Ammetto che, verso la metà del 2024 ero entrata in un loop “performativo” che mi portava ad aprire la dashboard di Substack in continuazione, solo per vedere se nel frattempo erano cambiati i numeri degli iscritti, degli abbonati a pagamento, delle visualizzazioni, etc… aggiornavo la pagina delle statistiche come se da quel numero dipendesse l’opinione che le persone avevano di me e l’opinione che io avevo di me stesa come professionista.
Il giorno in cui mi sono accorta della follia in cui ero immersa è stato anche il giorno in cui ha iniziato a prendere forma nella mia testa la rubrica “Grow on Substack”, una sezione dedicata proprio a come sviluppare una strategia di business e comunicazione per questa piattaforma in modo “sano” senza fissarci sulle vanity metrics.
Nel mio mese lavorativo guardo molte dashboard: analizzo il pannello di controllo mio, delle clienti che seguo nelle analisi, dei progetti di cui sono strategist e ho imparato che i numeri raccontano storie bellissime, ma solo se sai quali pagine leggere.
In questo articolo vediamo
Sei nuova su Substack? Ecco cos’è la regola dei 90 giorni
I Benchmark reali di Substack
Le 4 Metriche che aiutano la crescita
Diagnosi Rapida
Metriche di Vanità: cosa puoi tranquillamente ignorare
La routine di controllo per la tua rubrica
Dove trovi le statistiche su Substack
La dashboard di Substack offre una buona quantità di dati e se siete degli autori o autrici che vogliono usare la piattaforma in modo professionale non dovete controllare questi numeri ogni giorno, in modo compulsivo, ma saper intercettare i dati utili dal rumore di fondo, in modo da evitare decisioni dettate dall’ansia.
Sei nuova su Substack? Ecco cos’è la regola dei 90 giorni
Se hai appena lanciato la tua pubblicazione o hai all’attivo meno di 5 post, 20 Notes e 10 iscritti, ignora completamente le statistiche.
Qualche mese fa una cliente mi ha scritto preoccupata perché il suo open rate era “crollato”, peccato che la sua situazione in quel momento fosse di circa 20/25 iscritti, di cui probabilmente un paio di parenti e qualche amic*.
È importante sapere che con pochi iscritti l’open rate neanche esiste: esiste una sorella o un’amica che quel giorno aveva altro da fare e non ha aperto la tua newsletter!
Se non hai abbastanza dati per generare un campione statistico affidabile, sprechi solo tempo prezioso in analisi inutili, tempo che dovresti invece dedicare a creare interazioni nelle Notes e allenare la tua costanza nello scrivere.
Che poi è l’abilità più sottovalutata di tutte, e quella che nei primi mesi fa davvero la differenza tra chi resta e chi molla, come ci ha confermato Lucia nella Chiacchiera che abbiamo fatto insieme e che puoi ascoltare qui:
Ma quindi, qual è il numero magico perché l'open rate inizi ad avere senso?
Il dato inizia ad essere rilevante quando superi almeno i 100 iscritti (sotto questa soglia, un singolo lettore che si dimentica di aprire l'e-mail fa crollare la percentuale di 5 o 10 punti).
Tuttavia, una vera stabilità statistica – quella che riflette davvero la qualità dei tuoi titoli e l'interesse dei tuoi lettori – la puoi avere solo dai 500/1.000 iscritti, prima di quel numero fai un lungo respiro e concentrati sulla scrittura.
I Benchmark reali di Substack
Ma prima: cosa sono i benchmark?
Un benchmark è un punto di riferimento oggettivo, nel business e nel marketing, è un valore standard, ad esempio una media di settore, che serve come termine di paragone per capire se i tuoi risultati sono buoni, mediocri o eccellenti.
Per fare un esempio che tutti abbiamo vissuto: se fai un esame del sangue e il tuo colesterolo è a 180, non sai se è alto, basso o nella media finché non guardi i valori di riferimento stampati accanto, quelli sono i benchmark!
