Si, sono tornata a leggere le mie newsletter e, come sempre, aspettatevi digressioni, improvvisazioni qua e là e riletture della stessa frase perché, presa dall’entusiasmo, ho dato l’intonazione sbagliata!
Buon ascolto e/o buona lettura!
Ieri ero in viaggio e, come sempre quando guido, ho lasciato la mente vagare tra i pensieri, unire puntini e mettere ordine tra le cose fatte e quelle da fare e questo girare in giro dei miei neuroni mi ha portato al tema di oggi.
Molte persone che arrivano su Substack col desiderio di crescere, si portano dietro il retaggio di anni di attività sui social media e, chi prima e chi dopo, arrivano a chiedersi “come faccio ad hackerare l’algoritmo per fargli fare quello che voglio io?”.
Così, sempre guidando, ho iniziato a pensare a cosa avrei voluto mettere in questa newsletter e mi sono tornate alla mente le parole di Mike Cohen, che si occupa del machine learning di Substack, ascoltate in una recente intervista:
“The goal is to get people to discover, subscribe, and ideally pay.”
e così ho deciso: è arrivato il momento di chiarire una volta per tutte come pensa Substack!
Oggi approfondiamo:
Per cosa è progettato l’algoritmo di Substack
Come decide quali contenuti mostrare a ciascun lettore
Perché le relazioni aiutano Substack a capire il tuo lettore ideale
Come una Note può raggiungere persone che ancora non ti conoscono
Perché non esistono formati e orari perfetti
Usa le Notes come laboratorio per la tua strategia editoriale
Le azioni concrete da fare questa settimana
Se partiamo dalla citazione di Cohen qui sopra puoi facilmente intuire che il feed delle Notes di Substack ottimizza per una cosa molto chiara: portare i lettori a scoprire nuove pubblicazioni, iscriversi e, alla fine, diventare abbonati paganti.
Sempre Mike Cohen dice:
There’s no prior belief about what’s good. It’s about what’s best for you.
Facciamo un passo indietro: negli ultimi anni abbiamo vissuto su piattaforme progettate per tenerci incollate allo schermo, pensate a Instagram o TikTok, il loro modello di business si basa sulla vendita della pubblicità, quindi hanno bisogno che l’utente resti a scrollare il più a lungo possibile.
Substack, invece, guadagna una percentuale sugli abbonamenti e questo crea un forte allineamento di interessi tra piattaforma e autori - evviva evviva!!!
Se facciamo 2+2, arriviamo a concludere che l’algoritmo di Substack è stato progettato con l’obiettivo di farci incontrare le persone giuste per noi e per la nostra pubblicazione, è pensato per intercettare gli interessi dei lettori e mostrargli un contenuto per loro rilevante - rilevanza che poi, ci auspichiamo tutti, si trasformi in un abbonamento a pagamento.
Substack, per farlo, costruisce una sorta di profilo di ogni lettore, prende in considerazione elementi come le persone che segue, le pubblicazioni a cui è iscritto, la sua posizione geografica, la lingua, gli interessi che ha indicato nel profilo e, soprattutto, il modo in cui si comporta sulla piattaforma. Acquisite queste info le confronta con i contenuti disponibili e decide quali mostrargli.
L’algoritmo di Substack fa anche in modo che questo sistema non chiuda le persone dentro una sola categoria, quindi, se oggi ho bisogno di poesie e per tutto il giorno leggo solo quelle, non significa che il mio feed diventerà un circolo chiuso di poesie per l’eternità - anche se, a pensarci, quanto sarebbe bello?
Se una persona interagisce molto con un determinato argomento non significa che vedrà sempre e solo quello, ricordiamoci che Substack supporta la scoperta di nuovi mondi!
E qui arriviamo al punto: il nostro compito è creare contenuti che piaceranno alle persone che vogliamo raggiungere, non all’algoritmo, anche perché non esiste un contenuto che piaccia all’algoritmo in senso assoluto.
Substack premia le relazioni
Ogni interazione che avviene sulla piattaforma diventa un’informazione che l’algoritmo acquisisce e che userà per decidere cosa far vedere alle persone: il sistema osserva cosa leggiamo, chi seguiamo, con chi interagiamo e usa queste informazioni per suggerirci i contenuti migliori per noi.
Inoltre l’algoritmo osserva la sovrapposizione tra le audience: se due pubblicazioni hanno molti lettori in comune, per Substack è un segnale forte che quelle due community potrebbero avere interessi affini e inizia a mostrare i contenuti dell’una alle persone che seguono l’altra.
Se vuoi conoscere le pubblicazioni con la tua stessa audience puoi usare il Creator Match.
Capisci adesso che i commenti, i restack e le citazioni sono molto più utili di una qualsiasi tecnica per aumentare l’engagement: ogni volta che interagiamo con un altro autore stiamo creando un collegamento tra audience e stiamo dando a Substack nuove informazioni su quali persone e quali community potrebbero essere interessate ai nostri contenuti.
Questo significa anche che le nostre Notes possono uscire molto più velocemente dal nostro pubblico diretto e arrivare, oltre che alle persone che già ci seguono o che sono iscritte alla nostra pubblicazione, ai lettori di una pubblicazione che ci raccomanda o, grazie a un commento o un restack, a persone che ancora non ci conoscono.
La crescita su Substack non è una questione di quanti milioni di persone raggiungiamo, ma di entrare in relazione con i lettori più interessati a noi.
Il fatto che l’algoritmo si basi sulle abitudini del singolo lettore ci porta anche a un’altra informazione importante: non esistono orari o formati che garantiscono visibilità e crescita. Se un lettore si sofferma più a lungo sui video, gli mostrerà più video, se preferisce leggere notes brevi gli mostrerà quelle, se è alla ricerca di pubblicazioni lunghe, mostrerà notes con link alle pubblicazioni.
Smetti di cercare il “formato perfetto” e inizia a chiederti: “quale formato è più adatto alla persona con cui vogliamo interagire?”



