Substack, dalla A alla Z
Analisi, consigli pratici, esempi reali e link alle risorse fondamentali per orientarti su Substack con lucidità e visione.
Ciao, sono Elisa Scagnetti e sono una Substack Narrative & Strategy Mentor, presente sulla piattaforma dal 2023.
La mia è una community di creative, autrici e professioniste che vogliono crescere su Substack in modo responsabile e sostenibile.
Qui sperimento, condivido ciò che funziona per me e per le mie clienti, esploriamo le novità e le diverse possibilità della piattaforma, oltre al modo in cui Substack si integra con l’ecosistema più ampio del nostro lavoro.
Vuoi usare Substack in modo strategico, senza perderti tra funzioni nascoste e consigli generici?
Qui trovi tutto quello che ho testato, osservato e imparato da gennaio 2023: tutorial step by step, strategie concrete e link di approfondimento su ogni aspetto della piattaforma.
Dopo aver affiancato decine di professioniste, creator e autori che hanno scelto Substack come asset strategico del loro business, ho notato una cosa: tornano sempre le stesse domande, non solo su funzionalità e dettagli tecnici, ma soprattutto su come muoversi senza sentirsi confuse o fuori posto.
Ho raccolto qui quello che fa davvero la differenza quando inizi a capire come funziona tutto perché essere su Substack oggi non significa solo scrivere una newsletter, significa costruire un ecosistema editoriale che ti sostiene, ti rappresenta e crea relazione con le persone giuste.
Se vuoi lavorare in modo ancora più focalizzato sulla tua strategia su Substack nel 2026, qui trovi anche la Masterclass “Come esserci e crescere su Substack nel 2026”
Ma cos’è questo “dalla A alla Z”?
Ho deciso di mettere insieme in un archivio organizzato i contenuti che in questi anni ho creato e quelli che creerò in futuro.
Ogni lettera corrisponde a un tema chiave che ti supporterà su Substack, dalla A di About page alla W di Welcome Emails.
Dentro ci trovi - o troverai, è sempre in costruzione:
Fondamenta: About page, bio, branding, homepage, hero post
Sistema: email automatiche, paywall, pricing, dashboard, SEO
Relazione: chat, commenti, Notes, community, retention
Crescita: collaborazioni, referrals, PR
Monetizzazione: paid, founding memberships, offerte, coupon, paywall
Sostenibilità personale: mindset, money mindset, sistema nervoso, confini
Non pensarlo come un corso, ma torna a consultarlo quando quando un argomento specifico ti serve.
A
About Page
Parliamo della pagina più sottovalutata e allo stesso tempo più potente di tutto Substack: l’About.
B
Blog
Per anni il blogging è stato dato per superato: troppo lento, troppo lungo, troppo poco compatibile con l’economia dell’attenzione, poi è arrivato un momento preciso, non annunciato, in cui molte persone hanno ricominciato a cercare esattamente questo: uno spazio dove pensare per iscritto, senza dover correre, senza dover spiegare tutto in 90 secondi, senza dover inseguire un algoritmo.
Substack si inserisce qui, non come l’ennesima piattaforma, ma come un ritorno al senso originario del blogging, con una differenza sostanziale: oggi scrivere non significa più solo pubblicare, ma costruire relazione, continuità, contesto. Un blog su Substack non è un archivio di articoli, è una conversazione che cresce nel tempo, email dopo email, post dopo post.
Questo articolo parla di blogging su Substack partendo da una domanda semplice ma scomoda: ha ancora senso scrivere un blog? Cosa significa davvero tenere uno spazio editoriale nel 2026, quando l’attenzione è frammentata, i social sono rumorosi e scrivere bene non basta più?
C
D
E
Email, inviala senza pubblicarla come post
Sì, si può fare!
Su Substack puoi inviare un’email ai tuoi iscritti senza pubblicare alcun contenuto sul feed pubblico, è una funzione utile, ma va usata con molta attenzione.
Quando invii un’email diretta in questo modo, il messaggio arriva nella casella di posta di tutte le persone iscritte, anche di chi ha scelto di non ricevere notifiche push o di limitare le comunicazioni. In pratica, stai interrompendo la loro giornata in modo più diretto rispetto a un post normale. Per questo è uno strumento potente, ma anche invasivo se usato senza criterio.
Consiglio pratico: usa questa funzione con parsimonia, ha senso per comunicazioni davvero importanti, come cambiamenti rilevanti, informazioni di servizio o messaggi che richiedono un’attenzione immediata. Se la utilizzi troppo spesso, rischi di infastidire le persone e di indebolire la relazione che stai costruendo.
Come fare, step by step:
Vai nella Dashboard →Apri la sezione Subscribers → Clicca sulla casella Select all sotto All subscribers
Comparirà un riquadro grigio con scritto, per esempio, “50 selected”.
→Clicca di nuovo su Select all e poi su Select everyone per includere tutte le persone iscritte → A questo punto clicca su Email.
Da qui puoi scegliere tra diversi filtri e segmentare l’invio in base alle tue esigenze, così da mandare il messaggio solo alle persone giuste, nel momento giusto.
Engagement
Su Substack, engagement significa avere una lista di persone iscritte viva e partecipe, non si tratta solo di numeri, ma di lettrici e lettori che interagiscono con ciò che pubblichi: commentano, mettono like, fanno restack, condividono i tuoi contenuti, partecipano alle chat, acquistano i tuoi libri o i tuoi servizi, e in generale sentono di far parte di uno spazio che vale la pena abitare.
