Ciao , chiacchieriamo?
Questa è Chiacchiere, la newsletter domenicale di Elisa Scagnetti.
Se stai cercando i contenuti su come usare Substack li trovi qui: Grow on Substack.
C’è una frase che Fabrizio Casu ha detto nella chiacchiera di oggi e che dovremmo ripeterci tutti più spesso:
L’ho fatto per il puro piacere di farlo, senza interesse nel farci soldi.
Finché andava bene si faceva, poi si smetteva.
Viviamo in un momento storico in cui qualsiasi cosa si faccia online viene misurata sul suo potenziale, sul “cosa potrebbe portarmi”: monetizzazione, personal brand, una community che cresce, un prodotto che potrei creare più avanti, etc…
Anche quando non lo diciamo ad alta voce, spesso lo pensiamo, ma non ci accorgiamo che questo pensiero cambia l’esperienza del fare, la rende strumentale a qualcosa che sta sempre un po’ più avanti.
Fab racconta gli anni Novanta della sua fanzine come un periodo in cui pubblicare significava scrivere, impaginare, stampare, distribuire a mano…
C’era uno sforzo enorme dietro ogni pagina e, forse proprio per questo, chi lo faceva aveva un desiderio autentico di farlo, oggi la tecnologia ha abbassato quella soglia fino quasi a farla sparire e, se da un lato è meraviglioso che chiunque possa condividere un’idea, allo stesso tempo, ogni giorno, vengono prodotti così tanti contenuti che ci si perde nel cercare quello che davvero ci piace più degli altri.
Quando la difficoltà tecnica sparisce, cosa rimane come filtro tra il fare una cosa e il non farla?
Se chiunque può aprire un podcast questo pomeriggio, cosa distingue chi lo farà ancora tra cinque anni da chi si fermerà dopo sei episodi?
Credo che la risposta si nascondi tra le parole di questa conversazione: il piacere e il rispetto per il tempo degli altri.
Verso la fine della nostra chiacchiera Fab racconta che non sa ancora se ci sarà una terza stagione del suo podcast Alter Ego e non perché manchino gli ospiti, ma perché prima vuole capire se ha davvero qualcosa di nuovo da dire. Non vuole continuare soltanto per riempire uno spazio, né rubare tempo a chi ascolta con conversazioni che lui stesso non troverebbe abbastanza interessanti.
Sono convinta che, in un’epoca che ci insegna a costruire prima l’audience e poi il contenuto, scegliere il silenzio finché non arrivi qualcosa che valga davvero la pena condividere sia una delle forme più sincere di rispetto.
Se vuoi leggere i libri di Fabrizio di cui abbiamo parlato li trovi qui:
Nessuno più scrive belle canzoni
Tutto questo non può finire bene
Divertiti e fai cose belle!
Elisa
Qualche info sul mio spazio editoriale:
💬 Perché la mia newsletter si chiama “Chiacchiere”: visto che spesso mi è stato chiesto, l’ho spiegato qui e ti avverto, dei due, tu sei quella che cucina in camper!
💻 Ho lanciato un nuovo progetto sulla produttività non lineare: Non Linear Productivity. Se sei tra le persone abbonate alle Chiacchiere con Elisa, la troverai ogni giovedì tra le tue mail!
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Weekly Substack tip
Open rates
Si parla tanto di open rate e per questo i creator su Substack finiscono per ossessionarsi con i dati, ma in realtà racconta molto meno di quanto sembri. Un’email può essere aperta e cancellata dopo due secondi, senza che venga letta nemmeno una parola, ma viene comunque conteggiata come “aperta”.
Per questo l’open rate, da solo, non è un indicatore affidabile della qualità del tuo lavoro, dell’interesse reale o del legame con chi ti legge. È solo un indice parziale, spesso frainteso, che va sempre letto insieme ad altri elementi, come le risposte, i commenti, i click...
Su Substack si parla spesso di una “media” che va dal 40% al 70%, ma è una semplificazione, ho seguito persone con open rate molto più bassi e altre con percentuali leggermente più alte, senza che questo fosse automaticamente indice di successo o di fallimento.
Il punto non è rientrare in una percentuale ideale, ma costruire una relazione reale. Un open rate alto senza coinvolgimento non porta lontano, mentre un open rate più basso, ma con lettrici e lettori presenti, che rispondono, leggono davvero e restano, è molto più significativo.
Ti ricordo che tutti i martedì parliamo di come esserci e crescere su Substack: Grow on Substack, iscriviti per riceverla: elisascagnetti.substack.com/subscribe
Nuovi contenuti pubblicati in settimana
Questa settimana ho pubblicato:
Qui, come sempre, i contenuti evergreen che aggiorno regolarmente:
Substack “dalla A alla Z” quello che ti serve sapere per usare bene Substack, come vedrai ci sono ancora dei contenuti da inserire, ma molte analisi, consigli pratici, esempi reali e link alle risorse fondamentali sono già presenti!
Qui trovi la Masterclass su come crescere su Substack nel 2026 e qui tutte le info sulle mie consulenze individuali.
Per oggi è tutto, ci vediamo su Instagram per continuare a Chiacchierare
Qui uso spesso il femminile sovraesteso e non censuro le parolacce!
Inoltre questa newsletter è gratuita ed è distribuita con una licenza CC0, che significa che puoi farne quello che vuoi anche senza citarmi: più idee condividiamo, più pensieri siamo in grado di fare.












