Come aumentare gli iscritti su Substack
e perché potrai farlo facilmente solo per i prossimi 6/9 mesi
Substack è la piattaforma più semplice su cui crescere in questo momento, ma lo sarà solo per i prossimi 6/9 mesi.
Come lo so?
In 3 anni ho costruito una lista email da oltre 12.000 iscritti prima di ripulirla a inizio 2025 per mantenere solo i lettori realmente coinvolti.
Negli ultimi anni ho visto piattaforme nascere, implodere (ciao Clubhouse, mi manchi sempre), rinascere, cambiare pelle… Le ho studiate e, soprattutto, le ho vissuti in prima persona da creator e da strategist.
Quindi sì, qualche idea su come funziona davvero la crescita online me la sono fatta.
E la prima cosa che ti voglio dire oggi è questa: in questo momento - settembre 2025 - Substack è il posto dove l’attenzione e la visibilità costano meno e valgono, in prospettiva, tantissimo.
La differenza rispetto ai social tradizionali è enorme sotto diversi aspetti, ma quella più importante da considerare è che lì accumuli follower, cioè pubblico “in prestito”, costruisci a casa di altri, qui hai iscritti, cioè un pubblico che ti appartiene, che puoi raggiungere quando vuoi, senza dover chiedere permesso agli algoritmi del giorno.
ATTENZIONE
questo deve renderci più responsabili di ciò che creiamo,
non diventate tutti dei piccoli spammer, che lanciano solo offerte,
è il modo sicuro per bruciarvi in 5 giorni
Questo aspetto fondamentale è anche quello che rende questo momento così favorevole: una finestra aperta, ma non eterna, per chi decide di esserci con strategia mentre è ancora facile.
E ora passiamo agli aspetti teorici, prima che pratici
Questo articolo è sempre in aggiornamento, salvalo per tornare a rileggerlo ogni tanto!
Ultimo aggiornamento: 03/01/2026
Oltre alla mia esperienza diretta di oltre 3 anni su Substack questo pezzo contiene i consigli di Sarah Fay, Claire Venus, Matt Giaro e Taylin John Simmonds
Su Substack cresci se hai cose da dire che interessano il tuo pubblico, certo, ma anche se hai un sistema e quando capisci come funziona, non ti serve altro che applicarlo in modo costante.
Perché è così facile crescere su Substack in questo momento?
Te lo dico con un grafico preso in prestito da Matt Giaro.
Ogni fase è definita dal rapporto tra offerta e domanda di contenuti rispetto all’attenzione.
Substack si trova nella fase in cui ci sono molti utenti (attenzione) ma non abbastanza contenuti da creare uno scroll infinito.
I tuoi contenuti possono diventare virali e rimanere visibili nella timeline per 30/60 giorni, inoltre l’algoritmo continua a riproporre i tuoi vecchi articoli/newsletter proprio perché non ci sono abbastanza nuovi contenuti per soddisfare la domanda.
Entro 6/12 mesi, Substack entrerà nella sua fase di maturità: la domanda inizierà ad equilibrarsi e questo significa che sarà più difficile diventare virali e attrarre nuovi lettori.
Entro uno o due anni, man mano che più creator entreranno, Substack arriverà alla fase finale, quella in cui si trovano oggi Instagram, TikTok, Youtube, etc: troppi contenuti e non abbastanza attenzione.
Ecco perché devi iniziare ora a costruire un brand su Substack che si distingua così, quando la crescita diventerà difficile, sarai già uno dei creator che le persone riconoscono, di cui si fidano e che cercano.
Oggi ti regalo un pezzetto, quello più tecnico, della mia masterclass, così che tu possa iniziare a costruire la tua presenza qui con basi solide.
Iniziamo dal posizionamento!
Chi sei e perché dovrei iscrivermi proprio alla tua newsletter?
Il posizionamento è una cosa molto meno mistica di come spesso la raccontano,
è semplicemente il modo in cui ti distingui dalle altre persone che parlano degli stessi temi.
