Una cosa che mi ha sempre fatto sorridere, ma che ho sempre fatto comunque, è parlare di un media sul media stesso.
Su Instagram parlo di Instagram da anni.
Ai tempi di Clubhouse (quanto mi manca), abbiamo passato ore in room a confrontarci su come usarlo al meglio.
Eppure qui, su Substack, dove ormai scrivo ogni settimana da quasi tre anni, non avevo ancora mai parlato di Substack.
Molto strano visto che è il mio canale di condivisione preferito e quindi oggi rimediamo, ma lo voglio fare andando un po’ più a fondo: parliamo di come possiamo integrare Substack nella nostra strategia di comunicazione.
Substack non è solo una newsletter, è un “ambiente”.
Quando dici “newsletter”, la maggior parte delle persone pensa a qualcosa che tu professionista mandi a iscritti interessati a quello che fai: un lancio prodotto, un aggiornamento, un reminder, un elenco puntato di consigli…
Qualcosa che inizia e finisce lì.
Substack, invece, è uno spazio, un ambiente editoriale in cui puoi abitare, costruire, riorganizzare il tuo pensiero in pubblico.
È un luogo dove la conversazione non dura 24 ore come una storia, ma si costruisce nel tempo; dove ogni iscritto sceglie di leggerti/ascoltarti, e non perché ti ha incrociato per caso con una sponsorizzata, ma perché tra voi è nata una relazione di fiducia e condivisione.
In un mondo in cui ci viene continuamente chiesto di semplificare, sintetizzare, comprimere, Substack ti chiede l’opposto: prenditi tutto il tempo che ti serve per raccontare al tuo lettore qualcosa di davvero utile/interessante/intrattenente e, soprattutto, fallo in modo che non sembri una presentazione aziendale, ma una lettera sincera, una di quelle che, se la ricevessi cartacea, finiresti per conservarla!
Il bello di Substack è che puoi ancora perderti
C’è un pensiero che ho letto tempo fa e che da allora mi accompagna: il bello di Substack è che puoi ancora perderti.
Pensaci, nessun algoritmo che ti riporta sempre alle stesse persone, nessuna comfort zone generata dall’effetto bolla, qui puoi entrare, cercare una parola, una firma, un argomento e ritrovarti sommerso da pensieri imprevisti e imprevedibili, da voci inedite e sconosciute.
Io lo chiamo effetto Scrubstack: quella sensazione di togliere filtri, cookie, personalizzazioni e tornare a esplorare per davvero. Substack, pur con i suoi limiti, è ancora, secondo me, uno degli ultimi spazi digitali dove vale la pena perdersi.
Social vs Substack
I social ti mostrano esattamente quello che pensano ti possa interessare, ti coccolano, ti blandiscono, ti danno ragione, ti fanno sentire importante e senza che te ne accorgi ti ritrovi immerso totalmente nella tua bolla.
Substack, invece, è più complesso, ti apre porte diverse, ti espone a testi lunghi, pensieri articolati, punti di vista che non avevi considerato:
a volte profondi;
a volte controversi;
a volte totalmente opposti ai tuoi,
ma comunque veri, personali, critici.
Qui non c’è l’estetica del feed perfetto, c’è la sostanza di una narrazione che si costruisce nel tempo e, se ti fermi ad approfondire, quello che trovi può cambiare il tuo modo di pensare, di vedere una situazione su cui credevi di avere le idee chiare, di imparare cose nuove.
Substack come parte della tua strategia di comunicazione
Presupposto:
una newsletter è un canale,
Substack è un ecosistema.
Puoi usare Substack per scrivere articoli lunghi o brevi, per inviare mail pubbliche o private, per creare corsi, offrire contenuti a pagamento, lanciare un podcast, pubblicare video, aprire thread, dialogare in chat, raccogliere adesioni, vendere prodotti, costruire una community.
E puoi farlo senza snaturare la tua voce.
Per questo Substack funziona davvero solo quando cambi la tua prospettiva:
– da contenuto → a conversazione
– da visibilità → a connessione
– da follower → a community
– da “piacere a tutti” → a “farmi scegliere da chi è interessato a me”
La differenza tra un canale qualsiasi e Substack è questa: qui la tua voce non serve solo per attrarre, serve a costruire una relazione solida con il tuo lettore e, se sei un professionista e vuoi usare Substack per lavoro, questa non è una cosa da poco.
Andiamo al cuore di questa newsletter: la strategia
Ho ipotizzato tre strategie diverse per usare Substack per lavoro:
1. Se sei un libero professionista (servizi/consulenza)
Strategia: fornisci contenuti esclusivi, utilizza la newsletter come strumento di fiducia e autorevolezza.
Offri contenuti ad alto valore e inediti, che i tuoi clienti non troveranno da nessun altra parte.
In questo modo costruirai reputazione, credibilità e metterai le basi per costruire un rapporto profondo con chi già ti segue.Inserisci una rubrica tipo “dietro le quinte”, con racconti sinceri sulle tue sfide quotidiane: ricorda che autenticità e vulnerabilità creano connessione empatica.
Dedica una sezione della newsletter a rispondere a problematiche reali dei lettori: anticipa le loro domande e offri soluzioni pratiche.
