Per anni ho provato a scrivere una newsletter settimanale, e quando dico “per anni”, intendo proprio anni: iniziavo, ne scrivevo due o tre e poi la mollavo lì. Sempre!
Ogni volta la stessa storia:
→ entusiasmo iniziale
→ calo della motivazione con conseguente domanda esistenziale: ma perché devo continuare se non mi piace?
→ rotolacampo nel deserto (che sarebbe la pianta che rotola nel deserto nei film western e che Google mi ha detto che si chiama così!)
Solo oggi mi rendo conto del perché il mio entusiasmo finiva, appunto, a rotolare nel deserto: perché - semplicemente - scrivevo quelle newsletter per i motivi sbagliati:
perché speravo di vendere più consulenze.
perché volevo condividere la mia visione del mondo, come se foste tutti lì ad aspettare le parole dell’oracolo Elisa.
Perché qualche vanity metrics non si rifiuta mai!
E non che ci sia niente di male in questi desideri, li abbiamo tutti.
Il punto è che, però, se sono le uniche cose che ti spingono a fare qualcosa, sei fregata.
E infatti il risultato era sempre lo stesso: nessuna costanza, zero soddisfazione e quella certezza crescente del “Questa cosa dello scrivere non fa per me” - che se ci penso adesso mi fa molto ridere.
Poi, a un certo punto, qualcosa è cambiato: ho smesso di scrivere per ottenere qualcosa e ho iniziato a scrivere per diventare qualcuno.
Oggi sono quasi tre anni che, con regolarità, mando una newsletter alla settimana (a volte due) e non perché sia diventata magicamente disciplinata e costante, ma perché sono cambiati i motivi per cui lo faccio.
Perché ho capito che se pubblico solo per ottenere soldi, riconoscimento, influenza, inevitabilmente succedono tre cose:
Chi mi legge se ne accorge e smette di aprire le mie mail.
Dopo pochi mesi - o se sei come me, settimane - perdi motivazione e molli.
Torni a chiacchierare con quella vocina nella testa che ti dice che, in fondo, la prof di italiano che ti metteva 5 ai temi tutti i torni non li aveva!
Se invece pubblichi per diventare, le cose cambiano, e tanto!
Pubblicare una newsletter regolarmente mi ha reso una scrittrice migliore, mi ha insegnato a dialogare con l’AI, mi ha permesso di padroneggiare al meglio gli strumenti di email marketing, mi ha obbligata ad approfondire e studiare gli argomenti di cui voglio parlare, ho capito come organizzare al meglio le mie idee su Notion e so fare editing così bene che lo faccio anche alcuni testi delle mie clienti.
Lo stesso vale per i podcast e i contenuti social: mi hanno insegnato a parlare meglio, a scrivere, montare, progettare, improvvisare…
Quando ho lanciato le mie “Interviste Nomadi”, l’ho fatto con l’obiettivo di diventare una intervistatrice migliore, una moderatrice di panel, sapevo che anche senza successo immediato, quell’abilità mi avrebbe trasformata e così è stato.
Lo stesso con questa newsletter: certo che voglio far conoscere il mio lavoro, la mia professionalità, i miei percorsi e quindi guadagnarci, ma il vero ROI qui è imparare a scrivere ogni settimana, mettere ordine tra i miei pensieri, cambiare idea grazie al confronto con voi…
Diciamolo: i contenuti fatti solo per “vendere di più” finiscono come il mio abbonamento in palestra di gennaio…
Se inizi a crearli pensando a chi diventerai mentre li fai - una persona che scrive meglio, parla meglio, si incazza meno con Notion e sa usare l’AI senza perdersi dentro - allora non solo il pubblico arriva, ma ti accorgi che sei tu la prima a creare con più piacere.
Facciamo cose insieme
Ho preparato un percorso gratuito di 14 giorni - dal 18 al 31 agosto - per arrivare a settembre con le idee chiare e l’energia giusta, niente corse, niente ansia, niente burnout.
Lavoreremo su priorità reali, carico sostenibile, calendario, offerte e comunicazione.
Poche cose, ma fatte bene.
Se vuoi unirti a noi puoi farlo cliccando qui sotto!