Te lo spiego in modo molto semplice: metti un cappuccino accanto a una tazza di tè …tutto chiaro?
Non hai bisogno di un trattato di branding per notare che hanno colore, consistenza, sapore e carattere completamente diversi, lo capisci solo guardandoli.
Con i tuoi lettori funziona allo stesso modo: quando arrivano sul tuo Substack, devono riuscire a capire in pochi secondi:
a chi parli
come cambia la giornata dei tuoi iscritti dopo averti letto
cosa hai già fatto o cosa stai costruendo
Senza questa chiarezza iniziale, faranno scroll come faccio io al supermercato davanti allo scaffale delle confezioni di tè.
Il posizionamento serve esattamente a questo: rendere evidente perché la tua newsletter è diversa da tutte le altre che parlano degli stessi temi.
Ti faccio un esempio pratico, il mio:
Aiuto professioniste, freelance e creator a costruire un’attività solida e sostenibile da remoto, usando strategia, brand identity e creatività come leve concrete.
Sono su Substack dal 2023, ho una newsletter con più di 8000 iscritti, lavoro con clienti in tutta Europa e negli ultimi anni ho costruito programmi, percorsi e un ecosistema creativo che mi segue ovunque mi trovi con il mio camper.
In cinque righe hai già:
chi aiuto
come li aiuto
cosa ho fatto e perché mi dovresti leggere
Ora, se sei all’inizio, potresti pensare:
“Ma io non ho ancora risultati giganteschi da mostrare.”
È una risposta normale, ma parte da un presupposto sbagliato: il posizionamento non dipende solo dai numeri, può nascere dal tuo processo unico, dalla tua storia, dal tuo sguardo sulle cose, da un tipo di esperienza che poche persone hanno fatto o da quello che stai imparando proprio adesso.
Puoi posizionarti anche sul percorso, non solo come “chi ha già raggiunto”, ma chi sta facendo un percorso e lo vuole condividere: se stai imparando a scrivere, se stai costruendo un progetto, se stai pubblicando il tuo primo libro, se ti stai formando come creator, hai già materiale reale per posizionarti.
L’unica cosa che non funziona è stare fermi.
Questo è il cuore del posizionamento: rendere visibile ciò che ti fa sentire vivo!
Definisci il tuo posizionamento
Rispondi a queste tre domande:
Chi aiuti?
Come li aiuti?
Cosa hai realizzato? oppure… A cosa stai lavorando?
Una volta scritte le risposte, riscrivile in una bio semplice usando lo schema:
Chi aiuti e come → credibilità, riprova sociale o aneddoti personale
Aggiungi la versione aggiornata alla tua bio su Substack.
Aggiungi foto profilo, banner e personalizza la email di benvenuto.
Crea contenuti interessanti per i tuoi lettori
Perché pubblichi, pubblichi, pubblichi… e gli iscritti non arrivano?
Questa è una delle frustrazioni più diffuse tra chi inizia a scrivere online: pubblicano ogni settimana, raccontano i loro interessi, condividono pezzi di vita, copiano quell’idea che ha funzionato a qualcun altro e alla fine il paradosso: i post vengono letti, a volte anche condivisi, ma di nuovi iscritti neanche l’ombra!
Se ti è successo, non sei tu il problema, il punto non è creare contenuti interessanti, ma creare contenuti che facciano pensare a chi ti legge: “ne voglio ancora, voglio leggere tutto quello che scrive!”
Su Substack il lettore vuole sentire che dietro al testo c’è qualcuno con qualcosa da dire, qualcuno che pensa, costruisce, sperimenta, che non è la copia della copia della copia.
Per questo i contenuti diciamo generici non ci fanno mettere nemmeno un cuoricino e quelli con frasi a effetto, pensate per essere ricondivise in un bel restack, magari diventano virali, portano visualizzazioni, ma non lettori fedeli, per questo i “consigli utili” senza contesto non bastano più.