Su Substack, i benchmark ti dicono cosa sta succedendo nel resto della piattaforma in modo che tu non prenda decisioni basate su un’impressione soggettiva, ma oggettiva
Senza benchmark → Ansia: “Il mio open rate è al 25%, oddio, è bassissimo, la gente odia quello che scrivo, forse dovrei chiudere la newsletter”.
Con il benchmark → Realtà: “Il mio open rate è al 25%. Visto che la media globale di Substack è del 21%, significa che la mia pubblicazione sta andando meglio della media mondiale”.
In sintesi, i benchmark sono la bussola che ti permette di valutare le tue statistiche in modo freddo, matematico e distaccato, togliendo l’emotività dal processo.
Adesso sai che per capire se la tua pubblicazione sta andando bene devi smettere di fare paragoni casuali e iniziare a confrontare i tuoi dati con le medie globali della piattaforma:
Nota sull’Open Rate: le liste più ampie hanno fisiologicamente tassi di apertura inferiori, lo so per esperienza diretta, perché quando Chiacchiere con Elisa era una creatura piccola avevo aperture che oggi mi sembrano irreali, e man mano che la lista è cresciuta oltre gli ottomila iscritti, quei numeri si sono allineati alla media globale.
All’inizio me la sono vissuta un po’ male, poi ho capito che era semplice matematica: più persone si iscrivono, più persone con interessi diversi popolano la mia mailing list e alcune apriranno sempre tutto, mentre altre solo quello che è davvero di loro interesse.
Se il tuo 80% di open rate iniziale scende al 30% man mano che la tua lista cresce, è del tutto normale, anzi, è il segno che stai crescendo davvero!
Le 4 Metriche che aiutano la crescita
Se vuoi che la tua pubblicazione cresca in modo costante devi focalizzare la tua attenzione e le tue analisi mensili solo su queste quattro aree della dashboard/pannello di controllo:
1. Il Trend a Lungo Termine (Dashboard Principale)
Cosa cercare: imposta il filtro temporale della homepage su “1 Anno” o “Sempre” (All time).
Come interpretarlo:
se la linea va verso l’alto e verso destra, stai andando molto bene;
le aree piatte rappresentano, invece, una crescita più lenta;
le curve ripide una crescita veloce;
ignora i piccoli stalli giornalieri.
Quando faccio le analisi delle pubblicazioni delle mie clienti, questa è sempre la prima schermata che apro insieme a loro, perché normalmente mi dicono: “Vedi? è tutto fermo! Non cresco più” ma solo perché guardano la linea a pezzetti, settimana per settimana, se invece si osserva l’andamento annuale si percepisce la crescita costante.
Allargare lo sguardo cambia tutto!
2. Il Tasso di Conversione per Singolo Post
Dove guardare: Pannello di controllo → Post recenti → visualizza tutto (ordina la tabella cliccando sulle intestazioni delle colonne).
Perché è importante: le visualizzazioni totali possono essere fuorvianti, un post che è andato bene e che fa 5.000 visualizzazioni ma genera solo 5 iscritti ha un tasso di conversione dello 0,1%, mentre un post di nicchia che fa 200 visualizzazioni ma genera 20 iscritti ha un tasso del 10%.
Identifica i post con il maggior numero di iscritti generati o con il miglior “valore stimato” (conversioni a pagamento), aprili e analizza il loro formato, l’argomento e la Chiamata all’Azione (CTA) che hai utilizzato per replicarli.
3. Le Fonti di Crescita (Growth Sources)
Dove guardare: Pannello di controllo → Growth.
Perché conta: questa pagina ti mostra da dove arrivano i lettori che si iscrivono, non solo i visitatori unici, ma i nuovi iscritti.
Il consiglio è, banalmente, addoppia gli sforzi sui canali che funzionano e lascia perdere gli altri! Se scopri che il Substack Network (Raccomandazioni e Notes) genera la maggior parte della tua crescita, passa più tempo sulla piattaforma a interagire, se invece ricevi molti iscritti da Google, aumenta i post ottimizzati lato SEO.
Per me questa pagina è stata una piccola rivelazione, perché per mesi ho dedicato energie a canali - come Instagram - che, dati alla mano, mi portavano visite ma non iscritti, mentre le Notes erano il vero motore della mia crescita.
