C’è un momento, all’inizio dell’estate, in cui tutto rallenta: la voglia di fare qualsiasi cosa va e viene, le risposte delle clienti arrivano dopo giorni e spesso iniziano con: “Scusa, con questo caldo non riuscivo a concentrarmi”
Perfino le idee sembrano aver bisogno di un ventilatore!
E io, dopo anni di impegno per costruirmi un lavoro fatto di parole, strategie e presenza a me stessa, mi ritrovo a pensare che ci sono casi in cui rallentare non è pigrizia: è lucidità.
Nel caldo di questi giorni, che rallenta i pensieri e allunga le ore, impari che:
non tutto è urgente,
non tutto va condiviso,
non tutto deve superare le aspettative.
C’è un tempo per ogni cosa, anche per non fare niente.
Il culto della crescita e altre bugie
Per anni ci hanno raccontato che “più è meglio”: più follower, più post, più fatturato.
Come se solo chi raggiunge certi traguardi è un/una professionista di valore, come se scrivere per 300 persone che ti leggono davvero fosse troppo poco, come se l’unica alternativa al fallimento fosse diventare Beyoncé o Pedro Pascal.
Ma il punto è questo: non sei tu che sei troppo piccolə, è il sistema che ha fame di numeri e non di significato.
Quello stesso sistema – il capitalismo da vetrina – che considera “successo” solo ciò che fa rumore, che si fa notare, che è invidiato da tutti.
Siamo in ballo ormai, balliamo, ma la musica scegliamola noi!
Io ho scelto un lavoro pieno di bellezza, che mi sono costruita rinunciando a tante di quelle cose che non avete idea e che Instagram non vi fa vedere, ma in cui posso un giorno creare, il giorno dopo ascoltare, poi tre giorni in silenzio, poi una raffica di idee …non c’è quasi nulla di prevedibile, c’è solo il mio flusso.
E ogni tanto sembra più una jam session improvvisata che una strategia, ma funziona, è una terza via: non è quella della romanticizzazione del “faccio cose, vedo gente”, né del successo a tutti i costi, è quella della creatività della “classe media”.
Una vita piena, ma non pienissima; una vita che respira!
Parafrasando Seth Godin:
Non arrivi all’3% sperando di sbagliare il 40%.
Lo raggiungi partendo dalla più piccola audience sostenibile, da chi ti ascolta per davvero.
È lì che smetti di cercare consenso e inizi a creare connessione.
Ricorda che “piccolo” spesso non significa “meno”, significa “tuo”.
È leggero.
È sostenibile.
È vivo.
Ti lascia margine, non ti costringe a scalare tutto, ti permette di scegliere, ogni giorno come lavorare e con chi.
Non ti serve un milione di follower, ti bastano 1000 persone che credono in quello che fai.
Un sistema in cui il tuo valore viene riconosciuto e ti torna indietro sotto forma di fiducia.
Ci hanno cresciutə dicendoci: “o hai successo o resti ai margini”, ma si sbagliavano!
Puoi vivere di quello che ami senza diventare un caso studio.
Puoi essere normale e fare cose straordinarie.
Puoi camminare fuori dalle strade già tracciate, come ho scritto sul mio sito: “Follow your Inner Chaos”!
Scegli la tua misura: quella che ti permette di arrivare a fine giornata soddisfattə di ciò che hai fatto.
E se oggi fa caldo, fermati.
Bevi.
Respira.
Scrivi anche una sola riga del tuo prossimo progetto.
Anche questo è lavoro!
Leggere | Guardare | Ascoltare
Questa settimana torno a consigliarti “Seguimi” di Gianluca Diegoli che nel frattempo ho finito.
Nelle sue pagine non ho trovato solo un libro sul marketing, ho trovato un libro che parla di noi, dei modi in cui scegliamo, seguiamo, compriamo.
Un libro che senza mai giudicare, ci aiuta a comprendere quanto siamo influenzabili e prevedibili …bene, ma non benissimo!
Ma c’è una luce in fondo al tunnel e non è il treno, infatti, nonostante i funnel, i bias e i culti, una parte del nostro cervello continua a essere creativa e imprevedibile e pronta a far nascere sempre qualcosa di nuovo!
Se ti occupi di comunicazione, branding, marketing o semplicemente sei una persona curiosa Seguimi è un libro che ti stra-consiglio!
Se sei tra gli abbonati (o stai pensando di diventarlo), ci vediamo martedì con il nostro approfondimento dei 60 archetipi di brand, sto lavorando per te alla famiglia archetipica dei Creator e si, è tra le mie preferite!