I contenuti che portano iscritti hanno tre caratteristiche:
raccontano le cose interessanti, curiose, inaspettate, difficili, fuori dall’ordinario che fai
ci fanno vedere il tuo punto di vista unico e riconoscibile tra mille
valgono il tempo del lettore
In pratica funzionano perché ti rendono visibile come persona e non come un’AI in carne e ossa, come ho già scritto in altre pubblicazioni, oggi l’informazione è ovunque, quello che le persone vogliono è il tuo modo di vivere quell’informazione.
Come fare? Smetti di nasconderti, che non vuol dire che devi esporre la tua vita privata, anzi, vuol dire che devi imparare a raccontarti e farti “desiderare”, fai passare il lettore da “carino questo post” a “ho adorato tutto, voglio leggerne ancora!”.
Cosa fa passare un lettore da curioso a iscritto?
Quando inizi a pubblicare su Substack, la domanda non dovrebbe essere “Cosa scrivo?”, ma “Come faccio a far capire chi sono attraverso ciò che scrivo?”
Una volta capito il nostro vero obiettivo passiamo alla pratica: esistono tre tipi di contenuto che non solo danno valore ai tuoi lettori, ma li fanno anche interessare a te come autore.
1) Principi e intuizioni: sono le lezioni che hai appreso strada facendo e che i tuoi lettori possono applicare subito, i “cosa ho capito questa settimana”, “cosa sto notando nel mio settore”, etc…
Sono utili, si condividono e leggono velocemente e sono condivisibili.
Il problema di questo contenuto è che è facile da imitare.
2) Processi. Questi sono i contenuti che interessano davvero alle persone: come fai quello che fai, passo dopo passo: screenshot, workflow, strumenti, errori, modifiche e ripensamenti…
È il dietro le quinte del tuo lavoro, quello che nessuno vede ma che tutti sono curiosi di conoscere
“Ecco come nascono le mie newsletter”
“Ecco la mia morning routine sul camper” (spoiler: non ho una morning routine!)
“Ecco come uso Notion per mettere ordine tra le mie idee”
Le newsletter contenenti i processi rendono il tuo lavoro concreto, chi ti legge può “vedere” quello che fai e come lo fai.
3) La tua esperienza diretta, quello che nessuno può imitare o replicare:
Cosa hai fatto davvero questa settimana?
Cosa hai testato?
Quali errori hai commesso e come li hai sistemati?
Fai vedere ai tuoi lettori che ti muovi, sperimenti, sbagli, cambi idea, che quello che racconti è reale e ti rende unica.
Se inizi a scrivere mixando questi tre aspetti, le persone che ti incontrano per caso su Substack si iscriveranno perché non sarai l’ennesimo autore che ripete consigli presi da internet (qui immagine di leggere riferimenti a persone realmente esistite che non nominerò, ma a cui in molte stiamo pensando …si esatto, proprio lui!).
Già mi sembra di sentirvi ”Ma io non ho una vita interessante”
Certo che ce l’hai, è solo che non hai ancora allenato il tuo occhio a vederlo!
Se stai imparando qualcosa, creando qualcosa, dando vita a un progetto, leggendo, studiando, risolvendo un problema, superando una difficoltà, sei già materiale narrativo.
Il punto è che spesso non diamo valore alle nostre esperienze, non abbiamo l’abitudine di fermarci, guardarci e dire: “Questo può servire a qualcuno.”
I quattro tipi di contenuti presenti su Substack e come li sto usando seguendo i consigli di Matt Giaro
Notes
Contenuti brevi e riflessioni rapide, te lo ricordi Twitter prima che diventasse anche lui un luogo tossico? Ecco, quella roba lì!
Ottimi per attrarre nuovi iscritti curiosi.
Pubblicane 2/5 al giorno.Newsletter/Post/Articoli (sono sempre la stessa cosa, ma a seconda di dove lo leggi cambia nome)
Long-form: storie, guide, riflessioni.
Costruiscono relazione e fiducia.
1 o 2 a settimana.Podcast
Facoltativi, ottimi per creare relazioni più “umane” grazie alla voce.
Settimanale o bisettimanale.Substack Live
Facoltativi, utili per creare una community affezionata.
