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Chiacchieriamo di come nascono le mie newsletter
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Chiacchieriamo di come nascono le mie newsletter

e del perché non c’entrano le newsletter!

Una cliente, in questi giorni, mi ha chiesto: “Ma come nascono le tue newsletter? Dove prendi le idee, come unisci i puntini?”
Ci ho pensato e ho capito che la risposta non riguarda solo le newsletter, riguarda tutto quello che faccio: corsi, consulenze o anche solo una chiacchierata davanti a un caffè.

Le idee che condivido e approfondisco nelle mie newsletter, non nascono quando mi siedo davanti al computer, ma molto prima: quando leggo un libro e sottolineo frasi o mi appunto pensieri e riferimenti esterni, quando ascolto un intervento e mi segno tre parole chiave sul telefono o quando parlo con qualcuno e non posso che appuntarmi quel concetto da qualche parte!

Gli appunti, che siano scritti o note vocali, sono il mio modo per trattenere un pensiero che mi sta attraversando e negli anni ho capito che ciò che più mi aiuta non è accumulare note su note, ma archiviare tutto in un sistema che mi permette di mettere tutto in relazione, proprio come faccio con le associazioni di idee nella mia testa, nel mio computer avviene una cosa simile che rende tutto più utile e connesso.

Partiamo da una premessa: scrivere non dovrebbe solo servire a trasmettere ciò che si sa, ma anche a capire meglio ciò che pensiamo e come pensiamo.
Quando voglio ricordare qualcosa la devo scrivere e soprattutto la devo rielaborare con parole mie, come se la stessi spiegando a qualcuno che non ne sa nulla
.

Quindi, no, la scrittura della mia newsletter, non inizia quando apro Substack o Note, ma quando metto in relazione due pensieri che prima vivevano allegramente nello spazio tempo indipendenti l’uno dall’altro: un libro, un podcast, una conversazione, un appunto sulla tovaglietta rigorosamente sporca di cibo… tutto si sedimenta, finché per associazione imprevedibile e incontrollata, qualcosa si accende.

Sono convinta che le idee non si “trovano”, ma si costruiscono con un sano e continuo bisogno di curiosità ed è impossibile costruirle solo nella mente: serve un luogo esterno dove il pensiero possa “stare” finché le idee non prendono forma.

Premesso che non tutto quello che mi appunto sarà fonte di condivisione pubblica, io vivo come se, invece lo fosse e mi sono resa conto che da quando ho assunto questo modo di pensare, da quando vivo come se tutto quello che scrivo potesse diventare pubblico, ho cambiato il modo di leggere, ascoltare, studiare, non accumulo informazioni a caso, ma le seleziono, penso come potrebbero essere utili a me e agli altri, non cerco di trattenere tutto come un’accumulatrice seriale, ma capisco da subito quel è il modo migliore per esprimere quel concetto e come posso arricchirlo e renderlo davvero utile.

Avere uno scopo concreto ha cambiato la qualità della mia attenzione, sono più esigente, mi faccio più domande senza soffermarmi, in questo momento del processo, sulla forma, ma focalizzandomi sulla qualità e affidabilità delle informazioni.

Non importa se poi pubblico o no: il punto è allenare la mente al pensiero laterale, devi immaginare ogni nota che scrivi come se fosse un feedback immediato su come ragioni, ti mostra dove hai davvero capito e dove stai ancora fingendo di capire.

Andiamo ancora più sul pratico: il mio processo creativo segue tre passaggi semplici:

  • Prendo appunti, sempre, su carta, telefono, Notion… e, importantissimo, ogni nota deve contenere una sola idea, possibilmente scritta con parole mie e, quando presente, con l’indicazione della fonte dell’ispirazione.

  • Ogni giorno, o quasi, rivedo le note e aggiungo connessioni, mi accorgo quando i contenuti sono simili, quando vanno in contrapposizione tra loro, quando e come possono essere potenzialmente utili in futuro.
    Mi chiedo:
    “In quale contesto mi servirà?” e/o “In che modo questo contenuto può essere utile a chi mi legge?”

  • Quando mi accorgo che più note potrebbero diventare un contenuto interessante se messo in correlazione, inizio a scrivere una bozza, che di solito, inizia con il copia/incolla delle note stesse; non invento nulla da zero, seguo il filo rosso che ho già tracciato: scrivo, lascio sedimentare, rileggo e arrivo al testo definitivo.

Qui due esempi di newsletter in cui ho messo in correlazione concetti apparentemente distanti: algoritmi e funghi, due intelligenze che non pensano, ma decidono e anfetamine, marketing e comunicazione


Buona lettura o rilettura!

Chiacchieriamo di funghi e marketing

Chiacchieriamo di anfetamine, marketing e comunicazione

Oppure, proprio in questi giorni ho preso un appunto su come il marketing, e i canali social nello specifico, permettono di collegare due punti apparentemente lontani come un Wormhole, così sono andata a recuperare il capitolo 14 di questo libro e inizierò a collegare i puntini, vediamo cosa uscirà!

Ricapitoliamo le basi perché un sistema funziona solo se è semplice.

  • Ogni nota deve avere lo stesso formato, chiaro e prevedibile: una frase, una fonte, uno o più tag argomento: troppa rigidità uccide la scoperta, troppa libertà crea caos, ci vuole un punto d’equilibrio.