4. Il Churn Rate Mensile (solo per pubblicazioni a pagamento)
Se hai abbonamenti a pagamento, non limitarti a guardare i ricavi mensili, calcola la percentuale di abbandono per verificare la fidelizzazione del pubblico:
Churn Rate Mensile = (Abbonati disiscritti nel mese / Totale abbonati a inizio mese) × 100
Se il tuo Churn Rate è stabilmente sotto il 3%, la pubblicazione sta andando bene, se supera il 5%, significa che i contenuti riservati non stanno mantenendo la promessa iniziale o che i lettori non percepiscono più il valore dei tuoi contenuti esclusivi.
Nelle analisi che faccio per le clienti con un tier a pagamento, il churn è la metrica che faccio guardare per prima, perché è l’unica che ti dice la verità sulla relazione con gli abbonati.
Farsi scegliere è relativamente facile, farsi ri-scegliere ogni mese è il vero lavoro e questo numero misura esattamente quel dato.
Diagnosi Rapida
Usa i dati qui sotto per identificare velocemente e risolvere i problemi strutturali della tua pubblicazione :
→Sintomo: alto Open Rate, ma zero nuovi iscritti o commenti.
→Diagnosi: il titolo era ottimo, ma il post non ha risposto alle aspettative oppure manca una CTA chiara (“Iscriviti” o “Lascia un commento”).
Questo è in assoluto il caso che incontro più spesso nelle analisi: pubblicazioni con aperture altissime, anche sopra il 50%, ma con una crescita bloccata e quasi sempre il motivo è che alla fine dell’articolo non c’è nessun invito all’azione, nessuna domanda, il lettore finisce di leggere, pensa “che bello” e se ne va.
→Sintomo: basso Open Rate (sotto il 15-20%).
→Diagnosi: i tuoi titoli sono troppo vaghi, noiosi o puramente descrittivi. Lavora sulla qualità dei tuoi oggetti, fai degli A/B test e brainstorming con l’Ai. Si deve stimolare la curiosità del lettore o fargli capire i benefici nel leggerti.
→Sintomo: tante Notes virali, ma zero nuovi iscritti.
→Diagnosi: la viralità su Substack Notes è spesso basata sull’intrattenimento momentaneo. Assicurati che le tue Notes più popolari trattino temi strettamente legati alla tua nicchia e includano un invito implicito a iscriverti alla newsletter.
Metriche di Vanità: cosa puoi tranquillamente ignorare
Questi dati generano ansia da prestazione e non contribuiscono alla crescita reale del tuo progetto:
“Mi piace” e Commenti sui Post: attenzione, non mi sto contraddicendo rispetto alla diagnosi di poco fa, lì i commenti erano un indizio da leggere insieme ad altri dati, qui parlo del contarli ogni giorno come misura del tuo valore.
Moltissimi lettori leggono l’e-mail nella loro casella di posta senza mai entrare nel sito per cliccare su “Mi piace” o commentare. Un engagement pubblico inferiore all’1% è assolutamente normale e non è correlato al successo economico o di pubblico della newsletter. A me capita regolarmente di ricevere risposte via mail lunghe, piene di racconti personali, da lettrici che in tre anni non hanno mai messo un cuore a un mio post.
I lettori più affezionati sono spesso i più silenziosi e questa per me è una delle cose più “tenere” di tutto Substack.Numero di Follower: su Substack la vera valuta è l’iscritto (Subscriber), colui che ti dà il permesso di entrare nella sua casella di posta. I follower contano pochissimo nell’ecosistema e raramente vedranno i tuoi post lunghi/articoli/newsletter (chiamali come vuoi!).
Visualizzazioni e iscritti giornalieri: monitorare i micro-cambiamenti quotidiani distruggerà la tua stabilità emotiva (come pesarsi tutti i giorni quando sei a dieta) quindi SMETTILA!