L’engagement è il segnale più chiaro della qualità della relazione che stai costruendo, una newsletter con pochi iscritti ma molto coinvolti è molto più solida di una lista grande e silenziosa.
Avere una strategia di engagement significa progettare consapevolmente delle occasioni di interazione, non lasciare che tutto accada per caso, ma creare momenti, format e inviti che stimolino la partecipazione e, di conseguenza, la retention: più una persona si sente coinvolta, più è probabile che resti iscritta nel tempo.
In questo senso, l’engagement serve a ridurre le disiscrizioni perché rafforza il legame emotivo e pratico con il tuo Substack, non si tratta di chiedere attenzione, ma di offrire uno spazio in cui le persone hanno voglia di tornare, leggere, rispondere e restare.
F
G
H
Hero post
Un hero post è un post fissato in alto nella homepage del tuo Substack, pensato per accogliere chi arriva per la prima volta. È il primo contenuto che le persone vedono quando atterrano sul tuo spazio e funziona come una vera e propria porta d’ingresso.
I
J
K
L
Live streaming: ecco come programmarli
M
N
O
Open rates
Si parla tanto di open rate e per questo i creator su Substack finiscono per ossessionarsi con i dati, ma in realtà racconta molto meno di quanto sembri. Un’email può essere aperta e cancellata dopo due secondi, senza che venga letta nemmeno una parola, ma viene comunque conteggiata come “aperta”.
Per questo l’open rate, da solo, non è un indicatore affidabile della qualità del tuo lavoro, dell’interesse reale o del legame con chi ti legge. È solo un indice parziale, spesso frainteso, che va sempre letto insieme ad altri elementi, come le risposte, i commenti, i click...
Su Substack si parla spesso di una “media” che va dal 40% al 70%, ma è una semplificazione, ho seguito persone con open rate molto più bassi e altre con percentuali leggermente più alte, senza che questo fosse automaticamente indice di successo o di fallimento.
Il punto non è rientrare in una percentuale ideale, ma costruire una relazione reale. Un open rate alto senza coinvolgimento non porta lontano, mentre un open rate più basso, ma con lettrici e lettori presenti, che rispondono, leggono davvero e restano, è molto più significativo.
P
Q
R
Restacking
Il restack è, in sostanza, la condivisione nel linguaggio di Substack.
È il modo in cui puoi condividere i tuoi post o quelli di altre persone all’interno di Substack Notes, in modo simile a come condivideresti un contenuto su altri social network.
Quando fai un restack, stai aiutando un contenuto a circolare oltre la newsletter originale, rendendolo visibile anche a persone che non sono ancora iscritte o che seguono altri creator. È uno strumento di scoperta importante, perché permette ai post di viaggiare dentro l’ecosistema di Substack attraverso relazioni, affinità e interessi condivisi.
Il restack non è solo una funzione tecnica, ma un gesto editoriale e relazionale. Restackare significa “questo contenuto merita attenzione”, usalo con intenzione e attenzione perchè contribuisce a costruire visibilità, alleanze e senso di comunità, sia per il tuo progetto sia per quello delle altre persone che segui.
S
T
UV
UX efficace
Questi sono i quattro pilastri della UX efficace su Substack:
Struttura chiara: menu essenziale, groups ben organizzati, pagine che orientano, homepage pulita.
Leggibilità: paragrafi brevi, spazio bianco, sottotitoli che guidano, font leggibile.
Ritmo: frequenza prevedibile, struttura ricorrente, alternanza di lungo e breve.
Personalità: voce riconoscibile, immagini coerenti, tono costante, scelte estetiche distintive.
Quando questi quattro elementi sono allineati, crei un’esperienza che le persone riconoscono immediatamente come tua.
La UX include anche come leggi i tuoi insight.
Substack ti dà numeri essenziali: tasso di apertura, click sui link, crescita netta, nuovi iscritti meno disiscritti, tasso di abbandono che ti raccontano i pattern di comportamento dei tuoi lettori, cosa risuona, quando le persone leggono, mentre non ti dicono: perché le persone si sono disiscrite o se il contenuto ha avuto impatto profondo, quali trasformazioni hanno portato.
I dati non servono a giudicarti, ma a orientarti, quindi usali per capire quali argomenti funzionano meglio, identificare il giorno o ora migliore per pubblicare, vedere quali call-to-action generano azione, testare titoli e formati, ma non farti ossessionare. Un contenuto con apertura bassa può aver cambiato la vita di tre persone e quelle tre persone possono essere più importanti di mille aperture superficiali.
Prima di considerare il tuo Substack pronto dal punto di vista UX, verifica:
menu con massimo quattro cinque voci essenziali,
Groups ben organizzati,
non Sections inutili,
pagina About completa e personale,
almeno una pagina “Inizia da qui” o equivalente,
welcome email personalizzata e orientativa,
homepage con visualizzazione chiara List Grid o Groups,
frequenza di pubblicazione dichiarata e mantenuta,
design coerente: colori font immagini ricorrenti, nome autore sempre visibile nei post, pulsanti Subscribe ben posizionati.
Quando tutti questi elementi sono a posto, hai una UX professionale, non perfetta, non esiste la perfezione, ma efficace!
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