Una delle frasi scritte da Alessandro Vannicelli nella sua “Pane, Burro e Caffeina” e che più mi è rimasta impressa è:
I trend, spesso, non sono altro che aggiornamenti di sistema su desideri che qualcuno aveva già installato anni prima.
L’ha scritta parlando dei cinnamon roll, ma da quando l’ho letta continuo a pensarci in relazione a molto altro. Se ci pensiamo, gran parte di ciò che oggi chiamiamo trend non è davvero un nuovo trend, è semplicemente qualcosa che ritorna al momento giusto, magari solo con un’estetica leggermente aggiornata.
Pensateci: ogni volta che qualcosa torna di moda, il più delle volte stiamo riattivando un bisogno che era già lì, magari latente, magari dimenticato, ma mai davvero scomparso: un bisogno
di lentezza,
di appartenenza,
di semplicità
di bellezza,
di rituali…
Il lavoro di chi osserva la società, che sia attraverso il cibo, la moda, la tecnologia o la comunicazione, non consiste solo nell’intercettare le novità, ma nel riconoscere quale desiderio antico si sta travestendo da novità e capire perché stia riemergendo proprio adesso.
Il cocktail di gamberi è un esempio perfetto: per chi, come me e Alessandro, è cresciuto negli anni ‘80 rappresenta i pranzi di famiglia, le occasioni speciali, una certa idea di abbondanza e di festa.
Per chi quegli anni non li ha mai vissuti, invece, è qualcosa di completamente diverso: è una scoperta, un oggetto estetico, un contenuto instagrammabile, è un frammento di un passato che appare affascinante proprio perché distante.
E a questo punto mi sono chiesta:
Cosa succede quando iniziamo a provare nostalgia per epoche
che non abbiamo mai vissuto?
Subito direi che stiamo parlando di qualcosa che si è sempre fatto - pensate a quella meraviglia del film Midnight in Paris - ogni generazione ha idealizzato periodi precedenti al proprio, eppure ho l’impressione che qualcosa, nel modo in cui lo facciamo oggi, sia cambiato rispetto a qualche decennio fa.
Non tanto il desiderio, quanto la velocità: non stiamo più aspettando che il tempo trasformi le cose in ricordi, stiamo trasformando tutto in ricordo molto più velocemente, a volte mentre lo stiamo ancora vivendo.
Sui social vediamo continuamente immagini con un’estetica vintage, filtri analogici, oggetti recuperati da altre epoche, eppure sono state create pochi giorni fa, è come se avessimo imparato a consumare non soltanto prodotti o contenuti, ma sensazioni di memoria.
E con questo pensiero sui cui ancora sto riflettendo, e su cui mi piacerebbe tanto sapere cosa ne pensi, ti auguro una buona domenica e come sempre…
Divertiti e fai cose belle!
Elisa
Mi piacerebbe continuare a chiacchierare di questa e delle altre tematiche che tratto nella mia newsletter domenicale durante la settimana in chat, alcune volte saranno argomenti più leggeri, come il concerto dei Subsonica o KPop Demon Hunters, altre più complesse come la Manosfera.
Chiacchieriamo insieme, la chat è aperta e il caffè è già sul fuoco!
Qualche info sul mio spazio editoriale:
💬 Perché la mia newsletter si chiama “Chiacchiere”: visto che spesso mi è stato chiesto, l’ho spiegato qui e ti avverto, dei due, tu sei quella che cucina in camper!
💻 Ho lanciato un nuovo progetto sulla produttività non lineare: Non Linear Productivity. Se sei tra le persone abbonate alle Chiacchiere con Elisa, la troverai ogni giovedì tra le tue mail!
🟧 Nella sezione Grow on Substack trovi tutto quello che ti serve per fare di Substack un asset strategico per il tuo lavoro
🍻 Diventa partner di “Chiacchiere con Elisa”, scrivimi e parliamone!
Weekly Substack tip
I Sondaggi su Substack
Questa settimana ho preparto un sondaggio per voi, per scoprire cosa vorreste da questa pubblicazione, e parlandone con alcune di voi ho scoperto che quasi nessuna conosce questa funzione di Substack quindi, oltre a chiedervi di rispondere al mio vi racconto qualcosa di più!
Prima di tutto dov’è: si trova in Pannello di controllo, nella tab Statistiche, sotto “Surveys” - sotto vi ho messo gli screenshot.
Ne trovi già uno pronto, quello che parte in automatico nelle email di benvenuto ai nuovi iscritti, quindi, se non hai mai toccato i template, oltre alla mia disapprovazione, trovi anche il sondaggio che Substack ha creato in autonomia per i tuoi lettori.
Personalizza quella mail di benvenuto, ti prego, qui ti spiego come fare!
Puoi crearne quanti vuoi, con domande a risposta aperta, chiusa, scelta singola o multipla, etc…
Una volta pronto, lo condividi come preferisci: con un link diretto, con un’email dedicata oppure inserendo un pulsante direttamente in un post e quando arrivano le risposte, le trovi tutte nella stessa pagina, facillmente esportabili in CSV se vuoi analizzarle con calma.
L’unica cosa a cui porre davvero attenzione è che se decidi di eliminare un sondaggio elimini nche tutto ciò che a quel sondaggio è collegato: domande, risposte e link che avevi messo nei post.
Ti ricordo che tutti i martedì parliamo di come esserci e crescere su Substack: Grow on Substack, iscriviti per riceverla: elisascagnetti.substack.com/subscribe
Nuovi contenuti pubblicati in settimana
Questa settimana ho pubblicato:
Qui, come sempre, i contenuti evergreen che aggiorno regolarmente:
Substack “dalla A alla Z” quello che ti serve sapere per usare bene Substack, come vedrai ci sono ancora dei contenuti da inserire, ma molte analisi, consigli pratici, esempi reali e link alle risorse fondamentali sono già presenti!
Qui trovi la Masterclass su come crescere su Substack nel 2026 e qui tutte le info sulle mie consulenze individuali.
Cosa ascoltare …o vedere, come preferisci!
Ho da poco lanciato un nuovo progetto che, oltre a Youtube, puoi trovare anche qui su Substack. Si chiama “Pareri non Richiesti” ed è un video podcast semiserio sull’intelligenza artificiale condotto da me e Maurizio Pelizzone, i primi episodi sono qui:
Per oggi è tutto, ci vediamo su Instagram per continuare a Chiacchierare
Qui uso spesso il femminile sovraesteso e non censuro le parolacce!
Inoltre questa newsletter è gratuita ed è distribuita con una licenza CC0, che significa che puoi farne quello che vuoi anche senza citarmi: più idee condividiamo, più pensieri siamo in grado di fare.















