versione di quella storia, ognuna con i propri sbagli specifici e irripetibili e per tutti aveva senso in modo uguale e unico allo stesso tempo e non perché fosse vaga, ma perché era stata scritta da qualcuno che sapeva esattamente da dove stava parlando.
Come fanno?
Come hanno fatto i Subsonica, in trent’anni, a cambiare tutto il cambiabile pur rimandendo fedeli a loro stessi? Il suono si è evoluto, i riferimenti culturali si sono allargati, l’ultimo album “Terre Rare” è nato da un viaggio in Marocco, da strumenti che non avevano mai usato, da jam con musicisti Gnawa ad Essaouira, da una tensione politica esplicita che parla di guerre, migrazioni, confini, eppure quando li ascolti, li riconosci immediatamente.
I Subsonica non suonano sempre uguale, ma suonano partendo sempre dallo stesso luogo: la necessità di raccontare. Citando un’intervista recente, Boosta ha dichiarato che il rischio non esiste se fai quello che ami, che la coerenza non è prudenza, ma la forma più radicale di libertà.
Se guardiamo come hanno costruito questo trentennale, forse il punto è proprio questo: quattro concerti alle OGR di Torino, tutti sold out, tutti con scalette diverse, con il bassista sul palco a suonare i pezzi del primo album con gli stessi strumenti di allora, con una mostra antologica inclusa nel biglietto, con i dj set della band dopo ogni concerto, con una settimana di eventi diffusi per tutta la città. Non hanno fatto un tour nei palazzetti, hanno scelto Torino, le loro radici, il luogo da cui tutto è partito e lo hanno trasformato in un’esperienza che esiste solo se sei lì a viverla.
Non stanno celebrando il passato, stanno usando il passato come strumento per farci sentire vive nel presente.
E qui arrivo a te!
Hai una storia, anni di lavoro, di scelte, di sbagli, di cose che hai imparato nel modo più difficile, di versioni di te che hai attraversato e lasciato andare…
Non sono solo ricordi, non sono esperienze accumulate da tenere in un archivio, sono il luogo da cui tu stai parlando.
Quando conosci quel luogo, quando lo conosci davvero, quello che dici arriva: arriva alle persone giuste, arriva nel modo giusto, arriva con una risonanza che nessuna strategia di comunicazione può costruire.
Alle 22:32 tremila persone urlavano i loro sbagli e nessuna di loro stava pensando al posizionamento e al branding dei Subsonica, nessuna stava analizzando la loro strategia di marketing, stavamo solo sentendo qualcosa dentro, qualcosa che ci riguardava, qualcosa che era stata messa in musica trent’anni fa sapendo esattamente da dove veniva, e quella verità aveva attraversato il tempo, intatta, aveva trovato ognuno di noi esattamente dove si trovava, con i propri sbagli specifici e irripetibili e ci aveva fatto sentire meno soli.
Quando sono uscita dalle OGR volevo solo ricominciare tutta la serata da capo, tornare per i concerti di venerdì e sabato ed è proprio questo il punto, non mi interessava commentare il concerto, volevo tornare e vivere ancora quelle emozioni, alcune cose non ci lasciano soddisfatte, ci lasciano vive.
Pensaci quando pensi a come vuoi che le persone si sentano quando lavorano con te: soddisfatte o vive?
Quanto desiderano tornare a vivere un pezzo del loro tempo con te?
Qualche info sul mio spazio editoriale e sulla possibilità di vederci in giro:
💬 Perché la mia newsletter si chiama “Chiacchiere”: visto che spesso mi è stato chiesto, l’ho spiegato qui e ti avverto, dei due, tu sei quella che cucina in camper!
💻 Ho lanciato un nuovo progetto sulla produttività non lineare ed è gratuito per le abbonate a pagamento: Non Linear Productivity
🟧 Nella sezione Grow on Substack trovi tutto quello che ti serve per fare di Substack un asset strategico per il tuo lavoro
🍻 Diventa partner di “Chiacchiere con Elisa”, scrivimi e parliamone!
Weekly Substack tip
I Modelli
Substack ha appena introdotto i Modelli, una funzione che oltre a velocizzarci nella stesura delle newsletter e degli articoli ci risparmia l’energia mentale di dover sempre pensare a cosa inserire come: CTA, come spazio informativo o cosa scrivere quando vogliamo presentare la nostra pubblicazione, oltre a essere perfetti per salvare la struttura della nostra newsletter e avere la base su cui lavorare pronta all’uso!
Sono molto semplici da usare: li crei una volta, li salvi, e da lì in poi, quando ti servono clicchi in alto a destra e li inserisci.
Dal punto di vista operativo l’utilità è ovvia: meno distrazioni, più velocità, meno energia sprecata in cose che non sono scrivere nuovi contenuti.
Dal punto di vista strategico, che è poi quello che ci interessa di più, ti permettono di scrivere un messaggio coerente, curato, riconoscibile, che non improvvisi sul momento, fai sentire i tuoi lettori in un ambiente che riconoscono grazie a una struttura che si ripete di settimana in settimana.
Ti metto qui due esempi di contenuti che potrebbero diventare modelli:
la presentazione che Alessandro Vannicelli fa della sua pubblicazione:
la struttura di una parte della newsletter di Mafe de Baggis in modo da doverla poi “solo” riempire con gli aggiornamenti della settimana!
Tutti i martedì parliamo di come esserci e crescere su Substack qui: Grow on Substack, iscriviti per riceverla: elisascagnetti.substack.com/subscribe
Nuovi contenuti pubblicati in settimana
Questa settimana ho pubblicato:
Qui, come sempre, i contenuti evergreen che aggiorno regolarmente:
Substack “dalla A alla Z” quello che ti serve sapere per usare bene Substack, come vedrai ci sono ancora dei contenuti da inserire, ma molte analisi, consigli pratici, esempi reali e link alle risorse fondamentali sono già presenti!
Il mio Framework che ho presentato anche nella Masterclass su come crescere su Substack nel 2026 e che uso nelle sessioni individuali.
Cosa guardare
Ho finalmente visto Dentro la manosfera, il nuovo documentario di Louis Theroux e concordo con GioPinti, forse mi aspettavo di più!
Ho diverse riflessioni da fare, ho ancora dei punti interrogativi che mi attraversano e mi stupiscono di più le persone con cui ne parlo e che ancora non hanno idea di cosa sia la Manosfera e tutto quello che gli gira intorno, che il documentario in sé che sinceramente mi ha solo ripetuto e fatto vedere cose che conosco fin troppo bene e che in un certo senso erano emerse anche nel dibattito post-Adolescence (la serie Netflix uscita qualche mese fa).
Ci faccio su ancora qualche ragionamento e ne chiacchieriamo settimana prossima!










Quella canzone è un inno. Mi fa pensare che anche se tutto sia sempre perfettibile, non porto con me né pentimenti né rimpianti. Non ho mai fatto una scelta di cui debba vergognarmi, perché credo che dietro ogni passo si nasconda il rischio di un inciampo, ma non è una buona ragione per restare fermi. Alcune volte l'abitudine di tornare nei nostri errori è solo il segno che stiamo continuando a camminare, e solo chi non fa, non sbaglia. Ora attendo il prossimo concerto dei Subsonica! Tra l’altro posso essere fiero di aver fatto il producer del video di “incantevole” 💛 grazie per la citazione nella tua newsletter , un grande onore!
Nessuno mi parla come sanno fare loro…