  • Il formato deve essere sempre uguale: io riporto note del telefono, appunti scritti, vocali tutto su Notion che è organizzato sia per “Dove potrei pubblicare” che per “Argomento”



    DA QUESTO


    A QUESTO


    Per me la standardizzazione non è un vincolo: è un acceleratore, mi permette di non dovermi preoccupare del “dove trovo le cose”.

  • Avendo tutto così organizzato scrivere diventa un processo naturale: apprendo un’informazione, la collego a quello che già esiste, realizzo il contenuto, pubblico, ascolto i feedback e miglioro.

Ogni volta imparo qualcosa su di me, sul mio modo di ragionare
e sul linguaggio che uso per raccontare il mondo che vivo.

Un altro aspetto da non sottovalutare, anzi, da implementare è lavorare su più fili rossi; una delle convinzioni più sbagliate che avevo anni fa era quella di dover lavorare su un progetto alla volta, leggere un libro alla volta, guardare una serieTV alla volta, etc…

In realtà, la mia creatività e il pensiero laterale li ho risvegliati approfondendo e “abitando” più interessi contemporaneamente, uno influenza l’altro, illumina aspetti in ombra, mi sposta il punto di vista, ogni deviazione diventa scoperta, ogni progresso nasce da una deviazione, da un appunto che entra in conflitto con un’altro, le contraddizioni aprono strade nuove, gli appunti non sono un archivio statico, ma il paese delle meraviglie delle tue idee.

Inizia da qui

Se vuoi iniziare non ti serve un software complicato: annota tutto ciò che ti incuriosisce: su carta, su Notion, nelle note del telefono; ogni volta che riscrivi un’idea con parole tue, la stai trasformando in conoscenza.

Rileggi gli appunti una volta al giorno, collega ciò che si somiglia o si contraddice, aiutati con i “tag argomento”.

Quando due o tre note cominciano a comunicare tra loro, scrivi tutto in una prima bozza che non per forza pubblicherai, anzi, in questo momento ti serve per capire fin dove puoi arrivare con il pensiero.


Scrivere è il modo più concreto che abbiamo per pensare e pensare, oggi, è l’unica vera forma di libertà creativa.

Appunti. Inchiostro su pelle! :D

Facciamo cose insieme:

Il 2026 sarà l’anno di Substack

Tra pochi mesi in moltissimi arriveranno in piattaforma e chi c’è già oggi ha ancora qualche settimana per sfruttare il vantaggio di chi parte “tra i primi”.

Lo sappiamo, farsi conoscere sui social è sempre più complicato. Siamo in tantissime a creare contenuti e si prevede che nel 2026 succederà lo stesso anche su Substack.

Io ci sono dal 2023 e in due anni ho costruito una newsletter con oltre 8000 iscritti, uno spazio davvero mio, libero dagli algoritmi e pieno di scambi diretti con voi.

Detto questo, mi sono confrontata nel gruppo chiuso che ho con le mie clienti e abbiamo deciso che nelle prossime settimane organizzerò un incontro online (chiamatelo webinar, workshop o masterclass) in cui vi spiegherò come iniziare su Substack in modo da arrivare al 2026 con tutte le info necessarie per essere presenti in modo strategico sulla piattaforma.

Ci prendiamo tutto il tempo che serve, rispondo a ogni domanda (anche raccolte in anticipo) in modo da arrivare alla fine del webinar con una visione chiara e un piano d’azione concreto.

Nei prossimi giorni definirò tutti i dettagli, intanto, se vi interessa scrivetemi rispondendo a questa mail o su Instagram, così vi invio maggiori informazioni.

PROSSIME PUBBLICAZIONI PER LE PERSONE ABBONATE

Continua il nostro approfondimento sullo Storytelling Festival:

Raccontare - 11/11/2025

Annamaria Testa, Pablo Trincia, Francesca Marchegiano, Elvio Carrieri, Valentina Di Michele e La Content

Esploreremo la narrazione come forma di resistenza all’effimero.
Oggi raccontare è un atto politico, apartitico, che può costruire fiducia o consumarla.
Prenderemo spunto da chi sul palco ha mostrato come le storie possano ancora unire: da Pablo Trincia che mette la voce al servizio delle ingiustizie, a Francesca Marchegiano che difende la scrittura come forma di pensiero, fino a La Content stessa, che ha creato lo Storytelling Festival per restituire alle parole la loro centralità.

Questa newsletter sarà il mio modo per parlare di responsabilità comunicativa, di brand che non si limitano a esistere ma si espongono e di come la creatività, nel business, non è un lusso ma un dovere.

3. Immaginare - 18/11/2025

Mafe De Baggis, Luigi Nigro e Andrea Girolami

Andremo oltre la creatività estetica per parlare di immaginazione responsabile: di futuri, di visioni, di complessità.
Vedremo come le ucronia e i controfattuali possano diventare metodo di progettazione e come il giornalismo narrativo trasforma la cronaca in visione.
Immaginare diventerà la competenza chiave per chi vuole non solo raccontare il presente, ma costruire il futuro che verrà.

Puoi riceverle scegliendo uno dei due piani a pagamento 5€/mese o 50€/anno!

Qui potete recuperare il primo approfondimento:

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Assolutamente, procediamo.