Le conversazioni che non facciamo
…oltre a idee, strategie e Substack tip!
La nostra Chiacchiera di oggi nasce dalla lettura di alcune newsletter di Dr. Samantha Boardman - la cui pubblicazioni The Dose è una delle prime a cui mi sono iscritta ormai diversi anni fa - che mi hanno fatto notare che spesso abbiamo l’abitudine di fare conversazioni nella nostra testa, immaginare cosa ci potremmo dire, su cosa discuteremmo, come potrebbe andare a finire e decidere quindi che, per come ce la siamo raccontata, non vale la pena farla
…e quindi non la facciamo davvero!
A quante capita di non fare determinate conversazioni per come sappiamo immaginiamo che possano finire?
In queste due settimane, più che in altri momenti, ho evitato diverse conversazioni perché sapevo come sarebbero andate, avevo già costruito nella mia testa la versione di quella chiacchiera in cui qualcuno mi dice qualcosa di sbagliato o in cui io non riesco a spiegare o in cui devo stare ferma dentro un’emozione che non ho ancora finito di capire e quella versione immaginata mi bastava, non mi serviva quella reale.
La verità, però, è che siamo pessime a prevedere cosa succederà dentro una conversazione e usiamo quella pessima capacità previsionale per decidere come agire: una forma di bisogno di controllo che chiamiamo saggezza.
Leggendo gli articoli di Dr. Samantha Boardman ho capito che c’è qualcosa di culturale in questo, prima ancora che di personale.
Abbiamo costruito, negli ultimi anni, un’intera grammatica del dire le cose giuste: liste di frasi da evitare, indicazioni su come comunicare con chi soffre, su come non fare danni, etc… strumenti utili, utilissimi, essenziali, che in alcuni casi hanno un effetto collaterale: per il timore di dire la cosa “sbagliata” ci convinciamo che il silenzio sia la cosa migliore, perché diventa la scelta più sicura, lo chiamiamo “rispetto”, e a volte lo è davvero, ma spesso è solo paura, abbiamo interiorizzato l’idea che dire qualcosa di imperfetto sia peggio che non dire niente, peccato che questa logica produca esattamente il contrario di quello che auspicavamo: invece di avere conversazioni migliori e più rispettose, parliamo meno.
Sta tutto nella paura di sbagliare, quindi?
No, c’è anche una dinamica che tocca il nostro bisogno di controllo: le conversazioni richiedono una presenza che abbiamo disimparato, richiedono di stare dentro a qualcosa che non controlliamo, di reggere momenti di silenzio, magari imbarazzanti, di ricevere una risposta che non ci aspettavamo e di dover restare in un confronto da cui vorremmo solo scappare, questo vale nelle relazioni private così come nel lavoro.
Quante conversazioni avete rimandato o evitato questa settimana?
Non parlo di quelle noiose, quelle che “potevano essere una mail”, ovvio che non tutte le conversazioni vanno fatte, ma di quelle conversazioni che stiamo evitando perché abbiamo già deciso che lo sono, senza renderci conto che proprio quella decisione ha un costo enorme: perderci tutto quello che ne sarebbe potuto nascere.
Mi piacerebbe continuare a chiacchierare di questa e delle altre tematiche che tratto nella mia newsletter domenicale durante la settimana in chat, alcune volte saranno argomenti più leggeri, come il concerto dei Subsonica o KPop Demon Hunters, altre più complesse come la Manosfera.
Chiacchieriamo insieme, la chat è aperta e il caffè è già sul fuoco!

Qualche info sul mio spazio editoriale:
💬 Perché la mia newsletter si chiama “Chiacchiere”: visto che spesso mi è stato chiesto, l’ho spiegato qui e ti avverto, dei due, tu sei quella che cucina in camper!
💻 Ho lanciato un nuovo progetto sulla produttività non lineare ed è gratuito per le abbonate a pagamento: Non Linear Productivity
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Weekly Substack tip
Far crescere la tua newsletter significa attrarre le persone giuste, quelle che riconoscono il tuo valore e che risuonano con quello che scrivi.
Per farlo, non basta sapere di cosa vuoi scrivere, bisogna sapere quali sono le corde da toccare che più risuonano con le persone che vuoi che si iscrivano alla tua pubblicazione.
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Nuovi contenuti pubblicati in settimana
Questa settimana ho pubblicato:
Qui, come sempre, i contenuti evergreen che aggiorno regolarmente:
Substack “dalla A alla Z” quello che ti serve sapere per usare bene Substack, come vedrai ci sono ancora dei contenuti da inserire, ma molte analisi, consigli pratici, esempi reali e link alle risorse fondamentali sono già presenti!
Il mio Framework che ho presentato anche nella Masterclass su come crescere su Substack nel 2026 e che uso nelle sessioni individuali.
Facciamo cose insieme
Lo so che ve lo ripeto da settimane, ma ci tengo tantissimo a questo evento che ho contribuito a organizzare e che ci vedrà insieme il 9 maggio a Torino!
La comunità di WordPress si riunisce per il Wordcamp: una giornata di talk, workshop e tantissime chiacchiere finalmente dal vivo!
Come sapete amo scrivere e poter declinare questa mia passione alla stesura dei contenuti di un progetto come questo è stato bellissimo!
Cosa leggere
Dopo tante settimane senza consigli su cosa guardare, leggere e ascoltare eccomi che torno con una lettura che in queste settimane mi ha fatto compagnia: è un libretto brevissimo, ma veramente molto bello, di quelli che riempiono il cuore e fanno sorridere mentre li leggi.
Sto parlando di “Momenti di trascurabile felicità” di Francesco Piccolo, vi riporto alcuni dei miei momenti preferiti:
Tutte le volte in cui posso legittimamente dire: “io l’avevo detto!”
(oppure quando qualcuno dice: “è vero, l’aveva detto, me lo ricordo”)
La prima e l’ultima pagina di un libro
Se qualcuno capisce lo sconforto e dice: “ti prendo qualcosa al buffet”
L’acqua quando hai sete, il letto quando hai sonno
Il cartello che c’è sulla porta d'ingresso dei supermercati o nei negozi. Dice “si avvisa la spettabile clientela che i prodotti sono protetti da un sistema di allarme”.
Ci chiamano “spettabile” intanto che ci dicono: siete dei ladri, ma state attenti che vi becchiamo.
Per oggi è tutto, ci vediamo su Instagram per continuare a Chiacchierare e Buon Star Wars Day a chi di voi lo festeggia: May the Force be with you!
Qui uso spesso il femminile sovraesteso e non censuro le parolacce!
Inoltre questa newsletter è gratuita ed è distribuita con una licenza CC0, che significa che puoi farne quello che vuoi anche senza citarmi: più idee condividiamo, più pensieri siamo in grado di fare.







