Per anni ho costruito e aggiornato il mio Second Brain: un database in Notion fatto di appunti, articoli, idee, citazioni, link, esercizi, domande, un luogo digitale che chiamo, con affetto e un po’ di ironia, “il mio tessssoro” (sì, come Gollum).
Ci metto dentro le cose che mi ispirano/incuriosiscono/interessano, che mi fanno pensare, che voglio riprendere, leggere con più calma o utilizzare per quello che scrivo o insegno.
Ma qualche giorno fa, ho letto una newsletter che mi ha lasciata spiazzata, si intitola “I deleted my Second Brain” di Joan Westenberg e racconta di come, in una sera sola, abbia cancellato tutto, tutte le note, tutti i pensieri, tutte le citazioni, e di come, dopo quel gesto, abbia sentito qualcosa di inaspettato: leggerezza.
Da quella lettura ho cominciato a farmi una domanda: e se lo facessi anch’io?
Mi sto chiedendo se anche il mio tessssoro, a volte, mi fa da zavorra, non perché sia disorganizzato, anzi è tutto taggato, colorato, classificato, ma ho come la sensazione che ogni cosa salvata sembri chiedermi attenzione.
Ogni nota è un micro-impegno, un “ci torno dopo”, un “non devo dimenticarmi che…”, un “un giorno sarà utile”.
E se invece non servisse?
Se tenere tutto fosse solo sorta di FOMO, una paura di dimenticare o perdermi qualcosa di potenzialmente importante?
Westenberg esprime un concetto che potrei tradurre così: “Un’idea non riattraversata è come non avuta.”
Quante volte abbiamo letto qualcosa, avuto un’intuizione, scritto un pensiero e poi lo abbiamo etichettato, archiviato nel nostro secondo cervello digitale e non ci siamo più tornarci sopra?
Rischiamo di convincerci che salvare equivalga a capire, che è bastata l’archiviazione per sentire di aver integrato quel concetto, ma non è così: un appunto archiviato è lì, c’è, ma non ha lasciato una vera traccia in noi o nel nostro lavoro.
Per ora non sto cancellando nulla, ma sto pensando a come cambiare approccio, non voglio smettere di raccogliere idee, il mio tessssoro resta con me, è parte del mio modo di custodire, insegnare, creare, ma voglio imparare a fare spazio, a non salvare tutto, a permettere alle cose di scivolare via, voglio credere che ciò che conta tornerà, magari in forma diversa, voglio credere che non serve archiviare ogni dettaglio per sapere chi sono o fare bene il mio lavoro.
Westenberg racconta che lasciando andare ha sentito qualcosa cambiare:
più tempo per pensare davvero, più attenzione a ciò che resta e meno ansia nel cancellare “quello che potrebbe servire forse un giorno”, dice di avere più fiducia nel suo modo di processare il mondo e tutto questo mi attira e incuriosisce.
Non penso di smettere di usare Notion, ma da oggi potrei iniziare a usarlo per ciò che voglio vivere adesso, non per tutto ciò che potrei vivere un giorno o che forse potrebbe servire, e se anche tu hai mille note, mille “to read”, mille link “da tenere”, so che mi capisci.
Siamo cresciuti con l’idea che salvare tutto sia una forma di organizzazione impeccabile, ma forse, quella vera sta nel dimenticare bene, nel lasciare spazio, nel coltivare l’attenzione e non solo la memoria.
Se vuoi confrontiamoci, nei commenti o via mail rispondendo a questa newsletter, intanto ti lascio due link:
qui trovi la mail di Joan Westenberg: https://www.joanwestenberg.com/p/i-deleted-my-second-brain
mentre qui un contenuto che parla nel dettaglio del Second Brain, nel caso volessi crearlo invece che eliminarlo: Building a Second Brain: The Definitive Introductory Guide
La newsletter di oggi esce in collaborazione con Elena Aloise.
Sono aperte le iscrizioni al suo corso in presenza: “Parlare in pubblico… e divertirsi” che si terrà a Torino l’11 e 12 ottobre
Due giornate intense, pratiche, leggere e divertenti, nelle quali scoprirete come sentirvi più a vostro agio in ogni situazione, trovare la vostra voce autentica e superare la paura di esporvi.
Ottieni il 90€ DI SCONTO iscrivendovi entro il entro oggi, domenica 22 giugno a mezzanotte: vi basterà entrare e procedere all'iscrizione qui:
PARLARE IN PUBBLICO E DIVERTIRSI
Al momento dell'acquisto inserisci il CODICE SCONTO:
VOCE 90
Vuoi fare pubblicità in questo spazio e arrivare a oltre 8.000 persone? CLICCA QUI!
Un po’ di novità
L’avrai notato: Chiacchiere con Elisa ha cambiato look, da qualche settimana ogni newsletter è disponibile sia in versione scritta che audio. Così puoi scegliere se leggermi con calma o ascoltarmi mentre cammini, guidi, cucini o cerchi di non farti distrarre troppo dalle notifiche.
E se sei tra gli abbonati (o stai pensando di diventarlo), sappi che con l’iscrizione a pagamento hai accesso a percorsi esclusivi come The Branding Journey e al lavoro profondo sui 60 archetipi di brand, che abbiamo appena cominciato.
Ecco infine la novità più pratica, ma non meno importante: Chiacchiere con Elisa resta gratuita, ma da giugno il suo archivio sarà riservato agli abbonati. Potrai leggere ogni newsletter come sempre, ma solo per un mese, passato quel tempo, i contenuti rimarranno accessibili solo per chi sostiene questo progetto.
Un gesto semplice per supportare un lavoro fatto con cura, costanza e tutta la passione che ci metto ogni settimana. L’opzione per l’upgrade è già attiva, la trovi qui sotto.