Ogni 2/4 settimane.
Ricapitoliamo
Pubblica 2/5 notes al giorno
Pubblica una newsletter a settimana
Se vuoi, un podcast ogni due settimane
Se hai un po’ di iscritti e vuoi rafforzare il senso di community una live ogni 2/4 settimane
Fai conoscere il tuo lavoro
Sono su Substack dal gennaio 2023 e non so la quantità di autrici e autori bravissimi, davvero bravissimi, che ho letto negli anni, ma che nessuno segue perché pressoché invisibili!
Chiariamo una cosa: perché sei su Substack? Per scrivere per il semplice gusto di farlo, ma non desideri davvero essere letta, non hai alcun desiderio di condivisione, di aiutare chi sta passando quello che hai passato tu o non vuoi farlo diventare parte del tuo business?
…ma Word ti fa così schifo?
Detto questo, visto che, immagino, se sei ancora qui a leggermi, forse qualche lettore lo vuoi, capiamo i tre modi in cui ti possono arrivare nuovi iscritti secondo le mie guru di Substack: Sarah Fay, PhD e Claire Venus ✨
Traffico da algoritmo, più o meno sempre la solita storia: quando pubblichi un post o sulle notes, Substack lo mostra a un gruppo ristretto dei tuoi iscritti e a un piccolo gruppo di persone che ancora non ti seguono.
Se le reazioni sono buone, allarga il pubblico, se le reazioni sono tiepide, lo lascia dove sta.
È utile, certo, ma come per gli altri social, non ci farei tutto questo affidamento, è lento, è imprevedibile e, onestamente, favorisce chi ha già un pubblico grande.
Non puoi basare la tua crescita solo su questo, puoi usarlo come spinta iniziale, ma non come strategia.
Traffico che ti crei tu, con la tua presenza e le tue relazioni: commenti sui post di chi parla al tuo stesso pubblico, messaggi diretti sinceramente interessati, non dei copia/incolla e partecipazione a community dove sai che si trovano i tuoi potenziali lettori.
È dispendioso in termini di energia, attenzione e tempo, è vero, ma è uno dei modi più veloci per costruire connessioni reali, farti notare e iniziare a essere visibile sulla piattaforma.
Funziona perché rende evidente che sei una persona, non un profilo che pubblica e basta senza interessarsi agli altri.
Traffico collaborativo: collaborazioni, Substack Lives, raccomandazioni tra newsletter, cross promotion, interviste podcast.
Questi strumenti sono potenti perché ti portano davanti a pubblici già attivi, caldi e coinvolti.
Dedica ogni giorno 15–30 minuti a commentare i post degli altri autori e autrici
Invia 5 messaggi diretti al giorno a persone con cui ha senso creare relazione
Organizza una collaborazione ogni due settimane
Se mantieni questo ritmo, la crescita arriva!
Il punto su Substack non è crescere più velocemente degli altri, ma costruire un progetto che le persone vogliono davvero leggere tutte le settimane.
Vuoi diventare una presenza stabile nella mente del tuo pubblico?
Vuoi essere tra i nomi che emergono naturalmente nella tua nicchia?
Vuoi costruire fondamenta solide proprio adesso, mentre è ancora relativamente facile?
Se hai domande, scrivimi pure nei commenti o rispondendo a questa mail!










Articolo davvero incredibile. Complimenti!
Traumatizzato dai social “canonici” temevo fosse la solita fuffa, invece mi sono reso conto poche righe dopo del valore VERO dietro questo contenuto.
Substack ora sembra un paradiso, credo non sarà così ancora per molto, ma per ora sono davvero contento che esista ancora un posto in cui valore non è diventata una parola vuota.
Molti ho visto che odiano l’idea di “crescita su substack” quando come ogni social può aiutare le aziende o small business a crescere…e la crescita molte volte è l’unico modo per arrivare a un bel fatturato: perché non farlo facendo qualcosa che amiamo? Grazie Eli❤️🎀