Settimana intensa quella appena finita, di quelle che ti svegli e per qualche secondo non sai che giorno è. Sono stata in aula per tre aziende diverse, ho affrontato impegni familiari di quelli che ti scombussolano dentro, ho incontrato clienti dal vivo, eccezione che faccio in quei pochi giorni all’anno che non sono in viaggio, e ora mi ritrovo con la testa piena di appunti, idee nuove, qualche pagina ancora bianca... e una domanda che ritorna regolarmente: come posso usare ancora meglio il mio tempo?
Uno dei pensieri che mi tiene compagnia in queste settimane riguarda il mio blog, un luogo che negli anni ho sempre sentito come casa, anche se più da coinquilina disordinata che da perfetta padrona di casa.
Inizialmente scrivevo di eventi e incontri sul mio sito, poi nel 2009 sono migrata su Tumblr
poi di nuovo sito, poi Substack e all’inizio di quest’anno sono tornata su elisascagnetti.com con l’intenzione di “farlo bene”: ho messo tutti gli articoli in bozza con l’idea di sistemare la SEO, rimettere ordine e dare finalmente un senso a tutto.
peccato che tra aprile e maggio arriva l’annuncio di Google:
e quindi con sto blog che ci faccio?
È un mese che leggo, ascolto, parlo con chi questo lavoro lo vive ogni giorno; il tema della SEO, motori di ricerca, blog è uno di quelli che torna ciclicamente, ma stavolta sembra diverso, ne abbiamo parlato anche all’ultimo Meetup di WordPress Torino, tanti spunti, qualche teoria interessante, ma nessuna risposta definitiva, perché la verità è che nessuno ha la sfera di cristallo.
Eppure qualcosa possiamo cominciare a vederlo, non la risposta definitiva che sarà valida per i prossimi 10 anni, ma una prima direzione, un punto da cui ripartire adesso che Gemini si è presa il posto più ambito nella prima pagina di Google!
Raccogliamo quello che sappiamo e immaginiamo nuove strategie partendo dalla risposta più importante che è:
Sì, il blog ha ancora senso!
Solo che dobbiamo smettere di pensarlo come abbiamo sempre fatto.
Con l’arrivo delle risposte dirette di Gemini, il blog ha perso un po’ quello che negli ultimi anni è stato spesso il suo ruolo per noi professionisti: uno strumento da usare per scalare Google grazie a parole chiave, titoli perfetti, link interni, meta descrizioni strategiche e tutto quello che sappiamo della SEO.
Per anni abbiamo spesso scritto con l’obiettivo di arrivare in cima ai risultati, oggi quella cima non c’è più; oggi se facciamo una domanda i motori di ricerca non mostrano più i nostri siti, mostrano direttamente la risposta!
E allora il blog che ruolo ha?
L’abbiamo detto, non è morto, ma il suo posto nel funnel (che, tra l’altro, non è più quello di una volta, ma questa è un’altra storia) si è spostato, ma dove?
Possiamo dare per assodato che il ruolo di top-of-funnel informativo è stato “preso” dalle AI: le persone fanno domande generiche (es. “Come si diventa nomade digitale?”, “Che differenza c’è tra coaching e mentoring?”) e ottengono risposte già soddisfacenti senza cliccare su alcun sito. Possiamo quindi dedurne che i blog stanno perdendo tutto quel traffico casuale derivato dalla ricerca generica e anche se Google dovesse tornare a favorire i siti (cosa di cui molti esperti dubitano), la competizione sarà sempre più dura e sempre più cara in termini di tempo/risorse.
Il blog, però, resta centrale per quel pubblico che già ti conosce o che arriva da un canale che presiedi in modo costante e attivo: newsletter, social, eventi dal vivo, etc...
In questo contesto, il blog diventa un luogo di approfondimento, posizionamento e conversione, non è più - o non solo - una calamita SEO, ma un asset di relazione e autorevolezza.
Quindi: ha ancora senso investire tempo nel blog?
Sì, se:
lo usi come estensione della tua voce/brand: è un luogo autorevole che racconta il tuo metodo, la tua visione, i tuoi valori.
Chi ti cerca per nome, o ti conosce da altri canali, ha bisogno di trovarti lì;lo pensi come hub tra contenuti e offerta: articoli evergreen, pillar page, casi studio, articoli che rispondono alle domande che ti vengono fatte più di frequente;
entri in ottica di ottimizzazione dei contenuti: testi che poi riadatti e usi anche in newsletter, social, video, podcast ect.
No, non ha più senso:
se speri che funzioni da solo, senza un ecosistema su cui devi agire in modo attivo e regolare;
se scrivi articoli ottimizzati solo per la SEO informativa;
se non stai monitorando il comportamento degli utenti e non lo aggiorni da mesi.
Tiriamo le somme: il blog non è morto, anche se diciamocelo, per un attimo l’abbiamo pensato tutti, il blog si è evoluto, non serve più per essere trovati, ma per farsi scegliere.
Scrivi meno, ma meglio.
Usa meno keyword e dai più volume alla tua voce.
Non provare a competere con l’AI, diventa il luogo in cui l’AI non può arrivare: focalizzati sulle esperienza, la tua storia, le relazioni.
Oggi la strategia vincente è:
creare contenuti “di valore vero”: non per l’algoritmo, ma per le persone che ti seguono o stanno valutando di lavorare con te;
portare tu le persone sul tuo blog, con:
la newsletter
i tuoi post su Instagram, Telegram, LinkedIn, etc…
le interviste e le collaborazioni
anche semplici link nella firma delle email, nelle sales page, nei PDF gratuiti, etc…
Ricorda la differenza fondamentale: le AI e Google rispondono alle domande degli utenti, il tuo blog risponde a relazioni, desideri, identità, bisogno di fiducia di chi legge un tuo articolo dopo averti ascoltata, seguita, magari incontrata, ci arriva già coinvolto, non sta cercando un professionista che fa quello che fai tu, sta cercando proprio te, proprio il tuo nome e cognome.
Posso dirvi? A me queste modifiche piacciono un sacco, finalmente ci liberiamo dal vincolo di dover per forza scrivere con un’attenzione quasi maniacale alla SEO - che per me è sempre stata la fine della “bella scrittura”!
Possiamo usare uno stile più narrativo, personale, anche frammentato se serve, come qui nelle newsletter, come nei podcast, come nelle caption dei social, anche se i nostri post saranno presto indicizzati anche sui motori di ricerca, ma anche questa è un’altra storia.
Per me il blog sarà un contenitore di pensiero e posizionamento con contenuti più intensi, autentici e legati ai miei mondi.
E per te?
Confrontiamoci nei commenti!
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