2. Per imprenditori/founder
Strategia: Substack come spazio per relazionarti, costruire una community e dare voce al tuo brand.
Smetti di “vendere”, usa Substack per ispirare, raccontare la vision, l’etica del brand, i processi creativi: pubblica contenuti di valore, non sempre e solo pubblicità, sconti, lanci…
Punta su valori condivisi, coerenza, community: posta con regolarità e racconta di te, della tua azienda. In questo modo i tuoi lettori sentiranno che stai parlando proprio a loro, si sentiranno parte di una conversazione.
Usa Substack per far sentire i tuoi lettori importanti: dedica a loro dei lanci in anteprima o prodotti/sconti esclusivi, condividi decisioni importanti prima che escano ufficialmente sui social o sul sito.
3. Per gli artigiani
Strategia: Substack come galleria di prodotti/progetti, storytelling visivo e community interattiva.
Mostra il tuo lavoro nel dettaglio: usa immagini, video narrativi, racconta i processi nel dettaglio, tutto quello che sui social, tra uno scrolling e l’altro, non riesci a fare. Substack ti dà lo spazio e il tempo che ti servono.
Collabora con altri creator: consiglia newsletter complementari, fai ospitate incrociate per ampliare la visibilità.
Sfrutta i formati multimediali che hai a disposizione: immagini, testo, video, audio, chat, note… crea un’esperienza multisensoriale e coinvolgente.
Caso studio: il mio!
Ecco come uso Substack e perché continuo a investirci tempo ed energie.
PER TUTTI GLI ISCRITTI:
Ogni domenica ci ritroviamo qui, con le nostre Chiacchiere con Elisa.
Parliamo di lavoro, marketing, viaggi, modelli di business, libertà, identità e idee varie ed eventuali.
Mi piace dire che è un po’ come se ci sedessimo insieme davanti a un caffè o a un gin tonic e iniziassimo a chiacchierare.
Non ho scelto Substack perché ne parlano tutti, nel 2023 non ne parlavano in molti, ma perché funziona meglio dell’email marketing classico se il tuo obiettivo è creare una community davvero interessata a chi sei, cosa pensi e cosa fai.
L’ho scelto perché mi permette di rallentare e approfondire, di incontrare persone che non cercano solo “una soluzione veloce”, ma vogliono dedicare tempo a quello che stanno leggendo e magari rispondermi e sviluppare insieme un’idea in cui riconoscersi.
PER GLI ISCRITTI A PAGAMENTO:
Substack è poi anche il contenitore dei miei contenuti più “business”, quelli riservati alle persone che hanno sottoscritto un abbonamento a pagamento: ogni martedì pubblico:
– strategie di branding e comunicazione
– modelli di business pratici
– esempi reali dal mio lavoro
– strumenti per freelance, nomadi digitali e lavoratrici remote
– contenuti legati ai miei percorsi (come The Branding Journey o il lavoro sui 60 archetipi di brand)
È il mio modo di crescere insieme a chi mi legge, perché per me la strategia ha bisogno di struttura, ma anche di intimità, tempo e confronto e qui, tutte queste cose, possono convivere.
PER I LANCI E I FUNNEL DI VENDITA:
Uso Substack anche come luogo privilegiato per annunciare lanci e nuovi servizi: qui condivido anteprime, retroscena e motivazioni dietro le scelte che faccio.
MA non è la piattaforma su cui mi appoggio per il marketing funnel di prodotti o servizi!
Substack, per me, resta soprattutto uno spazio di relazione e approfondimento, non un canale di vendita diretto.
E quindi come gestisco i Funnel di vendita e i lanci?
Leggi qui sotto!
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Prima di salutarti due comunicazioni di servizio:
PRIMA COMUNICAZIONE
Nota per le persone abbonate
Visto il tema di oggi, ho deciso di dedicare la newsletter riservata a voi di martedì 12 agosto a un approfondimento pratico:
Substack vs. gli altri provider di newsletter, in particolare MailerLite, ma le riflessioni valgono anche per ConvertKit, Mailchimp e simili.Così ti spiego nel dettaglio il discorso Funnel e Lanci e se stai cercando di capire quale strumento usare, come organizzarti al meglio o se ha senso migrare o restare dove sei, avrai tutte le info che ti servono.
📩 Clicca il pulsante per abbonarti e ricevere la mail di martedìSECONDA COMUNICAZIONE
Lo so che Agosto è quel momento dell’anno il cui mantra è “Ne riparliamo a settembre”, ma spesso, è proprio quando vorremmo staccare la spina che affiorano dubbi e domande:Cosa voglio cambiare al mio rientro?
Cosa vorrei tanto smettere di fare?
Cosa manca, nel mio lavoro, per sentirmi davvero soddisfatta, ispirata, viva?Per questo, dal 18 agosto, ti guiderò in un mini-percorso gratuito pensato per aiutarti a fare ordine, ritrovare direzione e arrivare a settembre con le idee belle chiare.
💌 Iscriviti qui → https://subscribepage.io/comestailtuobusiness2025
Fatto?
Ti sei iscritta?
Bene, brava!
Adesso goditi l’estate, magari anche un gin tonic e ne riparliamo dopo Ferragosto!