Lo dico con cognizione di causa, perché il periodo in cui aggiornavo la dashboard ogni giorno è stato anche il periodo in cui scrivevo con meno gioia e con più calcolo. Una panoramica mensile o trimestrale è infinitamente più utile per fare analisi strategiche e infinitamente migliore per il tuo equilibrio mentale!
La routine di controllo per la tua rubrica
Per gestire la tua pubblicazione senza farti cannibalizzare dal tempo speso sulla dashboard/Pannello di controllo, ti condivido al mia routine:
Dopo 48 ore dalla pubblicazione: controlla l’Open Rate per valutare esclusivamente l’efficacia del titolo.
Una volta al mese (15 minuti): analizza la tabella dei Post e ordinali per “Nuovi iscritti” in modo da pianificare in modo strategico il calendario editoriale del mese successivo.
Controlla la pagina Growth per monitorare i canali di acquisizione. Io lo faccio il primo giorno del mese, con un cappuccino accanto e la regola - per non perdermi nella tana del bianconiglio dei numeri - è di chiudere tutto quando il cappuccio finisce.
Una volta a trimestre: controlla la scheda Unsubscribes (se hai il tier a pagamento) per analizzare i motivi scritti dai lettori che se ne sono andati (prezzo, mancanza di tempo, cambio di interessi) e aggiusta il tiro di conseguenza. Ti anticipo una cosa che ho imparato leggendo quei motivi, miei e delle mie clienti: la maggior parte non ha a che fare con te, ma con le loro vite che cambiano, con caselle di posta troppo piene, con priorità che sono cambiate.
Se segui queste indicazioni la tua pubblicazione crescerà da sola e tu potrai dedicare il tuo tempo alla scrittura invece che all’analisi del pannello di controllo.
VORRESTI CONTROLLARE MENO LE STATISTICHE MA OGNI VOLTA TI SI APRONO SOTTO IL NASO?
QUI HO SCRITTO COME NASCONDERLE:
Dove trovi le statistiche su Substack
Pagina principale della dashboard della pubblicazione
Sezione “Post” della dashboard
Metriche principali dei post più recenti.
Approfondimenti su:
Visualizzazioni dei singoli post.
Tasso di apertura (Open Rate).
Tasso di coinvolgimento (Engagement Rate).
Fonti di traffico.
Sezione “Crescita” della dashboard
Fonti di traffico dei:
Visitatori.
Iscritti gratuiti.
Iscritti a pagamento.
Approfondimenti su:
Conversioni generate dalle singole Note.
Sezione “Statistiche” della dashboard
Effetto rete (Network Effect), ovvero il numero di iscritti ottenuti grazie alla rete di Substack.
Posizione geografica del pubblico e sovrapposizione con altre pubblicazioni.
Dati di fidelizzazione (Retention) e abbandono (Churn), disponibili solo per le pubblicazioni a pagamento.
Numero di condivisioni, per vedere quali iscritti stanno condividendo la tua pubblicazione.
Conteggio dei referral, inclusi i dati relativi ai regali (Gift Subscription), disponibile solo per le pubblicazioni a pagamento.
Traffico complessivo, con il numero di visualizzazioni in un determinato periodo, filtrabile per sorgente.
Post, con dati dettagliati per ogni articolo in una tabella ordinabile e personalizzabile, comprese:
Conversioni gratuite.
Conversioni a pagamento.
Ricavi generati.
Numero di disiscrizioni e relative motivazioni, disponibile solo per le pubblicazioni a pagamento.
Sondaggi (Surveys), con il numero di risposte e i risultati raccolti.
Guadagni (Earnings), con i ricavi complessivi ottenuti nel tempo, disponibile solo per le pubblicazioni a pagamento.
Sezione “Raccomandazioni” della dashboard
Numero di iscrizioni ricevute e inviate ad altre pubblicazioni attraverso il sistema di Raccomandazioni di Substack.
Elenco delle Note (profilo personale/attività)
Numero di impression e interazioni per ciascuna Nota pubblicata.
Per oggi è tutto, se hai dubbi o vuoi una mano ad analizzare le tue statistiche scrivimi!
Divertiti e fai cose belle
Elisa Scagnetti




